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Riscaldamento domestico, come risparmiare sprecando meno energia

Ecco una lista con regole pratiche e consigli, dai più semplici a quelli strutturali, per abbassare la bolletta, tenere il calore tra le mura di casa e inquinare di meno

{icon.url}16 Novembre 2020 - ore 09:15 Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Juliah Hochgesan/Unsplash)

Ormai quasi tutta Italia ha il riscaldamento domestico acceso. E più che mai nella stagione fredda 2020-2021, con una permanenza in casa che si protrae più del solito per via della pandemia, avere un sistema efficiente di gestione del calore può fare la differenza. I consigli possibili sono praticamente infiniti, e ciascuno può capire quali si adattano (e quali no) alla propria abitazione.

Ci sono tanti modi in cui strategie e suggerimenti possono essere organizzati: per importanza, per impatto sui consumi effettivi, per livello tecnologico e così via. Qui invece li troverete ordinati per rapidità di implementazione. Si parte con quelli che si possono mettere in pratica in tempo zero, ossia in pochi secondi o in pochi minuti, e che si possono quindi applicare fin da subito. Poi ci sono quelli che richiedono un po' di lavoro in più, e dunque una certa dose di buona volontà. E infine quelli strutturali veri e propri, che necessitano di investimenti, strategie di lungo termine, e spesso pure dell'intervento di professionisti. Insomma, idee per tutti i gusti.

Consigli da applicare fin da subito

Può sembrare una banalità, ma la prima cosa da fare per migliorare la gestione del proprio riscaldamento domestico è verificare che temperatura c'è in casa. E conviene farlo per almeno due buoni motivi. Il primo è che nonostante molte caldaie oggi abbiano un proprio misuratore di temperatura, non è affatto detto che nelle varie zone di casa ci sia la stessa condizione. Verificare stanza per stanza quanti gradi ci sono può essere il primo passo per regolare in modo diverso i vari radiatori, abbassando o alzando la regolazione dove serve. L'altro motivo è che spesso in casa la temperatura è impostata fin troppo alta. La normativa a oggi prevede un valore di 20°C, ma vista la tolleranza di ±2°C si può arrivare fino a 22°C. Ebbene: non è necessario che ci sia così caldo, anzi per il benessere umano 19°C o 2o°C sono più che sufficienti. E un solo grado in meno porta già a un risparmio in bolletta dell'ordine del 5%.

(foto: Projekt Kaffeebart/Pixabay)

Non occorre, poi, che il riscaldamento sia sempre acceso. Anche quando non ci sono normative e regolamenti specifici che lo impongono, spegnere l'impianto per alcune ore durante il giorno non compromette il grado di comfort. A meno che l'abitazione abbia una scarsissima efficienza termica, la temperatura resta gradevole per un po' anche dopo lo spegnimento, che per esempio può riguardare le ore notturne o altri intervalli durante il dì.

Meglio non esagerare poi con la temperatura dell'acqua calda. Una caldaia tarata su una temperatura massima di 60°C (anche per l'acqua calda di casa) è già più che sufficiente, e raggiungere temperature più alte non fa altro che aumentare le dispersioni di calore. E poi ci sono i piccoli trucchi: l'uso di un ventilatore per brevissimi periodi, per esempio, può rimescolare l'aria e rimuovere l'accumulo di calore nella parte alta della stanza. E quando fa bel tempo se ne può approfittare e far entrare la luce diretta del sole aprendo del tutto tende e persiane.

L'altro punto essenziale è: tenere il calore dentro casa, e farlo diffondere bene dai radiatori. Tenere porte e finestre aperte troppo a lungo disperde moltissimo calore (anche se arieggiare resta fondamentale), e avere oggetti che coprono i termosifoni come tende, mobili, schermi o stendibiancheria impedisce la diffusione del calore. Per non parlare dell'idea di appoggiare gli indumenti bagnati direttamente sui i termosifoni per accelerare la fase di asciugatura.

Stessa cosa vale anche per le finestre nelle ore notturne, che sono un elemento di forte dispersione. Quando non occorre far filtrare la luce dall'esterno, chiudere bene tapparelle o persiane può fare la differenza. E aggiungere un ulteriore strato, per esempio con una tenda pesante (che però non deve coprire il termosifone) può aumentare l'effetto. Infine, ma non per importanza, il camino: se non viene utilizzato conviene chiuderlo, altrimenti la canna fumaria diventa una perfetta via di fuga per il calore di casa.

Cose da fare con un po' di tempo

Ritornando ai termosifoni, il passo successivo dopo averli liberati dagli ostacoli è quello di valorizzare al massimo il loro effetto riscaldante. Laddove l'estetica lo consente, si può per esempio installare un pannello riflettente tra il termosifone e il muro, in modo che il calore sia indirizzato verso il centro della stanza. Questo consiglio è utile soprattutto se il termosifone è incassato nel muro, e in versione semplificata si può sostituire il pannello con un foglio di alluminio, tipo carta stagnola.

L'altro intervento cruciale, un po' più impegnativo, è predisporre la possibilità di regolare ogni singolo termosifone. Le valvole termostatiche, la cui apertura regola il flusso di calore, sono decisive per compiere questa operazione. Nei condomìni e negli edifici con impianto centralizzato sono obbligatorie dal 2017, ma in generale sono utili a regolare diversamente i termosifoni a seconda della temperatura di ciascuna stanza e dell'uso che se ne sta facendo. Per esempio, per le stanze esposte a sud bastano di solito regolazioni più basse. La versione avanzata delle valvole termostatiche include anche sistemi di contabilizzazione del calore - da installare su ogni radiatore oppure solo sul condotto principale dell'impianto - utili per avere un'idea più precisa di quanta energia si stia consumando.

Una valvola termostatica (foto: Eroyka/Pixabay)

La manutenzione degli impianti è un obbligo di legge, dunque non dovrebbe a rigore rientrare tra i consigli. Tuttavia, non c'è solo una questione di sicurezza e la volontà di evitare le multe: la manutenzione ha molto a che fare anche con il risparmio energetico. Una corretta taratura della caldaia, l'installazione di filtri puliti e l'eliminazione del calcare e delle altre incrostazioni permettono all'impianto di essere più efficiente, sprecando meno energia a parità di effetto riscaldante ottenuto.

Grandi manovre

Certamente più facile da dire che da mettere in pratica, un consiglio efficace è di digitalizzare l'impianto. Vale a dire, installare una centralina che regoli automaticamente la temperatura, programmabile per esempio per fasce orarie oppure a seconda dei giorni della settimana. I modelli più avanzati sono dotati anche di una propria intelligenza artificiale, che non si limita ad accendere e spegnere l'impianto, ma regola la potenza in funzione del tempo per avere il massimo risultato con il minimo dispendio energetico. Soluzioni high tech di questo genere scongiurano inutili picchi o sbalzi di potenza, sono di solito regolabili anche da remoto via smartphone e - grazie all'autoapprendimento - portano progressivamente al risparmio di qualche percento sui consumi complessivi.

(foto: Skitterphoto/Pixabay)

Naturalmente anche cambiare la caldaia può essere un modo per migliorare la prestazione energetica, per esempio passando a una tecnologia di riscaldamento più efficiente. Oggi esistono sul mercato caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e anche sistemi ibridi alimentati a biomasse. Più in generale, poi, in molte località è possibile siglare contratti per la fornitura di energia che attingano da fonti rinnovabili, del tutto o in parte.

Infine, pensando in grande, si può procedere con la valutazione della classe energetica dell'abitazione, e poi alla progettazione di una serie di interventi per rendere la propria casa termicamente più efficiente. Questo genere di lavori gode anche di ottime detrazioni fiscali - come i vari ecobunus, incluso il superbonus del 110% - e con la riqualificazione si possono ottenere risparmi sulla bolletta anche del 40%. Tra i lavori meno impegnativi ci sono l'individuazione di infiltrazioni d'aria nel pavimento o nel sottotetto, la sostituzione delle vecchie finestre con alternative più isolanti e la sigillatura degli spifferi, mentre tra i più impegnativi c'è la predisposizione di un cappotto termico e la posa di un sistema di riscaldamento a pavimento.

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