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La cannabis può essere la soluzione al mal di testa?

Ora non c'è una risposta scientifica definitiva, ma sono in corso test per valutare efficacia ed effetti indesiderati
Salute14 Giugno 2021 - ore 08:08 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute14 Giugno 2021 - ore 08:08 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Pixabay)

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il mal di testa rappresenta oggi la terza patologia più frequente in assoluto a livello globale. In generale c'è molta confusione sulle terapie adeguate per affrontare questo malessere, con numerose persone che si affidano all'autodiagnosi e spesso non ricorrono a consulti medici, rischiando quindi di gestire la situazione in modo sbagliato e talvolta peggiorando ulteriormente la propria condizione.

Per porre rimedio a questa incertezza, anche a livello scientifico sono tutt'ora in corso studi per definire quali approcci si basino su una reale evidenza clinica di efficacia dimostrata. E tra i filoni di ricerca ce n'è uno in particolare che è dedicato alla cannabis: in proposito, l'università di San Diego ha da poco iniziato un test clinico sugli effetti terapeutici dei derivati di questa pianta, per fare chiarezza sui reali benefici e rischi associati all'utilizzo.

Emicrania: una patologia molto frequente

L'emicrania è la forma più comune di mal di testa: il dolore colpisce in genere solo un lato del capo, peggiorando tipicamente in caso di attività fisica, di luce intensa o di odori forti. Si tratta di una patologia molto comune, che colpisce circa l'11,6% della popolazione, con una netta prevalenza nelle donne: la frequenza è infatti tre volte più altra tra le persone di sesso femminile. Inoltre, di solito insorge già in età piuttosto giovane, con una media delle prime spiacevoli manifestazioni che si aggira intorno ai 22 anni.

(foto: Unsplash)

Nel Regno Unito si stima che l'incidenza sia ancora più elevata, con il 15% delle persone che soffrono di questa patologia, con almeno un attacco acuto al mese. E in generale si tratta di una problematica particolarmente fastidiosa, che peggiora di molto lo stato di salute, rendendo difficoltoso anche lo svolgimento delle più semplici attività quotidiane, lavorative e non.

Perché la cannabis

Per trattare il mal di testa, oggi sono disponibili sul mercato tantissimi prodotti diversi, alcuni certificati e altri no. Inoltre, ci sono una serie di suggerimenti per favorire la riduzione o alleviare in qualche modo i sintomi derivanti dall'emicrania.

Tra queste strategie suggerite un po' ovunque, anche molto banali, va ricordato anzitutto il riposo, poi l'attività fisica regolare, la meditazione, la riduzione dello stress eccetera. Inoltre, c'è chi propone tutta una serie di rimedi naturali come il magnesio, la vitamina E, le vitamine del gruppo B, gli omega 3 e altri, e infine i farmaci che aiutano da un lato ad alleviare i sintomi e dall'altro a favorire la guarigione. Insomma, le proposte sono decisamente numerose.

(foto: Wikimedia Commons)

Non tutti i pazienti, però, rispondono in maniera positiva alle terapie disponili, e spesso accade che i farmaci o gli integratori non sortiscano alcun effetto benefico. Anche perché, se non c'è una diagnosi medica precisa, spesso non è nemmeno chiaro quale tipo di mal di testa si stia cercando di trattare. Per questo, nonostante a oggi il quadro delle evidenze scientifiche sia ancora incerto e in rapida evoluzione, c'è chi propone di fare ricorso alla cannabis, con la speranza di offrire un'alternativa in più e una soluzione al problema.

Che cosa sappiamo su cannabis e mal di testa

Finora non abbiamo alcun tipo di certezza sulla reale efficacia della cannabis per la cura dell’emicrania e tutti i sintomi che ne derivano. Per cercare di raccogliere qualche evidenza in più, ci sono diversi studi scientifici già conclusi oppure in fase di avvio: uno su tutti è quello della già citata università statunitense della Columbia a San Diego, i cui ricercatori hanno iniziato il primo trial clinico al mondo sulla cannabis e i suoi derivati per il trattamento del mal di testa. Lo scopo dichiarato non è solo quello di verificarne l'efficacia, ma soprattutto di valutarne i rischi per la salute, nonché i possibili effetti avversi che possono determinarsi sul breve e sul lungo periodo.

(foto: Stevepb/Pixabay)

Se ci si limita a consultare la poca letteratura scientifica esistente sugli studi già conclusi, se ne ricava che l’86% dei pazienti che soffrivano di mal di testa ha percepito un miglioramento dei propri sintomi dopo aver utilizzato la cannabis per 30 giorni consecutivi. E, allo stesso tempo, da indagini statistiche e sociologiche si è visto come negli Stati Uniti già una persona su dieci che soffre di emicrania utilizza la pianta di cannabis per tentare di alleviare la propria condizione.

Tutte queste informazioni, va precisato, hanno una valenza scientifica solo preliminare e il nuovo studio (che è più sistematico) potrà dare qualche certezza in più anche a livello numerico. Il trial già avviato, in particolare, ha coinvolto 20 volontari di età tra i 21 e i 65 anni: dopo essere stati divisi in 4 sottogruppi, a ognuno di questi veniva somministrata una sostanza diversa. Il primo riceverà un placebo, il secondo il Thc (tetraidrocannabinolo), il terzo Cbd (cannabidiolo) e il quarto assumerà un mix tra Thc  e Cbd. Una volta noto l'esito di questi test, sarà il momento di rivalutare l'uso della cannabis nelle terapie contro il mal di testa, in un senso o nell'altro.

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