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I danni del riscaldamento globale sulla salute

Il cambiamento climatico sta determinando un aumento di molte patologie, ansia e depressione
Salute13 Ottobre 2021 - ore 07:59 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute13 Ottobre 2021 - ore 07:59 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Unsplash)

Il lustro dal 2016 al 2020 è stato il più caldo della storia della Terra da quando le temperature vengono registrate, con una media di 1,1°C in più rispetto al periodo 1850-1900. E gli ultimi tre decenni hanno segnato, uno dopo l'altro, il nuovo record di temperatura mondiale. Questi dati, riportati fra gli altri dall’Organizzazione meteorologica mondiale, sono sufficienti da soli per evidenziare in modo palese il livello di gravità che il problema del riscaldamento globale ha già oggi raggiunto, e a sottolineare l'urgenza di contenere le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra che derivano dalle attività antropiche.

A preoccupare sono soprattutto le previsioni e le proiezioni future, che parlano di danni irreversibili agli ecosistemi globali entro il 2050, con aumenti della temperatura media globale molto consistenti, probabilmente di 1,5°C già nel prossimi 5 anni e poi ben al di sopra dei 2°C. Che sia necessario intervenire in fretta è sotto gli occhi di tutti, ma spesso ci si dimentica dei numerosi e differenti effetti negativi che il cambiamento climatico già ora sta avendo sulla salute delle persone.

(foto: Isptoa/Pixabay)

Problemi per la salute fisica

Sulla base della letteratura scientifica attuale, si può affermare con certezza che il riscaldamento globale aumenta in generale la mortalità per tutte le cause. Per esempio, un recente studio ha mostrato come l'effetto del caldo sia particolarmente grave per le persone sopra i 65 anni e quando le temperature superano i 27°C, a causa della perdita di efficacia dei meccanismi di termoregolazione.

Inoltre gli eventi climatici estremi (alluvioni, tornado, trombe d’aria, temporali molto forti, incendi...) scatenati dall’aumento della temperatura media sono responsabili, da soli, di circa 60mila decessi aggiuntivi all’anno. Un dato, quest'ultimo, confermato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, con picchi di 70mila in annate particolarmente sfortunate come il 2003. Ma questi effetti immediati e queste morti violente sono solo una piccola parte dei danni alla salute delle persone: con l'aumento della temperatura crescono infatti anche i casi di infezione, le intossicazioni alimentari e - soprattutto a causa della carenza di risorse idriche nei periodi di siccità - i problemi di malnutrizione nei paesi meno sviluppati. Tra il 2030 e il 2050 si stima che ogni anno 38mila persone perderanno la vita a causa delle ondate di calore, 48mila per gli effetti dei disturbi gastrointestinali e delle infezioni al tratto digerente imputabili al caldo, 60mila per la extra-diffusione della malaria e 95mila per la malnutrizione in età pediatrica dovuta a insufficiente produzione agricola.

Non finisce qui, perché sono sempre più frequenti anche le malattie croniche: complicanze cardiovascolari, diabete, patologie renali e malattie respiratorie sono solo alcuni esempi. Spesso sottovaluti, poi, sono i disturbi della pelle, così come l’emergere di alcune forme tumorali strettamente collegate agli agenti inquinanti. E se da un lato il riscaldamento globale causa l’insorgere di patologie e problemi di salute di vario genere, dall’altro amplifica e peggiora i disturbi pre-esistenti nelle persone più fragili. Infatti, le categorie più a rischio a causa del clima che cambia e di temperature via via più elevate non sono solo gli anziani, ma anche i bambini e le donne in gravidanza.

(foto: Tumisu/Pixabay)

Numerosi studi dimostrano che questi effetti sulla salute sono destinati a peggiorare nel tempo se non ci sarà una trasformazione radicale a livello mondiale, sia in termini di emissioni da parte dell'industria sia sulle abitudini individuali di ciascuno di noi. Non è un caso che i Centers for Diesease Control and Prevention statunitensi includano tra gli impatti sulla salute del cambiamento climatico pure forme asmatiche, allergie respiratorie, encefaliti e una serie di altre patologie per le quali fanno da vettori insetti come le zanzare.

Riscaldamento globale e lavoratori all'aperto

Le temperature più alte e i fenomeni meteorologici estremi sono particolarmente pericolosi per i lavoratori outdoor, ossia coloro che svolgono le mansioni lavorative quotidiane all’aperto, senza poter usufruire dei comfort degli spazi al chiuso. Facendo riferimento ad alcuni studi condotti, sono circa 5mila all'anno gli infortuni sul lavoro di vario genere attribuibili all’esposizione a temperature troppo elevate, con differenze significative in base all’età e alla condizione di salute.

Per esempio, quando i periodi di grande caldo (con temperatura massima superiore a 33°C) durano per più di 10 giorni, il rischio di morte per malattie cardiovascolari per i lavoratori all’aperto aumenta del 149%. Inoltre le temperature troppo alte o troppo base determinano un deficit di concentrazione, e di conseguenza crescono le probabilità di essere vittima di incidenti di vario genere.

L'impatto sulla salute mentale

Il riscaldamento globale non causa danni solamente dal punto di vista fisico, ma influisce negativamente anche sulla salute mentale e psichica. Anzitutto, gli eventi meteorologici estremi e il grande caldo possono provocare effetti negativi diretti sul benessere delle persone, determinando stati d’animo cupi e a volte addirittura depressione. Tutto questo innesca un circolo vizioso che determina l’instaurarsi di stati d’ansia, che a loro volta possono degenerare in un abuso di sostanze o in forme di sofferenza psicofisica che si manifestano in molti modi differenti.

(foto: Unsplash)

E ancora peggiori sono le conseguenze indirette dell’aumento della temperatura media globale: la consapevolezza dell'impatto negativo dell’inquinamento, infatti, può determinare una sorta di sofferenza emotiva che si protrae nel tempo. Secondo gli esperti, non è un caso che a livello globale siano aumentati anche i comportamenti aggressivi e violenti, con tutti i problemi sociali che ne derivano.

Un ulteriore aspetto da non sottovalutare riguarda le disuguaglianze sociali, che si accentuano a seguito dei danni economici sulla produzione agricola dovuti al riscaldamento globale e alla conseguente siccità e desertificazione. Con condizioni di disagio o a volte di scarsità di cibo che si riflettono su intere popolazioni, mietendo vittime e accentuando le disparità tra aree ricche e aree povere del mondo. In senso lato, infatti, anche le migrazioni per motivi economici e diversi conflitti civili possono essere considerati fenomeni di disagio o degrado da includere nelle statistiche legate al clima. A cui aggiungere tutti quei casi di trasloco obbligato per via dell'innalzamento del livello dei mari e degli oceani, che potrebbero riguardare molti milioni di persone già nei prossimi anni.

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