FacebookInstagramXWhatsApp

Le api si stanno estinguendo

Di una specie su quattro si è persa traccia negli ultimi cinque anni. E il loro lavoro silenzioso e utilissimo non può essere sostituito
Ambiente1 Marzo 2021 - ore 09:27 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente1 Marzo 2021 - ore 09:27 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Oldiefan/Pixabay)

"Se le api scomparissero, il genere umano si estinguerebbe nel giro di qualche anno". Questa celeberrima frase, spesso attribuita ad Albert Einstein, meglio di qualunque altra enfatizza l'importanza delle api - e in senso più ampio degli insetti impollinatori - per l'equilibrio degli ecosistemi, per il genere umano e per la vita in generale. Ma la situazione è veramente così critica?

L'allarme non è arrivato solo da agricoltori e apicoltori, ma di recente pure l'Unione europea ha adottato una serie di azioni volte a tutelare queste specie a rischio: su consiglio di molti scienziati, sono sorte diverse iniziative e campagne informative per tentare di risolvere (o perlomeno attenuare) il problema. Ulteriore sottolineatura della gravità della situazione, almeno in ordine cronologico, è un lungo studio pubblicato a gennaio sulla prestigiosa rivista Cell (sezione One Earth), che ha analizzato lo stato delle popolazioni di api a livello globale. E pochi mesi fa un monito è stato lanciato pure dal Consiglio nazionale di ricerca scientifica e tecnologia (Conicet) dell'Argentina, che ha evidenziato un quadro molto critico, nel paese e non solo.

Senza api, niente cibo (né ossigeno)

Il ruolo delle api non si riduce alla semplice produzione del miele, ma questi insetti impollinatori sono essenziali sia per la salvaguardia dell'ambiente sia - in un'ottica umano centrica - per la produzione alimentare. Infatti, garantiscono la persistenza in natura di fiori e piante, e nello specifico di frutta e verdura. La sopravvivenza di circa il 90% delle piante selvatiche e del 75% di quelle a uso alimentare dipende da una corretta impollinazione.

Inoltre, le api permettono indirettamente la fotosintesi clorofilliana, e di conseguenza quella produzione di ossigeno essenziale per tante specie animali. Le api svolgono un lavoro poco visibile ma utilissimo, salvaguardando la vita sul nostro pianeta e permettendo a molti ecosistemi di mantenere il proprio equilibrio.

(foto: Nennieinszweidrei/Pixabay)

Un quarto delle specie sparite in un lustro

Già dagli anni Novanta sono emerse le prime segnalazioni di apicoltori che registravano una riduzione nel numero di esemplari. Da allora si è concretizzata una drastica riduzione nel numero di specie di api presenti sul nostro pianeta, nonostante sia sempre più facile segnalarne gli avvistamenti, anche online. Si parla, in particolare, di un -25% secondo la ricerca di Cell. Grazie alle informazioni che si trovano sul sito della Global biodiversity information facility (Gbif), oggi siamo in grado di monitorare in tempo quasi reale la presenza delle varie specie: in termini assoluti, rispetto a cinque anni fa ne sono sparite circa 5mila. Non sappiamo per certo se davvero tutte quelle non segnalate siano realmente estinte, o se invece siano solo molto ridotte, ma attraverso analisi territoriali si è visto come nel complesso ci sia stata una riduzione degli alveari tra il 30% e il 50% a seconda delle zone di riferimento.

Basandosi sui dati riportati dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia), dal 2015 in poi sarebbero scomparsi sul territorio italiano circa 200mila alveari, e 10 milioni nel mondo. La specie di ape più conosciuta è quella mellifera (Apis mellifera), ossia la produttrice di miele: già nel corso del 2006 aveva subito una decimazione a causa di un'epidemia di spopolamento degli alveari negli Stati Uniti, causata dal parassita Varroa destructor, e da allora non è mai stata invertita la tendenza. In particolare, stanno progressivamente scomparendo sia gli alveari naturali sia le api selvatiche, e soltanto quelle controllate e allevate dagli apicoltori sopravvivono e si riproducono quasi regolarmente.

(foto: PollyDot/Pixabay)

I nemici delle api

Le cause che determinano la progressiva scomparsa delle api sono riconducibili al genere umano e alle sue azioni. In particolare, i pesticidi e gli insetticidi sono i principali incriminati, e nel dettaglio si ritiene che i neocotinoidi, molto utilizzati nell'anno 2011, abbiano determinato un danno consistente alle api e a tantissimi altri organismi viventi. Tra le cause va ricordata pure l'industrializzazione dell'agricoltura, che determina una minore varietà di piante e quindi una riduzione della qualità di nutrizione delle api.

Il resto lo fanno il disboscamento e l'inquinamento atmosferico, che determinano da un lato la compromissione degli habitat e dall'altro cambiamenti climatici con un innalzamento delle temperature. Tutto questo influisce negativamente sulla vita e sulla sopravvivenza di tantissime specie di insetti, e in particolare delle api.

(foto: Damien Tupinier/Unsplash)

Contromisure

Già ampiamente utilizzata, soprattutto nei paesi industrializzati, è la tecnica dell'impollinazione artificiale, che però non produce gli stessi risultati degli insetti impollinatori e soprattutto non è paragonabile in termini di costi, considerando che il lavoro silenzioso delle api è completamente gratis. Oggi la situazione è molto delicata, ma qualcosa è cambiato, perlomeno nell'opinione pubblica, e c’è una maggiore comprensione e sensibilità sul tema della tutela dell'ambiente e degli insetti. Basta pensare che l'Onu dal 2017 ha istituito una giornata mondiale dedicata, fissata per il 20 maggio.

Ma cosa possiamo fare, al di là della sensibilizzazione, per invertire immediatamente la tendenza? Anzitutto ridurre l'utilizzo di sostanze tossiche come insetticidi e pesticidi, non a tappeto ma soprattutto per quelli che hanno un alto tasso di pericolosità. Altrettanto importante è favorire l'adozione di pratiche agricole sostenibili e che tutelino la biodiversità, in modo da contrapporsi al crescente ricorso alle monocolture.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Giardino d’inverno: 5 idee per vivere lo spazio aperto anche nei mesi freddi
    Ambiente15 Gennaio 2026

    Giardino d’inverno: 5 idee per vivere lo spazio aperto anche nei mesi freddi

    Ecco 5 idee per vivere al meglio il giardino d’inverno insieme alla nostra famiglia.
  • Clima 2025: anomalie estreme ai poli e oceani a temperature record
    Sostenibilità14 Gennaio 2026

    Clima 2025: anomalie estreme ai poli e oceani a temperature record

    Gli specialisti di ECMWF e del programma Copernicus hanno illustrato il rapporto sui principali indicatori del clima globale del 2025.
  • Amazzonia verso un clima “ipertropicale”? L’allarme di un team internazionale
    Sostenibilità12 Gennaio 2026

    Amazzonia verso un clima “ipertropicale”? L’allarme di un team internazionale

    La foresta pluviale dell'Amazzonia sta lentamente attraversando un nuovo clima più caldo e ipertropicale. Scatta l'allarme.
  • Pandemia oceanica invisibile: i ricci di mare diventano scheletri bianchi
    Ambiente17 Dicembre 2025

    Pandemia oceanica invisibile: i ricci di mare diventano scheletri bianchi

    Una grave epidemia sta colpendo i ricci di mare, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini, causando la scomparsa di intere colonie.
Ultime newsVedi tutte


Meteo, 21 gennaio con ancora maltempo al Sud poi brevissima tregua
Tendenza18 Gennaio 2026
Meteo, 21 gennaio con ancora maltempo al Sud poi brevissima tregua
Vortice ciclonico ancora attivo mercoledì 21 gennaio al Sud. Giovedì breve tregua ma si avvicinerà una nuova fase di maltempo. La tendenza meteo
Meteo, 20-21 gennaio a rischio forte maltempo: nubifragi, mareggiate e venti a oltre 100 km/h
Tendenza17 Gennaio 2026
Meteo, 20-21 gennaio a rischio forte maltempo: nubifragi, mareggiate e venti a oltre 100 km/h
Massima attenzione a Calabria e Isole: fase di forte maltempo con venti di tempesta, onde fino a 5-8 metri. La tendenza meteo dal 20 gennaio
Vortice ciclonico a inizio settimana: maltempo e rischio nubifragi. La tendenza da lunedì 19 gennaio
Tendenza16 Gennaio 2026
Vortice ciclonico a inizio settimana: maltempo e rischio nubifragi. La tendenza da lunedì 19 gennaio
Forte maltempo all'inizio della prossima settimana, quando l'Italia finirà nel mirino di un potente vortice ciclonico e di correnti fredde
Mediaset

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Gennaio ore 14:05

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154