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Alla scoperta di Nettuno, il pianeta più freddo

Cosa sappiamo di Nettuno? Il pianeta più lontano dal Sole è anche molto freddo e possiede un elevato numero di Lune. Tritone, il principale satellite, è l'unico a orbitare in modo retrogrado.
Spazio28 Gennaio 2025 - ore 08:29 - Redatto da Meteo.it
Spazio28 Gennaio 2025 - ore 08:29 - Redatto da Meteo.it

Dopo Saturno, le Lune di Giove, Marte, Plutone e Mercurio, proseguiamo con Nettuno il nostro viaggio alla scoperta di meraviglie e caratteristiche uniche e sorprendenti del nostro Sistema Solare.

Il Sistema solare è l'insieme dei corpi celesti mantenuti in orbita dalla forza gravitazionale della nostra Stella. Tra questi ci sono satelliti, asteroidi, comete e 8 Pianeti. Nettuno è appunto uno di questi, o per meglio dire è l'ottavo in ordine di distanza dal Sole, l'ultimo. Lontanissimo e freddo, il Pianeta Blu racchiude molte curiosità, oltre a un gran numero di Lune. Pronti a conoscerlo meglio?

Nettuno, il Pianeta Blu, la storia

La scoperta di Nettuno risale a settembre 1846 ed è attribuita all'astronomo tedesco Johann Gottfried Galle. In realtà lo studioso confermò quanto ipotizzato precedentemente da un altro astronomo, il francese Urban Le Verrier, che si basava su calcoli matematici e osservazioni astronomiche precedenti.

Grazie alle osservazioni sempre più accurate dell'orbita di Urano, l'astronomo si rese conto che il moto del pianeta avrebbe potuto essere influenzato dalla presenza di un altro corpo celeste di massa significativa situato oltre la sua orbita. Utilizzando questi calcoli Galle riuscì a individuare il nuovo Pianeta esattamente nel punto in cui aveva ipotizzato Le Verrier. Il nuovo corpo celeste fu battezzato Nettuno su proposta dell'astronomo francese, in onore della divinità romana degli abissi.

Caratteristiche e curiosità del Signore degli Abissi

Nettuno si trova a circa 4,5 miliardi di chilometri dal Sole, ovvero 30 volte la distanza media della Terra, e impiega 165 anni per compiere un'orbita completa intorno alla nostra Stella. Da quando è stato scoperto a oggi, abbiamo visto il Pianeta completare il suo giro intorno al Sole solo nel 2011.

Per ruotare intorno al suo asse impiega invece 16 ore e 7 minuti, un periodo di tempo decisamente lungo se paragonato a quello impiegato da Giove e Saturno, ma breve se invece lo confrontiamo con quello necessario a tutti gli altri Pianeti.

Nettuno ha un diametro medio di 24.622 km (3,8 volte quello terrestre) e una massa pari a circa 17 volte quella della Terra. Le caratteristiche fisiche di questo corpo celeste lo rendono incredibilmente simile a Urano, tanto che spesso viene definito il suo "pianeta gemello".

La sua composizione interna è formata da una struttura a strati con un nucleo di roccia, ferro e nichel, avvolta da un mantello liquido formato da acqua, ammoniaca e metano. Proprio questo dona al pianeta il caratteristico colore blu intenso. L'atmosfera è formata da idrogeno, elio in forma gassosa e cristalli di ghiaccio di acqua, ammoniaca, e metano, che possono originare nubi ben visibili.

I primati di Nettuno

Essendo un pianeta gassoso, Nettuno ha una velocità angolare di rotazione più lenta all'equatore e più veloce ai poli. Questo differenziale genera venti eccezionalmente forti, i più veloci di tutto il Sistema Solare, che superano i 1500 km/h.

La velocità del vento non è l'unico primato di Nettuno: si tratta infatti del pianeta più freddo di tutto il Sistema solare, e le temperature possono raggiungere -201 gradi.

Le 14 lune di Nettuno

Sono 14 i satelliti di Nettuno a oggi scoperti. Le dimensioni di queste lune variano tantissimo tra loro.

Tritone, la luna più grande, ha un diametro di 2707 km. Si tratta dell'unica ad avere una massa sufficiente ad assumere una forma sferoidale grazie alla gravità. È anche la sola, tra le lune maggiori del Sistema solare, a orbitare in senso inverso a quello del suo Pianeta (moto retrogrado). Questa particolare caratteristica ha fatto supporre per lungo tempo che Tritone non fosse una luna di Nettuno, ma piuttosto un pianeta nano proveniente dalla fascia esterna del Sistema solare, e catturato gravitazionalmente dal corpo celeste. L’arrivo di Tritone, secondo gli studiosi, potrebbe aver destabilizzato le orbite delle lune preesistenti di Nettuno, portando a successive collisioni e alla formazione di nuovi satelliti dai detriti risultanti. Questo potrebbe spiegare la varietà di orbite e dimensioni osservate tra le lune di Nettuno.

Proteo è il secondo satellite più grande di Nettuno, con un diametro di circa 420 km, seguito da Nereide, che ha una circonferenza di circa 340 km.

I nomi dei satelliti di Nettuno derivano tutti dai personaggi della mitologia greca. Le sette lune interne, che seguono orbite circolari dirette giacenti nel piano equatoriale di Nettuno, comprendono oltre a Nereide e Proteo, anche Naiade, Talassa, Despina, Galatea e Larissa. Le lune esterne sono invece Alimede, Psamate, Sao, Laomedea, Neso e Ippocampo.

Esplorazione di Nettuno, a che punto siamo?

La maggior parte delle attuali informazioni su Nettuno e i suoi satelliti è stata resa disponibile dal sorvolo di Voyager 2, che nel 1989 ha fornito immagini dettagliate. La missione è stata l'unica che abbia interessato fino a ora il gigante gassoso: la sonda lanciata da Cape Canaveral il 20 agosto 1977 arrivò in prossimità del gigante gassoso 12 anni dopo, il 25 agosto 1989.

Tuttavia c'è ancora molto da scoprire sul Pianeta e sul sistema di satelliti naturali e gli scienziati sperano che future missioni possano fornire nuove informazioni sulla composizione, geologia, atmosfere delle Lune e sull’interazione di queste con Nettuno.

Una missione dedicata al Pianeta e ai suoi satelliti potrebbe aiutarci ad approfondire la nostra comprensione di questo sistema lunare insolito, e fornirci informazioni preziose sulle dinamiche dei corpi celesti catturati e sui processi geologici attivi ai confini del Sistema solare. Tuttavia la grande distanza rende particolarmente difficile la sua esplorazione, che potrebbe avvenire solo con l'utilizzo di un sistema di alimentazione in grado di fornire energia alla sonda senza possibilità di conversione dell'energia solare attraverso l'uso di pannelli fotovoltaici.

Attualmente la sola fonte di energia praticabile per le missioni verso il sistema solare esterno è un generatore termoelettrico a radioisotopi, che però presenta altri problemi per lo più legati ala presenza di plutonio, sostanza radioattiva utilizzata dal generatore.

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Ultimo aggiornamento Domenica 23 Agosto ore 01:57

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