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Italia soffoca nello smog: record europeo per inquinamento da PM2,5

L’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente evidenzia una situazione allarmante: due comuni della Puglia risultano tra i più inquinati d’Europa per concentrazione di polveri sottili.
Sostenibilità8 Maggio 2026 - ore 14:19 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità8 Maggio 2026 - ore 14:19 - Redatto da Meteo.it

Secondo il più recente dossier diffuso nell’aprile 2026 dall’Agenzia europea dell’ambiente, i centri pugliesi di Ceglie Messapica e Torchiarolo, in provincia di Brindisi, risultano tra le aree con la qualità dell’aria più critica d’Europa per la presenza di polveri sottili PM2,5.

Le rilevazioni annuali indicano valori medi pari a 117 e 113 microgrammi per metro cubo, numeri nettamente superiori ai parametri consentiti. La normativa dell’Unione europea stabilisce infatti una soglia massima di 25 μg/m³, mentre le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità fissano un limite ancora più severo, pari a 5 μg/m³.

Inquinamento, l'Italia è il paese europeo con più alta concentrazione di polveri sottili

L’Italia continua a fare i conti con un serio problema legato all’inquinamento atmosferico, come evidenziato dall’ultimo studio sulla qualità dell’aria pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente. Tra gli elementi più dannosi figurano le polveri sottili PM2,5, particelle microscopiche così piccole da riuscire a penetrare in profondità nei polmoni e raggiungere il flusso sanguigno, aumentando i rischi per la salute. A differenza di altre sostanze inquinanti, queste polveri non vengono bloccate dalle prime vie respiratorie e per questo sono considerate particolarmente pericolose.

Le principali cause della loro diffusione sono il traffico veicolare, le attività industriali, l’uso di combustibili fossili e gli incendi. In alcune aree della Puglia, però, il fenomeno è legato soprattutto al riscaldamento domestico e all’utilizzo frequente dei camini nelle abitazioni.

La situazione resta critica anche nel Nord del Paese, soprattutto nella Pianura Padana, dove l’elevata presenza di industrie, allevamenti intensivi, automobili e la scarsa circolazione dell’aria favoriscono l’accumulo di sostanze inquinanti. Diverse centraline registrano livelli annuali vicini o superiori ai limiti fissati dall’Unione europea, rimanendo comunque lontani dai parametri indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire una buona qualità dell’aria e una maggiore tutela della salute pubblica.

I morti per inquinamento

In Italia l’inquinamento da PM2,5 continua ad avere conseguenze molto pesanti sulla salute pubblica: si stimano infatti 101 morti ogni 100mila abitanti legate all’esposizione prolungata alle polveri sottili. Numeri nettamente superiori rispetto a quelli registrati in Spagna, Francia e Germania, dove l’impatto sanitario risulta quasi tre volte più basso nonostante popolazione ed economia simili. Le aree europee con l’aria più pulita si trovano soprattutto nel Nord del continente, in Paesi come Islanda, Finlandia, Svezia, Estonia e Norvegia.

La situazione più critica riguarda invece i Balcani e parte dell’Europa orientale, con livelli molto elevati registrati in Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Romania e Bulgaria, dove il ricorso al carbone per il riscaldamento e controlli industriali meno rigidi aggravano l’inquinamento. Nel 2025 l’Italia è risultata inoltre il Paese dell’Unione europea con il maggior numero di centraline oltre i limiti annuali consentiti. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 90% delle stazioni europee supera ancora i valori considerati sicuri, segno che la maggior parte dei cittadini del continente continua a respirare aria potenzialmente dannosa.

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