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Specie aliene invasive: la causa dell'estinzione di piante e animali

Una minaccia per gli ecosistemi viventi e per gli habitat naturali. Ai danni per l'ambiente si aggiungono quelli economici e i rischi per la diffusione di malattie
Ambiente8 Settembre 2023 - ore 07:01 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente8 Settembre 2023 - ore 07:01 - Redatto da Redazione Meteo.it

Secondo il nuovo rapporto pubblicato dalla Piattaforma intergovernativa sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES), sono state identificate più di 37mila specie aliene animali e vegetali, di cui 3.500 invasive. Questo sono, nella maggior parte dei casi, responsabili dei danni agli ecosistemi viventi e della perdita di biodiversità.

Un rischio per l'ambiente, gli animali e le persone

L’innalzamento delle temperature, gli eventi climatici estremi, la siccità e le modificazioni degli equilibri degli ecosistemi viventi stanno determinando la formazione e la diffusione di un numero sempre più consistente di specie aliene. Si tratta di animali o piante che non sono native del luogo geografico dove proliferano e che infatti si riproducono rapidamente, causando danni all’ambiente e alle attività umane.

Il nuovo studio di IPBES, durato quattro anni, ha evidenziato che le specie aliene invasive causano il 60% delle estinzioni di piante e animali. Le piante più pericolose sono risultate essere il giacinto d’acqua, una specie tropicale che danneggia la pesca, e la lantana, un arbusto molto pericoloso per habitat naturali. Tra le specie animali, invece, la più invasiva a livello globale è il ratto nero, particolarmente temibile per la diffusione di malattie.

Oltre a rappresentare una minaccia per gli equilibri ambientali e per la salute del pianeta, la presenza di specie aliene animali e vegetali causa danni economici anche di grande entità: nel 2019, addirittura, le specie aliene a livello globale sono costate più dei danni indotti dalle calamità naturali e meteo-climatiche. Per quanto riguarda l’Italia, il report indica come particolarmente minaccioso il granchio blu, originario dell’oceano Atlantico e pericoloso soprattutto per il mercato ittico: una situazione problematica di cui si sente parlare sempre più spesso anche nelle cronache giornalistiche.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre ore 12:43

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