FacebookInstagramXWhatsApp

Cosa c'è da sapere sulle Ursidi, l'ultimo sciame di stelle cadenti del 2020

La pioggia di meteore inizia il 16 dicembre e prosegue fino oltre Natale, con il massimo di attività tra lunedì 21 e mercoledì 23. Quest'anno poche scie, ma ben visibili
Spazio15 Dicembre 2020 - ore 11:18 - Redatto da Redazione Meteo.it
Spazio15 Dicembre 2020 - ore 11:18 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Piqsels)

Di mesi di dicembre come quello del 2020, dal punto di vista astronomico, non ce ne sono molti: la grande congiunzione di Giove e Saturno, che ha una frequenza pluricentenaria, l'eclissi totale di sole visibile dall'America meridionale, e poi le tante piogge meteoriche come le Geminidi, le Quadrantidi (il cui picco però sarà a gennaio) e le Ursidi. Oltre, naturalmente, al solstizio d'inverno e alla cosiddetta cold moon del 30 dicembre.

Di fronte a questo susseguirsi di eventi, lo sciame meteorico delle Ursidi (URS in sigla internazionale) rischia quasi di passare in sordina, nonostante sia uno spettacolo notturno affascinante e quest'anno - complice la fase lunare favorevole - dia speranze di ottima visibilità. Perciò occhi puntati al cielo per una decina di giorni, a partire dalla metà di dicembre, alla ricerca dell'ultimo picco di scie luminose dell'anno.

Cosa sono le Ursidi

Come la grandissima maggioranza delle stelle cadenti, anche le Ursidi devono il proprio nome alla posizione del cielo da cui sembrano provenire (in termine tecnico, il radiante). Come suggerisce la parola, la porzione di riferimento è la costellazione dell'orsa, e in particolare l'Orsa Minore, che contiene il polo nord celeste e ha come stella più luminosa il sistema stellare triplo Polaris, più noto come stella polare. Per la precisione, le meteore delle Ursidi paiono originarsi in prossimità della stella beta della costellazione, ossia la seconda in ordine di luminosità, che è chiamata Beta Ursae Minoris oppure Kochab.

La costellazione dell'Orsa Minore. Le Ursidi sembrano provenire dalla stella beta (immagine: Wikimedia Commons)

Nonostante ci sia ancora qualche punto oscuro sul fronte scientifico, naturalmente le Ursidi sono generate dal fatto che la Terra attraversa una regione di spazio ricca di detriti spaziali, che si incendiano penetrando nell'atmosfera. L'origine oggi ritenuta più verosimile per i detriti è la cometa 8P/Tuttle, o più semplicemente Tuttle, una cometa periodica costituita prevalentemente di ghiaccio, nota dalla metà dell'Ottocento e che compie il proprio moto di rivoluzione introno al Sole ogni 13 anni (terrestri) e mezzo. Ciò significa che ogni 13,5 anni la regione di spazio dove passano sia la cometa sia la Terra viene ripopolata di detriti, e quindi ci si aspetta di avere con la stessa periodicità la massima attività dello sciame. Vale a dire, il maggior numero di scie visibili nel cielo si ripropone ogni 13 o 14 passaggi terrestri. Si tratta però di una regola non matematica, nel senso che in alcuni passaggi della cometa non c'è un effettivo aumento dell'attività.

I primi studi sistematici sulle Ursidi risalgono al 1945 a opera dell'astronomo ceco Antonín Bečvář, nonostante lo sciame fosse stato osservato già tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento dal britannico William Denning. Il 1945 resta comunque un anno di riferimento, perché coincise con un intenso picco di attività, fino a 100 comete l'ora. Il picco successivo, atteso per il 1959, non fu registrato, mentre lo furono quelli del 1973 e del 1986. Per l'anno 2000 era prevista un'intensa attività, ma non accadde, e le due date di picco successive sono ovviamente il 2014 e il 2027/2028. Per quest'anno, che cade circa a metà tra l'ultimo picco e il prossimo, l'attività dovrebbe essere media, con massimi nell'ordine delle 10 meteore l'ora e possibilità di raggiungere per qualche momento ritmi da 25 l'ora.

La cometa Tuttle (in viola) che si muove nel sistema solare tra il 2005 e il 2025. La Terra è in blu (animazione: Wikimedia Commons)

L'aspetto ancora controverso delle Ursidi è che non è molto chiara la dinamica dei detriti derivanti della cometa Tuttle. L'attività che vediamo dalla Terra raggiunge il picco quando la cometa è alla massima distanza dal Sole e da noi: per questo, alcuni scienziati hanno ipotizzato che possa ci essere un complesso meccanismo in cui è coinvolta anche la gravità di Giove. Origine a parte, dalla Terra puntualmente ogni hanno lo spettacolo è visibile tra il 16 e il 27 dicembre, con un picco concentrato nella notte tra il 21 e il 22 e in quella tra il 22 e il 23. In tutto però l'attività più intensa dura 24 ore, tanto che le Ursidi sono note per essere uno sciame di durata (al picco) particolarmente breve. O, in termini astronomici, uno sciame compatto.

La cometa Tuttle (punto luminoso a sinistra) in occasione del suo passaggio ravvicinato tra fine 2007 e inizio 2008 (foto: Wikimedia Commons)

Cosa si può vedere nel 2020

La notizia non troppo buona è la già citata intensità prevista, che dovrebbe restare piuttosto più bassa rispetto ad altri sciami meteorici degli ultimi mesi. L'aspetto positivo, invece, è che la Luna darà solo un piccolo fastidio all'osservazione del cielo. Nelle due notti di massimo spettacolo, infatti, il nostro satellite naturale tramonterà rispettivamente poco prima e poco dopo la mezzanotte, lasciando il cielo buio per il resto della nottata. Ma anche mentre sarà nel cielo visibile, la Luna non sarà particolarmente luminosa, dunque non dovrebbe disturbare troppo la visuale, lasciando tutte le ore notturne a disposizione degli appassionati.

(foto: Alan Chen/Unsplash)

Condizioni meteo e restrizioni anti-Covid permettendo, come sempre per un'osservazione ottimale si consiglia di allontanarsi dai centri abitati per minimizzare l'inquinamento luminoso, e di attrezzarsi con abbigliamento caldo e comodo per poter restare all'aperto il tempo necessario alle osservazioni.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Quando vedere Venere e Giove accanto alla Luna: le date dell’evento astronomico
    Spazio8 Giugno 2026

    Quando vedere Venere e Giove accanto alla Luna: le date dell’evento astronomico

    Terzetto celeste pronto a dare spettacolo tra pochi giorni: nel cielo di giugno vedremo vicini Luna, Venere e Giove (con un ospite extra).
  • Tempesta solare forte sulla Terra: allerta G3, possibili aurore anche a latitudini insolite
    Spazio5 Giugno 2026

    Tempesta solare forte sulla Terra: allerta G3, possibili aurore anche a latitudini insolite

    Allerta geomagnetica G3: tre espulsioni di massa coronale dirette verso la Terra potrebbero causare aurore anche a latitudini insolite.
  • Arrivano tre baci celesti visibili a occhio nudo: i dettagli
    Spazio4 Giugno 2026

    Arrivano tre baci celesti visibili a occhio nudo: i dettagli

    Il mese di giugno offrirà tre spettacolari congiunzioni visibili a occhio nudo: ecco quando.
  • La Microluna Blu illumina il cielo: prossimo appuntamento nel 2053
    Spazio29 Maggio 2026

    La Microluna Blu illumina il cielo: prossimo appuntamento nel 2053

    Il cielo sta per accendersi con la Microluna Blu 2026: tutti i dettagli e le curiosità sull'evento che affascina gli skywatcher.
Ultime newsVedi tutte


Meteo, instabilità, vento e calo termico: ecco dove e quando
Tendenza8 Giugno 2026
Meteo, instabilità, vento e calo termico: ecco dove e quando
Alta pressione ancora salda al Centro-sud mentre il Nord vedrà condizioni di instabilità con episodi di maltempo. Generale calo termico. La tendenza
Meteo, fase instabile al Nord con temporali: la tendenza dal 10 giugno
Tendenza7 Giugno 2026
Meteo, fase instabile al Nord con temporali: la tendenza dal 10 giugno
Una perturbazione atlantica coinvolgerà con temporali le regioni del Nord mentre al Centro-sud sarà protagonista l'Anticiclone. La tendenza meteo dal 10 giugno
Meteo, sole e caldo al Centro-sud, più instabile al Nord: la tendenza dal 9 giugno
Tendenza6 Giugno 2026
Meteo, sole e caldo al Centro-sud, più instabile al Nord: la tendenza dal 9 giugno
La prossima settimana si profila soleggiata e calda al Centro-sud mentre il Nord verrà lambito da una perturbazione. La tendenza meteo dal 9 giugno
Mediaset

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Giugno ore 01:08

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154