FacebookInstagramXWhatsApp

Incendi e cielo rosso, perché la California brucia

Gli incendi sulla costa ovest degli Stati Uniti hanno un'intensità record: c'entra soprattutto il cambiamento climatico
Ambiente17 Settembre 2020 - ore 14:00 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente17 Settembre 2020 - ore 14:00 - Redatto da Redazione Meteo.it
Il cielo arancione tra i grattacieli di San Francisco

Il cielo che si tinge di rosso, firenado, decine di morti, abitazioni distrutte a migliaia, oltre mezzo milione di sfollati e più di 20mila chilometri quadrati di foreste già andati in fumo: è questo il bilancio - solo provvisorio - degli incendi che nelle ultime settimane stanno mettendo a dura prova la California e in generale la costa occidentale degli Stati Uniti, inclusi Oregon e Stato di Washington. Con una sola speranza a breve termine, l'arrivo della pioggia.

Nonostante l'origine di molti dei roghi sia dovuta alla disattenzione e alla superficialità umana, a trasformare una situazione grave in una vera catastrofe sono soprattutto questioni meteo-climatiche. È vero, in Oregon un albero pericolante è caduto sui cavi elettrici innescando un incendio, in California un'automobile è esplosa tra gli arbusti, e poco distante una famiglia ha festeggiato un nuovo arrivo sparando fuochi d'artificio dove non avrebbe dovuto. Tuttavia, non fosse per il caldo, il vento e la siccità eccezionale di questo 2020, probabilmente il bilancio sarebbe stato meno grave.

Il ruolo del cambiamento climatico

Checché ne discuta la politica, il legame tra avvenimenti come questi e il mutamento del clima è ormai solidamente dimostrato dalla comunità scientifica. Così come per le perturbazioni di violenza estrema che si fanno sempre più frequenti, anche la maggiore estensione e gravità dei roghi è in buona parte imputabile al riscaldamento globale.

Il motivo è quasi intuitivo: temperature medie via via più elevate e una diminuzione delle precipitazioni generano aridità, ossia terreno fertile per la combustione. Poi il vento fa il resto, allargando il fronte delle fiamme e spostando il fumo dalle aree boschive verso quelle urbane, tanto da rendere l'aria di città come Portland, Seattle e San Francisco quasi irrespirabile. I cronisti locali raccontano di addensamenti di fumo in movimento coast-to-coast, tanto da essere arrivati dalla costa pacifica fino a quella atlantica, sopra New York.

Il cielo della California alle 11 del mattino, ora locale

Ciò non significa che altre tesi, come il dito puntato da Donald Trump contro la scarsa manutenzione delle aree forestali, siano del tutto prive di fondamento, ma è indubbio che sia il cambiamento climatico a fare la differenza rispetto a qualche anno addietro. E le previsioni degli esperti indicano che, almeno a breve termine, la situazione non può che continuare a peggiorare. Mentre a medio e lungo termine, un ruolo decisivo nell'evoluzione del clima è quello dell'attività antropica.

A tutto ciò poi si aggiunge una sorta di predisposizione naturale della California agli incendi (un po' come nel caso dell'Australia) per via dei forti venti autunnali che portano aria secca dalle aree interne verso la costa, l'abbondanza di vegetazione, l'estate poco piovosa e la grande esposizione solare che secca la vegetazione.

Il caso estremo del firenado

Oltre al tremendo bilancio in termini di vite umane e di devastazione ambientale, a far notizia in questo settembre di incendi californiani è stata la formazione di un firenado, un tornado di fuoco detto più correttamente pirocumulonembo, ripreso in diversi video.

Con un processo che presenta alcune analogie con quello di formazione degli uragani, l'origine dei firenado ha come punto di partenza il calore generato dagli incendi al suolo. L'aria calda, umida e turbolenta risale a velocità anche superiori ai 150 km/h, portando con sé la cenere e poi espandendosi e raffreddandosi in quota. Il vapore acqueo quindi condensa, formando una nube, all'interno della quale tipicamente si creano delle collisioni tra particelle di ghiaccio che si formano nella parte superiore fino ad arrivare all'accumulo di carica elettrica e alla formazione di lampi temporaleschi.

La parte più impressionante, almeno per chi osserva questo fenomeno stando a terra, si ha quando si genera una tempesta di fuoco. In pratica, l'incendio è così intenso da generare un proprio regime di venti, determinando una perturbazione all'interno e il cosiddetto effetto camino: il calore dell'incendio provoca la formazione di una corrente ascensionale a getto con una conformazione a vortice, attirando dalle aree circostanti aria (e in particolare ossigeno) che alimenta ulteriormente le fiamme. In queste condizioni enormi quantità di fumo dell'incendio possono essere iniettate in alta atmosfera, fino a determinare un parziale oscuramento dell'illuminazione solare e un effetto che somiglia a quello degli inverni nucleari.

I pirocumulunembi sono eventi rari ma non eccezionali, tanto che da quando se ne è compreso il meccanismo (nel 1988) se ne conta qualche decina ogni anno. Anche in questo caso, tuttavia, la scienza ha già evidenziato alcune correlazioni significative. La frequenza dei firenado, infatti, starebbe crescendo via via che la temperatura globale media aumenta, proprio perché caldo e siccità sono le condizioni che più facilmente determinano la comparsa di queste perturbazioni estreme.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Qualità dell’aria in Italia: città tra le peggiori al mondo, lontane dai nuovi limiti UE
    Ambiente6 Febbraio 2026

    Qualità dell’aria in Italia: città tra le peggiori al mondo, lontane dai nuovi limiti UE

    La qualità dell'aria delle città italiane è tra le peggiori al mondo. La conferma arriva dall'ultima ricerca "Cambiamo aria".
  • Allarme dissesto idrogeologico in Italia: non solo il caso di Niscemi, a rischio oltre 5,7 milioni di italiani
    Ambiente6 Febbraio 2026

    Allarme dissesto idrogeologico in Italia: non solo il caso di Niscemi, a rischio oltre 5,7 milioni di italiani

    Crescono i fenomeni meteorologici estremi in Italia e scatta l'allarme dissesto idrogeologico dopo il caso di Niscemi. Le zone a rischio.
  • Come fare un semenzaio fai da te per seminare piantine e bulbi in casa
    Ambiente3 Febbraio 2026

    Come fare un semenzaio fai da te per seminare piantine e bulbi in casa

    Creare il tuo orto in casa è possibile realizzando un semenzaio fai da te. Ecco come realizzarlo.
  • Cosa seminare nell'orto a febbraio 2026: ecco quali prodotti piantare
    Ambiente2 Febbraio 2026

    Cosa seminare nell'orto a febbraio 2026: ecco quali prodotti piantare

    Semine di febbraio 2026: ecco quali sono i prodotti da piantare durante questo mese nel nostro orto.
Ultime newsVedi tutte


Meteo, maltempo protagonista anche settimana prossima: la tendenza da martedì 10 febbraio
Tendenza7 Febbraio 2026
Meteo, maltempo protagonista anche settimana prossima: la tendenza da martedì 10 febbraio
Nessuna tregua in vista per l'Italia: nuove perturbazioni in arrivo almeno fino al weekend di San Valentino, con maltempo e vento forte
Meteo, alta pressione latitante anche la prossima settimana
Tendenza6 Febbraio 2026
Meteo, alta pressione latitante anche la prossima settimana
L’Italia continuerà a rimanere esposta al transito di numerose perturbazioni che manterranno condizioni di marcata variabilità, con fasi piovose associate anche a forti venti
Meteo, pioggia e vento forte: domenica 8 febbraio arriva un vortice ciclonico
Tendenza5 Febbraio 2026
Meteo, pioggia e vento forte: domenica 8 febbraio arriva un vortice ciclonico
Nessuna tregua dal maltempo: domenica nuovo brusco peggioramento, freddo in aumento all'inizio della prossima settimana.
Mediaset

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Febbraio ore 16:42

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154