FacebookInstagramXWhatsApp

Figli a scuola, Covid e malanni di stagione: che fare?

Una mini-guida ragionata e schematica per orientarsi tra raffreddori, febbri, autocertificazioni, tamponi, medici di famiglia e pediatri
Salute2 Ottobre 2020 - ore 07:41 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute2 Ottobre 2020 - ore 07:41 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Ansa)

Tosse, starnuti, un po' di febbre o mal di denti: per chi ha i propri figli da mandare a scuola si tratta di ordinaria amministrazione, un po' per via dei malanni che spesso arrivano in concomitanza con il cambio di stagione e un po' per quegli inghippi di salute che inevitabilmente capitano lungo il percorso dell'anno scolastico. In piena pandemia, però, le doverose regole stringenti di sicurezza sanitaria creano qualche grattacapo in più, non solo sul piano della salute individuale ma anche su quello formale e burocratico. In poche parole, occorre attenersi alle disposizioni ministeriali e delle autorità sanitarie, che a volte possono lasciare spazio a qualche ambiguità o a qualche incertezza interpretativa.

Ecco allora alcuni princìpi guida che possono aiutare a orientarsi nel dedalo di norme, misure, suggerimenti e obblighi. Con una doverosa premessa: come lascia ben intendere anche questa vasta collezione di materiali raccolti da Orizzonte Scuola, oltre al decreto legge specifico possono esserci ulteriori linee guida e indirizzi operativi stabiliti a livello regionale. Con il risultato che, per i dettagli fini dei comportamenti da tenere e per questioni molto specifiche o particolari, conviene sempre fare una verifica ulteriore con i referenti locali, per scongiurare di seguire misure in vigore in una regione diversa dalla propria. Le regole generali, però, sono uguali per tutti.

La febbre e il raffreddore

Nel caso di febbre le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, recepite a livello nazionale, sono chiare: con la temperatura superiore ai 37,5°C non ci si deve recare a scuola, indipendentemente dalla sintomatologia e dal fatto che sia compatibile o meno con la Covid-19.

Meno chiara la situazione quando si è davanti a un solo raffreddore. Alcune linee guida, come quella del servizio sanitario dell'Emilia - Romagna, riportano che "soprattutto nei bambini fino ai sei anni di vita, la sola rinorrea (raffreddore) è condizione frequente e non può essere sempre motivo in sé di non frequenza o allontanamento dalla scuola in assenza di febbre o criteri di rischio epidemiologico (come l’esposizione a un caso positivo per SARS-CoV-2)". Resta responsabilità del medico curante dare le giuste indicazioni.

I sintomi compatibili con la Covid-19

Insieme alla febbre, i sintomi più comuni collegati all'infezione da nuovo coronavirus sono tosse, cefalea, nausea, vomito, diarrea, mal di gola, fatica a respirare, dolori muscolari e perdita di olfatto o gusto. Nel caso questi sintomi si presentino (anche solo in parte, naturalmente) lo studente deve restare a casa da scuola, e inoltre la famiglia è tenuta a fare due cose: allertare tempestivamente il medico curante, ossia il pediatra o il medico di medicina generale, e avvisare la scuola dell'assenza per motivi di salute. La famiglia, dunque, non può in autonomia escludere che si tratti di un caso sospetto di Covid-19, ma deve rivolgersi al proprio medico di riferimento.

A decidere se eseguire o meno un tampone ororinofaringeo, sulla base della valutazione del quadro clinico, è infatti lo stesso medico curante, che stabilisce se si tratti di un caso sospetto o meno. In certi casi la decisione è ovvia (pensiamo a una febbre senza altri sintomi e sorta poche ore dopo un'estrazione dentale), mentre in altri può trattarsi di una valutazione molto più sottile. Lo schema qui sotto, in particolare nella parte destra, riassume le situazioni che possono presentarsi.

Un grafico per le famiglie (grafico: Regione Emilia Romagna)

I tre scenari possibili

Nel caso in cui il medico decida di non eseguire il tampone, si segue la solita prassi, ossia in base all’evoluzione del quadro clinico viene deciso il momento del rientro a scuola, senza che sia richiesta alcuna certificazione medica per la riammissione, né tantomeno un'autocertificazione della famiglia. Se, a giudizio del medico, il quadro dei sintomi non corrisponde con un sospetto di Covid-19, non è dunque necessario presentare alcun documento.

Se il tampone viene eseguito, e se risulta positivo, scattano le attività di contact tracing. Tutti i vicini stretti sono quindi posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto. La studentessa o lo studente malato, invece, deve restare a casa fino alla scomparsa dei sintomi e all'avvenuta guarigione, certificata dall'esito negativo di due tamponi eseguiti ad almeno un giorno di distanza, oltre che dal conseguente attestato che certifica la guarigione stessa. Finché l'esito del tampone continua a essere positivo, si prosegue invece con l'isolamento domiciliare e dunque con il non recarsi a scuola.

L'ultimo scenario possibile è che il tampone venga eseguito, ma risulti negativo. In questo caso il medico produce un certificato di rientro che riporta l'esito del test. Il momento del ritorno a scuola viene stabilito come al solito sulla base dell'evoluzione del quadro dei sintomi, ed è necessariamente successivo alla completa guarigione clinica. A discrezione del medico, nel caso il sospetto di Covid-19 sia comunque a suo parere fondato, può essere eseguito anche un secondo tampone a 2-3 giorni di distanza dall'altro, in modo da convalidare l'esito del primo test.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Meteo e salute: come l’umidità influisce sul sonno e sulla respirazione
    Salute28 Agosto 2025

    Meteo e salute: come l’umidità influisce sul sonno e sulla respirazione

    I problemi causati dall'umidità sulla nostra salute: un rischio per sonno e respirazione.
  • Intossicazione da botulino: cos'è e cosa la provoca?
    Salute11 Agosto 2025

    Intossicazione da botulino: cos'è e cosa la provoca?

    Dal contagio alla cura: come riconoscere e affrontare il botulismo.
  • West Nile, come riconoscere la zanzara che trasmette la febbre del Nilo
    Salute5 Agosto 2025

    West Nile, come riconoscere la zanzara che trasmette la febbre del Nilo

    Riconoscere la zanzara che trasmette il virus del Nilo occidentale e adottare misure preventive adeguate è il primo passo per proteggersi.
  • Febbre West Nile, nuovi casi in Italia: cos’è, come si trasmette e sintomi
    Salute22 Luglio 2025

    Febbre West Nile, nuovi casi in Italia: cos’è, come si trasmette e sintomi

    Cos'è la febbre West Nile, come si trasmette e quali sono sintomi accusati da chi l'ha contratta? Ecco tutte le indicazioni utili.
Ultime newsVedi tutte


Meteo, da mercoledì 3 settembre probabile ritorno dell'alta pressione
Tendenza30 Agosto 2025
Meteo, da mercoledì 3 settembre probabile ritorno dell'alta pressione
Dopo il passaggio ad inizio settimana di una nuova perturbazione, il nostro Paese potrebbe vivere una fase con tempo stabile e caldo estivo oltre la norma
Meteo: prima settimana di settembre con nuovo maltempo e picchi di caldo! La tendenza
Tendenza29 Agosto 2025
Meteo: prima settimana di settembre con nuovo maltempo e picchi di caldo! La tendenza
La tendenza meteo per l'inizio di settembre vede ancora una situazione differente tra il Centro-Nord e il Sud tra maltempo e caldo anomalo.
Meteo, domenica di tregua poi tornano piogge e temporali: la tendenza dal 31 agosto
Tendenza28 Agosto 2025
Meteo, domenica di tregua poi tornano piogge e temporali: la tendenza dal 31 agosto
La tendenza meteo conferma uno scenario movimentato anche a inizio settembre: lunedì 1 arriva la prima perturbazione del mese.
Mediaset

Ultimo aggiornamento Domenica 31 Agosto ore 04:09

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154