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Scoperta la cometa interstellare 3I/ATLAS: è una minaccia per la Terra? Ecco cosa sappiamo

Una nuova cometa è stata scoperta pochi giorni fa. Si tratta di un "visitatore insolito" che permetterà agli scienziati di analizzare le caratteristiche di un corpo celeste che arriva da un altro angolo della galassia.
Spazio11 Luglio 2025 - ore 16:10 - Redatto da Meteo.it
Spazio11 Luglio 2025 - ore 16:10 - Redatto da Meteo.it
Rappresentazione artistica di un oggetto proveniente dallo spazio interstellate (fonte: Rubin Observatory/NOIRLab/NSF/AURA/J. daSilva da Wikimedia CC BY 4.0).

Scoperta lo scorso 1° luglio, la cometa 3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare mai osservato nel nostro Sistema Solare. Tra le sue particolarità c'è una traiettoria che la vede sfrecciare in direzione della Terra. Rappresenta davvero una minaccia per il nostro pianeta? Ecco cosa sappiamo.

La scoperta di 3I/ATLAS

Scoperto il 1° luglio, il corpo celeste interstellare è stato inizialmente "battezzato" con la sigla A11pl3Z. Solo in seguito si è potuto stabilire che, non solo si tratta di una cometa (e non di una asteroide come si era inizialmente ipotizzato), ma che è anche il terzo oggetto interstellare mai osservato nel nostro Sistema Solare.

In seguito all'astro è stata assegnata la designazione ufficiale: 3I/ATLAS, o C/2025 N1 (ATLAS). La parte iniziale della nuova designazione "3I" sta proprio a indicare che si tratta del terzo oggetto identificato come interstellare, dopo 1I/’Oumuamua e 2I/Borisov.

A individuare questa nuova cometa è stato il sistema Atlas, Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System, finanziato dalla Nasa e operativo nella stazione di osservazione di Río Hurtado, in Cile. Nel momento in cui è stato individuato, il corpo celeste si trovava a circa 670 milioni di chilometri dal Sole, ovvero a 4.5 Unità Astronomiche.

I primi rilevamenti avevano fatto ipotizzare che la stella avesse un'orbita caratterizzata da un’elevata eccentricità e una traiettoria gravitazionalmente slegata dal Sistema Solare. In seguito, grazie al confronto con le prime immagini, si è potuto appurare che l'oggetto celeste in questione seguiva un’orbita iperbolica (quindi interstellare), non legata al Sole e con un’eccentricità stimata di 6.15. Si tratta del valore più alto mai registrato in un interstellare, che pare confermare l’origine extrasolare del corpo celeste.

Una magnitudine ancora incerta

Riguardo alla magnitudine della cometa appena scoperta, sappiamo che i valori attribuiti nel corso delle osservazioni preliminari potrebbero non rivelarsi del tutto affidabili. Inizialmente le era stata attribuita infatti una magnitudine assoluta di 14.8, un valore tipico per gli oggetti di tipo asteroideo. In seguito però si è potuto verificare che è possibile che una parte della luminosità derivi dai materiali e non dal nucleo solido. Ulteriori osservazioni potranno fornirci maggiori dettagli, e gli astronomi continueranno a osservare la cometa fino a quando non si avvicinerà troppo al Sole, posizione che renderà difficoltoso seguirla dalla Terra.

Il viaggio nel firmamento della cometa 3I/ATLAS

La cometa raggiungerà il perielio il prossimo 29 ottobre, momento in cui si troverà a una distanza di 1.36 Unità Astronomiche. Prima di allora però passerà a una distanza minima da Marte (il 3 ottobre) e si avvicinerà al Pianeta Rosso fino a raggiungere circa 0.195 UA.

Il passaggio in prossimità della Terra è previsto per il 19 dicembre 2025, quando la cometa sfreccerà a circa 1.8 Unità Astronomiche dal nostro pianeta. Il viaggio proseguirà poi portandola, il 16 marzo 2026, a 0.35 UA da Giove.  

Quante possibilità di impatto con la Terra ci sono?

Nel momento in cui questo "visitatore interstellare" raggiungerà il perielio, passerà tra le orbite di Marte e Terra. La sua traiettoria lo porterà ad avvicinarsi molto più al Pianeta Rosso che a noi e la sua "vicinanza" al nostro Pianeta (circa 240 milioni di chilometri) non desta alcuna preoccupazione negli esperti su un eventuale rischio impatto.

Si tratterà però di un'occasione che il mondo scientifico non è disposto a lasciarsi sfuggire, visto che non capita spesso di avere l'opportunità di osservare una cometa proveniente che non appartiene al nostro sistema stellare. Grazie al suo passaggio al perielio sarà possibile scoprire materiali e condizioni estremamente diverse da quelle che solitamente osserviamo negli oggetti celesti del nostro Sistema Solare.

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