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Da inizio anno a Milano è (quasi) vietato fumare all'aperto

Il divieto di fumo è in vigore nei parchi, alle fermate dei bus, negli stadi e negli altri luoghi non isolati. Il nuovo regolamento rientra nel piano comunale per la qualità dell'aria: dal 2025 il divieto sarà esteso a tutte le aree pubbliche
Ambiente1 Gennaio 2021 - ore 08:37 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente1 Gennaio 2021 - ore 08:37 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Maria Acanfora/Ansa)

Con l'arrivo del 2021 è scattato a Milano il nuovo regolamento comunale per la qualità dell'aria, che prevede una serie di misure progressive che includono - tra le altre cose - importanti restrizioni sul fumo. Anche se non si tratta di un divieto assoluto, la norma è stata a buon titolo descritta come un sostanziale stop alle sigarette all'aperto, perché riduce notevolmente i luoghi dove continua a essere consentito fumare.

In estrema sintesi, dal primo gennaio di quest'anno è bandito il fumo in tutti i luoghi all'aperto a eccezione di quelli isolati. Vale a dire, non è permesso fumare alla fermata di autobus o altri mezzi pubblici, dentro e fuori gli stadi (San Siro incluso, ovviamente), in tutte le strutture sportive, all'interno delle aree cimiteriali, nei parchi pubblici, nelle aree gioco per bambini e in quelle destinate agli animali, tanto per fare alcuni esempi che il regolamento cita esplicitamente. Più in generale, il divieto si estende anche a tutti quei casi in cui ci siano altre persone entro 10 metri di distanza. Il che significa, all'atto pratico, che fumare resta consentito solo quando ci si trova in punti della città isolati, in cui non c'è nessun altro in giro, o quasi.

Perché non si può fumare all'aperto

Il provvedimento è stato approvato dal consiglio comunale del capoluogo lombardo, dopo una delibera di giunta, lo scorso 19 novembre, con 25 voti favorevoli su 39 (8 i contrari, 4 gli astenuti e 2 gli assenti). La normativa punta in generale a limitare tutte quelle attività che possono incidere sull'inquinamento nell'area urbana, incluso ciò che può toccare direttamente la salute dei cittadini per semplice prossimità fisica. La coincidenza con il periodo pandemico e l'emergenza sanitaria, come hanno dichiarato i promotori dell'iniziativa, non è affatto casuale.

Nello specifico del fumo, la ratio del provvedimento non è tanto quella di limitare l'impatto di sigarette e affini sull'inquinamento atmosferico, ma di evitare che le persone possano subire direttamente le conseguenze negative del fumo passivo, mentre passeggiano in città o svolgono attività ricreative. Infatti, in generale si può continuare a fumare, ma solo in luoghi opportuni e lontano dagli altri.

(foto: Matteo Bazzi/Ansa)

Inoltre, il provvedimento va nella direzione di garantire la maggior salubrità possibile dell'aria in luoghi che possono essere frequentati dai bambini. E, imponendo di non fumare in prossimità di altre persone, mira a disincentivare quei casi in cui il fumo diventa un'attività collettiva, quasi un'esperienza di gruppo, soprattutto per giovani e giovanissimi. Come già accennato, poi, il regolamento prevede un progressivo inasprimento delle misure. Dopo una fase iniziale lunga 4 anni, dal primo gennaio del 2025 il divieto di fumo all'aperto diventerà totale, ossia esteso a qualunque area pubblica indipendentemente dal distanziamento e dalle condizioni di affollamento. Si potrà fumare, quindi, solo in spazi privati.

(foto: Rottonara/PixaBay)

Le altre regole

Insieme allo stop al fumo nei luoghi all'aperto, il nuovo regolamento comunale introduce una serie di altre norme e limitazioni che entreranno in vigore nei mesi e negli anni a venire (alcune regole prevedono deroghe anche fino al 2039). Obiettivo comune a tutte le specifiche indicazioni è di ridurre la concentrazione di particolato atmosferico, intervenendo su tutte le principali fonti di emissioni urbane, ordinate cronologicamente per impatto effettivo e per praticabilità delle misure.

Alcuni esempi: nell'immediato è vietato installare nuovi impianti a gasolio e biomassa per il riscaldamento, e da ottobre 2022 il gasolio non potrà essere utilizzato nemmeno in quelli preesistenti, salvo relazioni tecniche che certifichino l'impossibilità di fare altrimenti. I distributori di carburante dovranno dotarsi di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, presentando il progetto entro la fine del 2021 e installandole entro un anno dalla presentazione stessa (eventualmente possono essere posizionate in un luogo diverso dalla stazione di distribuzione).

(foto: GoranH/PixaBay)

I negozi dovranno tenere le porte chiuse a partire da gennaio 2022, salvo che abbiano un riscaldamento e raffrescamento con le cosiddette lame d'aria o barriere d'aria all'ingresso, e che rispettino una serie di vincoli tecnici di installazione. Sempre dal 2022 non si potranno più usare generatori di corrente con motore alimentato a gasolio, a miscela o a benzina per la conservazione, la refrigerazione o la cottura degli alimenti, così come per tutti i generatori sostitutivi all'allacciamento alla rete elettrica.

Per limitare inutili diffusioni di polveri, nei cantieri si dovranno lavare periodicamente le ruote dei mezzi in uscita, bagnare le piste di transito e ridurre la velocità lungo i percorsi sterrati, usare mezzi chiusi (o adeguatamente contenitivi) per spostare materiali polverulenti, oltre a schermare qualsiasi impianto che generi del pulviscolo. E ancora, le macchine mobili non stradali saranno vietate se obsolete e di vecchia motorizzazione (con alcune deroghe), mentre da ottobre 2022 è ulteriormente regolamentato - e censito - l'uso della legna nei forni delle pizzerie. Infine, sempre per limitare il particolato (e gli incendi), è già in vigore il divieto di fuochi d'artificio e barbecue durante la stagione fredda, da inizio ottobre a fine marzo.

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