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Siccità e inondazioni, fenomeni all'apparenza opposti ma collegati: ecco perché

Un terreno secco non assorbe bene l'acqua, ma anzi la lascia stagnante in superficie aumentando la probabilità di inondazioni: un motivo in più per temere il cambiamento climatico. Ce lo spiegano questi tre bicchieri
Ambiente23 Agosto 2022 - ore 16:17 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente23 Agosto 2022 - ore 16:17 - Redatto da Redazione Meteo.it

La siccità aumenta il rischio di inondazioni: potrebbe sembrare un controsenso, eppure vari studi scientifici dimostrano proprio questo. Infatti, il caldo e la mancanza di precipitazioni tendono a seccare drasticamente il terreno, facendo perdere la naturale capacità del suolo di assorbire acqua. Il risultato è che una violenta precipitazione rischia di avere conseguenze terribili poiché l’acqua piovana si accumula in superficie, causando danni ambientali di vario genere.

Due conseguenze del cambiamento climatico

Un'ulteriore conferma del legame tra siccità e inondazioni arriva da un semplice esperimento, utile anche per la divulgazione scientifica, condotto all’università britannica di Reading, che ha confrontato la capacità di assorbimento di un terreno umido con quella di uno inaridito.

L’esperimento, condotto in un prato-laboratorio, è consistito nel versare un bicchiere d'acqua sulle due tipologie di suolo, analizzando le differenze, che vedete esemplificate nella foto qui sopra. Ebbene, il terreno umido riusciva ad assorbire l’intera quantità di acqua nel giro di pochi secondi, mentre quello secco non permetteva il passaggio del liquido, il quale rimaneva in gran parte stagnante in superficie.

Considerando che, a causa del cambiamento climatico, si prevede che saranno sempre più frequenti i periodi di grande siccità con violenti e improvvisi temporali, tutto questo mette in luce un grave pericolo per il futuro. Bisognerà avere a disposizione gli strumenti idonei per contrastare la combinazione di siccità e inondazioni, cercando di mitigare gli effetti dell’uno e dell’altro fenomeno, che assieme rischiano di generare un circolo vizioso a danno di colture, città e ambiente in generale.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Aprile ore 17:36

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