"Terra in crisi totale": l'allarme dell'Onu dopo il nuovo rapporto Omm

L'ONU e l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) hanno lanciato un nuovo allarme circa le condizioni di salute della Terra. Il nostro Pianeta è in crisi totale complice una crisi climatica destinata a peggiorare con il passare degli anni.
Onu e Omm: la salute della Terra sempre più precaria
Il cambiamento climatico è tra le principali cause di uno stato di salute precario del nostro Pianeta. Dati alla mano gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati prima con gravissime conseguenze sulla natura, gli oceani e i ghiacciai.
Il nuovo rapporto pubblico dell'OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale) e condiviso dall'ONU è chiaro: la Terra è in pericolo complice una condizione climatica di squilibrio totale mai registrata prima. Lo stesso Segretario generale dell’ONU António Guterres ha sottolineato come tutti gli indicatori climatici della Terra siano oramai diventati rossi.
L'allarme rosso climatico lanciato dall'ONU e dall'OMM arriva dopo 11 anni segnati da temperature bollenti e roventi mai registrate prima. Secondo le rivelazioni dal 1850 al 2025 si è registrato un incremento della temperatura media globale di 1,43° al di sopra dei livelli preindustriali. Dagli anni '70 in poi la temperature del mondo è in costante crescita, un dato che ha allarma oramai studiosi e scienziati.
Allarme rosso per la Terra, in arrivo nuove ondate di calore: le conseguenze su oceani e ghiacciai
Secondo gli studiosi l'allarme rosso climatico per le condizioni di salute del nostro Pianeta è causato da uno squilibrio energetico. La Terra, infatti, continua a ricevere energia dal Sole ma, complice l'accumulo dei gas serra, non tutta questa energia viene restituita nello spazio.
I gas serra, tra cui l’anidride carbonica che viene generata dalla combustione di carbone, petrolio e gas, crea una barriera che trattiene il calore facendo impennare i livelli di CO₂ come confermano i dati.
La presenza di calore in accesso viene poi assorbita negli oceani andando così a modificare tutto il sistema climatico. Basti pensare che negli ultimi vent'anni il riscaldamento degli oceani è raddoppiato con un nuovo record registrato proprio nel 2025.
Il surriscaldamento degli oceani è tra le cause di ecosistemi marini sempre più fragili, la perdita di biodiversità, fenomeni temporaleschi sempre più violenti e l'innalzamento del livello del mare.
Anche i ghiacciai hanno registrato nel corso degli ultimi anni conseguenze importanti come lo scioglimento che ha portato il livello ai minimi storici per buona parte del 2026. Da non dimenticare poi le ondate di calore estreme che hanno colpito gran parte del mondo con temperature che hanno sfiorato e superato anche i 40° creando così un clima sempre più tropicale.
La situazione non è destinata a migliorare considerando il ritorno de El Niño nella seconda parte del 2026: un fenomeno climatico che potrebbe far innalzare le temperature verso nuovi record. Una cosa è certa: la crisi climatica non ha una data di scadenza, anzi durerà a lungo andando a rendere il nostro Pianeta sempre più critico.
Per questo motivo le Nazioni Unite hanno invitato tutti a fare qualcosa ora prima che sia troppo tardi. Tra le proposte: ridurre l’uso dei combustibili fossili e accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili per la sicurezza della nostra Terra.
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