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Il circolo vizioso dell'aria condizionata

Gli impianti di raffrescamento nell'immediato migliorano la vita, ma causano problemi ambientali, sociali ed economici a lungo termine
Salute1 Settembre 2021 - ore 08:21 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute1 Settembre 2021 - ore 08:21 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: Pixabay)

Le estati torride nel nostro paese sono sempre più frequenti, e i giorni dell’anno in cui non è sufficiente aprire le finestre per rinfrescare la propria abitazione sono in costante crescita. Quando la colonnina di mercurio sale, la soluzione più semplice per non soffrire il caldo e riuscire a essere concentrati e produttivi è ovviamente accendere l’aria condizionata. Molto spesso, però, ci si dimentica che questa soluzione - oltre ad avere un costo significativo - rappresenta anche una minaccia per il nostro pianeta, proprio a causa dell’emissione di sostanze inquinanti che deriva dal suo funzionamento.

L'aria condizionata inquinerà sempre di più

Nel 2016, secondo un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), i consumi derivanti da impianti di aria condizionata e ventilatori hanno rappresentato ben il 10% della quantità complessiva di energia utilizzata a livello mondiale. Già di per sé il dato è molto significativo, e lo è ancora di più considerando le prospettive future. Le stime indicano infatti che entro il 2050, a causa dell’aumento delle temperature medie globali e della sempre maggiore accessibilità di questi impianti in termini di costi e tecnologie, i consumi ne risulteranno addirittura triplicati.

(foto: Unsplash)

Tutto questo rappresenta un circolo vizioso che a oggi pare difficile da disinnescare: l’inquinamento causa il riscaldamento globale, l’innalzamento delle temperature rende sempre più necessario l’utilizzo dei dispositivi per il raffrescamento dell’aria, e questi ultimi emettono gas nocivi come l’anidride carbonica che sono i responsabili dell’effetto serra. Ciò significa che, sul medio-lungo periodo, gli effetti dei condizionatori potrebbero essere devastanti e che la soluzione per questo problema rappresenta una sfida essenziale nella lotta mondiale al riscaldamento globale.

I risvolti socioeconomici del condizionatore

Il problema non riguarda esclusivamente l’inquinamento del nostro pianeta, ma dietro all’utilizzo dell’aria condizionata si nascondono anche importanti questioni di carattere economico e sociale. Tutto questo è sottolineato e messo in risalto da uno studio pubblicato sulla rivista Global Environmental Change. I ricercatori dell’università di Berkeley, California, e dell’università tedesca di Mannheim hanno analizzato, in particolare, i dati sul reddito delle famiglie e sul possesso o meno di un impianto di aria condizionata, ricavandone stime sul loro futuro utilizzo. L’analisi ha coinvolto 16 paesi e ha fatto emergere che questa tipologia di impianti sarà sempre più diffusa: nel 2050 circa il 55% delle famiglie del mondo possederà un condizionatore (in Italia si stima saremo al 50%), mentre ora la percentuale si aggira sul 35%.

(foto: Wikimedia Commons)

Insomma, il numero continuerà a crescere ma l'aria condizionata non sarà per tutti: probabilmente soltanto le famiglie con reddito medio-alto potranno permettersela, mentre una consistente parte della popolazione dovrà farne a meno, con tutte le conseguenze negative che ne derivano in termini di qualità della vita, salute, capacità cognitive eccetera.

Possiamo considerare due esempi pratici. In Cina, dove la disponibilità economica delle famiglie tenderà ad aumentare, nei prossimi anni sempre più persone potranno dotarsi di questi dispositivi. Mentre in Pakistan, al contrario, si stima che soltanto una piccola fetta di popolazione avrà una disponibilità economica per permettersi questo lusso. Il risultato a livello sociale è che il divario tra i paesi poveri e quelli ricchi diventerà sempre più ampio.

I molti benefici dell'aria fresca in casa e ufficio

L’aria condizionata ci aiuta a sopportare meglio l’afa estiva e le giornate di caldo torrido, ma non solo. I benefici per la salute sono tantissimi: avere un impianto di condizionamento installato in casa salva la vita a tantissime persone vulnerabili, che con il grande caldo rischiano di morire per problemi cardiocircolatori oppure imputabili all'aggravarsi di altre patologie pregresse. In termini numerici, i ricercatori ritengono che soltanto in India, paese dove le vittime ogni anno per il caldo sono stimate intorno alle 630mila, circa 550mila di queste potrebbero essere salvate grazie a un impianto di aria condizionata.

Un altro problema riguarda la produttività e la capacità di rimanere concentrati sulle proprie attività lavorative durante le ondate di caldo intenso. Una ricerca condotta dall’università di Harvard nel 2018, per esempio, ha dimostrato un marcato calo delle funzioni cognitive a causa del mancato utilizzo dell’aria condizionata nelle giornate estive con temperature sopra la media. Come è facile intuire, la mancanza di concentrazione e la minore produttività ha conseguenze non trascurabili anche sull'economia locale e dell’intero paese.

(foto: Unsplash)

Cosa fare se manca l'aria condizionata

Il condizionatore (o addirittura un impianto di raffrescamento ad alta tecnologia) è di sicuro la soluzione più rapida e più semplice per rinfrescare gli ambienti di lavoro e domestici, ma per fortuna ci sono delle alternative valide che possono da un lato ridurne l’utilizzo e dall’altro garantire temperature più vivibili.

Una possibilità meno inquinante ma comunque funzionale è rappresentata dai ventilatori, in particolare quelli da soffitto: non determinano risultati paragonabili a quelli dei condizionatori, ma generano una brezza che rinfresca la casa. E impattano molto meno in termini di emissioni. Per il resto, ci sono dei piccoli e semplici suggerimenti che aiutano a preservare il fresco domestico: l’utilizzo di tende, preferibilmente di colore chiaro, mantenere chiuse le finestre e le tapparelle nelle ore più calde, utilizzare il meno possibile gli apparecchi elettrici e ridurre al minimo le fonti di calore all'interno degli edifici.

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