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I requisiti per diventare astronauti dell'Agenzia spaziale europea

Ci si può candidare dal prossimo 31 marzo: ecco come funziona il percorso di selezione per astronauti o parastronauti
Spazio24 Febbraio 2021 - ore 08:40 - Redatto da Redazione Meteo.it
Spazio24 Febbraio 2021 - ore 08:40 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Agenzia spaziale europea)

Per chi sogna di andare in orbita ed esplorare lo spazio, dopo una lunga attesa ultra-decennale è finalmente arrivato il momento giusto. A metà febbraio è stato pubblicato il nuovo bando dell'Agenzia spaziale europea (l'Esa) per la selezione della futura generazione di astronauti. E chi alla fine verrà scelto potrà prendere parte a missioni in orbita oltre l'atmosfera terrestre, sulla Luna e magari pure verso Marte.

Guardando indietro nel tempo, l'Esa in tutta la sua storia ha selezionato astronauti solo per tre volte: l'ultima occasione per candidarsi risale al 2008, dalle cui selezioni sono poi emerse persone che hanno fatto la storia dell'esplorazione spaziale per il nostro paese e non solo, come Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano. E ora, dopo molti anni, è emersa l'esigenza di individuare e formare alcuni ulteriori cosmonauti, a cui si aggiungono le riserve: in tutto si parla di 14-26 persone, tra cui i titolari saranno da un minimo di 4 a un massimo di 6.

I 7 professionisti che attualmente costituiscono il corpo astronauti Esa (oltre ai due italiani, ci sono i tedeschi Alexander Gerst e Matthias Maurer, il danese Andreas Mogensen, il britannico Tim Peake e il francese Thomas Pesquet) verranno affiancati da queste nuove leve durante le future missioni spaziali, trasferendo loro tutte le competenze acquisite in questi anni di servizio. Il momento non è certo casuale: alle crescenti necessità operative si affiancano infatti interessi politici, e soprattutto c'è la volontà da parte dell'Europa di essere ambiziosa e rimanere tra i protagonisti delle esplorazioni spaziali.

Gli astronauti della selezione 2008-2009 (foto: Agenzia spaziale europea)

I requisiti e come presentare la candidatura

Ci si potrà candidare tra il 31 marzo e il 28 maggio 2021. Bisognerà collegarsi al sito dell'Esa in una sezione che sarà appositamente creata, poi inviare il proprio curriculum in lingua inglese, insieme al passaporto, a una lettera motivazionale e a una certificazione medica di idoneità al volo. Non rientra invece tra i requisiti richiesti il brevetto di volo, che si può ottenere successivamente. Una volta scaduto il bando, a fine maggio, inizieranno le fasi di selezione vere e proprie, che termineranno a ottobre 2022 quando, con l'atteso annuncio finale, sapremo chi saranno esattamente i futuri astronauti europei.

(foto: Piqsels)

I requisiti per la partecipazione sono molto stringenti e prevedono una serie di elementi imprescindibili. Anzitutto è necessario avere la cittadinanza in uno dei 22 stati membri dell'Unione europea oppure dei 2 associati che stanno per entrare, ossia Lettonia e Slovenia. È richiesta anche una laurea specialistica in ambito scientifico come fisica, chimica, biologia, scienze della terra, medicina, ingegneria, matematica o informatica. L’unica alternativa ammessa, per chi non dispone di questo requisito, è avere un diploma di pilota collaudatore.

Oltre alle competenze scientifiche, serve poi una padronanza di alto livello dell'inglese, ed è preferibile pure una buona conoscenza di una seconda lingua almeno. Se le lingue sono tre, quattro o cinque, ancora meglio. Inoltre, servono come minimo tre anni di esperienza lavorativa. Non esiste un'età minima per potersi iscrivere al bando ma è posto un limite massimo a 50 anni, perché il processo di formazione è particolarmente lungo e deve permettere di compiere almeno due missioni nello spazio. Anche essere atletici e saper nuotare è importante, sia per riuscire ad affrontare condizioni climatiche estreme sia per poter svolgere la parte di addestramento subacqueo, che a terra simula parzialmente l'effetto dell'assenza di peso.

I requisiti più severi riguardano però le cosiddette competenze soft: capacità di lavorare in squadra, grande flessibilità negli orari di lavoro, attitudine all'attività intensa, buona capacità di gestire la pressione e le situazioni di stress, motivazione nell'effettuare viaggi lunghi e frequenti. E poi, importante anche nel post-missione, c'è l'abilità comunicativa, utile quando l'astronauta diventa un'icona internazionale e una celebrità dell'esplorazione spaziale. Soltanto una minima parte del lavoro dell'astronauta si svolge nello spazio, mentre la maggior parte delle attività sono sulla Terra. Di certo, comunque, diventare astronauta non è per tutti, e oltre alle competenze certificate servono un grande spirito di adattamento ed eccezionale sangue freddo.

Un percorso di selezione lungo e severo

L'iter è davvero lunghissimo, e per questo viene richiesto fin da ora ai candidati di avere molta pazienza. Il percorso si articola in 6 fasi, per una durata complessiva di circa un anno, ed è monitorato da professionisti di vari settori: dagli psicologi agli esperti di risorse umane, dai medici ad altri astronauti. Durante le prime fasi viene svolto un controllo dei documenti inviati e sono predisposti dei questionari di valutazione, con l'obiettivo di fare una prima scrematura.

(foto: WikiImages/Pixabay)

Seguono poi dei test motori, cognitivi e psicologici, per valutare le attitudini specifiche dei candidati. Una volta ristretto il campo, si passa poi a un'analisi medica più dettagliata per mettere alla prova i futuri cosmonauti e valutare la loro capacità di gestire le complesse attività nello spazio. Infine ci sono i colloqui, le interviste, durante le quali viene esaminato il percorso di studi e lo sviluppo delle competenze, sia in ambito tecnico sia comportamentale. Soltanto una piccolissima parte dei candidati verrà selezionato: nel 2008 le domande di partecipazione furono ben 8.413.

Un progetto per l'inclusione sociale

Come anticipato durante la conferenza stampa di presentazione, quest'anno il bando di selezione punta anche sull'inclusività. Lo scopo è anzitutto quello di avvicinare sempre più donne e ragazze, riducendo il divario di genere che è ancora molto evidente. Nel 2008 le candidature femminili furono solamente il 16% e quest'anno, grazie alla politica adottata dall'Esa, ci si aspetta un incremento sia in termini iscrizioni sia nella composizione della squadra finale.

Ancora più innovativa è la decisione che riguarda le persone disabili: per la prima volta il bando apre a soggetti con specifici deficit fisici di basso livello, che possono candidarsi a diventare parastronauti. Si tratta del Parastronaut – feasibility project, uno studio di fattibilità per capire se un soggetto portatore di disabilità possa volare nello spazio. Ovviamente non tutti potranno partecipare al progetto e all'addestramento, ma soltanto quelle persone che rientrano in specifiche categorie prestabilite dal Comitato paralimpico internazionale. Tra queste rientra chi ha un deficit nella parte della gamba sotto al ginocchio, gambe di lunghezza diversa oppure una statura inferiore ai 130 centimetri.

(foto: Agenzia spaziale europea)

L'obiettivo dell’Agenzia spaziale europea è molto ambizioso e nasce dalla volontà di essere un esempio globale di inclusione e responsabilità sociale. Ammettere persone con esigenze speciali può dimostrarsi una grande risorsa, in quanto permette di sfruttare la loro esperienza individuale e il loro spirito di adattamento per creare nuove opportunità di crescita.

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