FacebookInstagramXWhatsApp

La vitamina D aiuta a combattere il Covid-19?

Un nuovo studio scientifico ha mostrato che avere livelli alti di vitamina D non serve a prevenire né la malattia né le complicanze. Se invece si ha una carenza, è un problema per lo stato generale di salute
Salute23 Giugno 2021 - ore 08:38 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute23 Giugno 2021 - ore 08:38 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Unsplash)

Da quando abbiamo iniziato a convivere con la pandemia di Covid-19, circa 16 mesi fa, medici e scienziati hanno cercato tutte le possibili soluzioni per rendere il virus meno aggressivo e ridurre i danni che provoca infettando una persona. Diverse ricerche sono state condotte, in particolare, per stabilire se una carenza di vitamina D possa in qualche modo influenzare il rischio di avere conseguenze severe dalla polmonite e dagli altri sintomi provocati dal Sars-Cov-2.

Le evidenze scientifiche - va detto - sono ancora poche, ma nonostante questo il mercato degli integratori contenenti vitamina D ha registrato una forte crescita. Per fare chiarezza sulla reale utilità di questa sostanza nel contrastare il nuovo coronavirus, in Canada è stato condotto uno studio genetico, i cui risultati sono stati pubblicati a inizio giugno sulla rivista Plos Medicine.

Vitamina D: ossa, alimentazione e sole

La vitamina D è molto importante per il nostro organismo e svolge una serie di funzioni essenziali per il mantenimento dello stato generale di salute. In particolare, agisce sull’apparato osseo favorendo la giusta concentrazione di calcio e fosforo, e in parallelo favorisce anche la nostra attività antiossidante.

Inoltre, stimola la funzionalità del sistema immunitario, riducendo la possibilità di insorgenza di tumori e altre malattie. Assumere la giusta dose di vitamina D con la dieta non è semplice, visto che è contenuta in dosi significative solamente in pochi cibi come fegato, uova, olio di fegato di merluzzo, formaggi grassi e alcuni pesci.

(foto: Pixabay)

Una soluzione corretta per ottenere la giusta dose quotidiana di questa vitamina è trascorre del tempo all’aperto, esponendosi con le giuste precauzioni ai raggi solari. La vitamina D, infatti, viene sintetizzata dal nostro corpo a partire dall’assorbimento dei raggi solari attraverso la pelle, dunque esporsi al sole può compensare eventuali carenze dovute all'alimentazione.

Contro il Covid-19 non fa la differenza

Dalle varie indagini condotte negli ultimi mesi sono emersi dati contrastanti riguardo alla relazione tra vitamina D e Covid-19, che di fatto hanno complicato la produzione di linee guida comuni e condivise.

Il già citato studio pubblicato su Plos Medicine, realizzato dai ricercatori della McGill University, ha tentato di fare chiarezza analizzando le varianti genetiche umane in un mastodontico campione. Delle persone analizzate, provenienti da 11 paesi diversi, 14mila erano affette da Covid-19, mentre altri 1,28 milioni non avevano mai contratto l'infezione.

(foto: Helenjank/Pixabay)

In sintesi, dallo studio non è stata rilevata alcuna associazione significativa tra livelli più alti di vitamina D e la riduzione (né l'aumento) del rischio di contagiarsi o di sviluppare la malattia in forma più severa. Lo stesso vale per il rapporto con i casi più gravi, ossia ricoveri e decessi, per i quali il livello di vitamina D è apparso sostanzialmente irrilevante.

Un focus particolare della ricerca è stato quello di analizzare le persone con una predisposizione genetica ad avere valori più alti di questa vitamina, mostrando che questa predisposizione non è d'aiuto nel contrastare il Covid-19. E certificando quindi come non sia utile assumere integratori per alzare i livelli di vitamina D oltre quanto normalmente suggerito, poiché una più alta disponibilità di questa sostanza non produce alcun effetto rispetto al Covid-19.

I limiti dello studio e le prospettive di ricerca

Complessivamente, a oggi non ci sono evidenze scientifiche sufficienti che suggeriscano l’efficacia dell’assunzione di integratori alimentari a base di vitamina D per la riduzione del contagio e delle complicanze del Covid-19. Anzi, semmai la letteratura scientifica disponibile sembra puntare nella direzione opposta, ossia della sostanziale inutilità di questi integratori in persone sane.

(foto: Unsplash)

Lo studio però non si può definire conclusivo, anzitutto perché di fatto si è focalizzato sulle persone con predisposizione genetica ad avere concentrazioni più alte di vitamina D, mentre non si è concentrato sulle carenze di questa sostanza. Un’altra limitazione di questo studio, da non sottovalutare, riguarda il fatto che sono state considerate solo persone di origine europea e nordamericana, trascurando quindi quella variabilità tra etnie diverse che - come per altre patologie - potrebbe giocare un ruolo.

Insomma, come ammettono gli stessi scienziati, è necessario approfondire ulteriormente l’argomento prima di giungere a risposte definitive. Ciò che invece si sa già per certo è che le persone che non soffrono di carenza di vitamina D non hanno motivo di assumere integratori, perché da una sovrabbondanza della vitamina D non otterrebbero alcun tipo di beneficio.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Crisi climatica e salute mentale: perché ripensare le città per proteggere il benessere psicologico
    Salute13 Ottobre 2026

    Crisi climatica e salute mentale: perché ripensare le città per proteggere il benessere psicologico

    La crisi climatica può avere conseguenze anche sul benessere psicologico: ecco cosa evidenzia un rapporto scientifico.
  • Cambio dell’ora: un’ora di sonno in più, ma attenzione agli effetti sul benessere psicofisico. Ecco come affrontarlo al meglio
    Salute12 Ottobre 2026

    Cambio dell’ora: un’ora di sonno in più, ma attenzione agli effetti sul benessere psicofisico. Ecco come affrontarlo al meglio

    Lancette indietro di un'ora con il passaggio dall'ora legale all'ora solare, ma attenzione alle conseguenze sull'organismo.
  • Salmonella, casi in Puglia: stop ai pomodori freschi crudi in scuole e ospedali
    Salute6 Ottobre 2026

    Salmonella, casi in Puglia: stop ai pomodori freschi crudi in scuole e ospedali

    Stop ai pomodori crudi nelle mense scolastiche e ospedaliere: la Regione Puglia li vieta a scopo precauzionale dopo alcuni casi di salmonella.
  • Cervello, due grandi cambiamenti nell’età adulta: il primo a 24 anni, l’altro dopo i 60
    Salute5 Ottobre 2026

    Cervello, due grandi cambiamenti nell’età adulta: il primo a 24 anni, l’altro dopo i 60

    Cosa accade al nostro cervello? Due tappe fondamentali, a 24 e 60 anni, vengono svelate da uno studio pubblicato su Nature.
Ultime newsVedi tutte


Meteo: nel weekend si indebolisce l'alta pressione! Piogge domenica 18: ecco dove
Tendenza14 Ottobre 2026
Meteo: nel weekend si indebolisce l'alta pressione! Piogge domenica 18: ecco dove
La tendenza meteo per il weekend del 17-18 ottobre vede un indebolimento dell'anticiclone con transito di una perturbazione e venti di Scirocco.
Meteo: anticiclone protagonista fino a venerdì, nuova perturbazione nel weekend del 17-18 ottobre
Tendenza13 Ottobre 2026
Meteo: anticiclone protagonista fino a venerdì, nuova perturbazione nel weekend del 17-18 ottobre
Dopo un venerdì ancora stabile e soleggiato, ma con qualche nebbia in pianura, per il weekend si conferma il ritorno delle piogge
Meteo: alta pressione e clima più mite nella parte centrale della settimana! La tendenza
Tendenza12 Ottobre 2026
Meteo: alta pressione e clima più mite nella parte centrale della settimana! La tendenza
La tendenza meteo da metà settimana vede una rimonta anticiclonica con valori oltre le medie stagionali soprattutto al Centro-Nord e in montagna.
Mediaset

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Ottobre ore 20:59

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154