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Allarme tartarughe azzannatrici a Roma: nuovi avvistamenti

Cresce la preoccupazione per l'avvistamento delle tartarughe azzannatrici nelle acque del Lazio.
Ambiente29 Aprile 2026 - ore 14:10 - Redatto da Meteo.it
Ambiente29 Aprile 2026 - ore 14:10 - Redatto da Meteo.it

Sul tratto costiero a nord della capitale cresce la preoccupazione per l’avvistamento della tartaruga azzannatrice, una specie non autoctona proveniente dal Nord America.

Questo rettile, noto per la sua aggressività e per il potente morso, è stato segnalato con maggiore frequenza negli ultimi anni nelle acque e nelle zone umide del Lazio. La sua presenza rappresenta un rischio sia per la fauna locale sia per l’equilibrio degli ecosistemi.

Allarme tartarughe azzannatrici a Roma, gli avvistamenti

Nella Riserva Naturale di Torre Flavia, sul litorale tra Ladispoli e Cerveteri, sono stati scoperti recentemente due nuovi esemplari di tartaruga azzannatrice a pochi giorni di distanza.

Il primo animale è stato individuato durante un’attività di sensibilizzazione ambientale svolta all’interno dell’area protetta. Nel corso delle operazioni di recupero, un secondo esemplare è stato avvistato nelle vicinanze, lungo un percorso spesso frequentato da pescatori e visitatori.

La presenza ravvicinata di questi rettili ha fatto aumentare l’attenzione degli esperti, che non parlano più di episodi sporadici ma di un fenomeno in crescita.

La Chelydra serpentina è infatti considerata tra le specie più aggressive esistenti. Si distingue per il corpo robusto, la lunga coda dentellata e una mascella particolarmente potente. Il rischio maggiore, spiegano gli specialisti, deriva dalla velocità con cui riesce a scattare in avanti colpendo con il morso.

Nell’area romana sarebbero già stati individuati più di 25 esemplari tra zone rurali, periferiche e cittadine. Uno degli episodi più sorprendenti riguarda una grande tartaruga rinvenuta tempo fa in una fontana condominiale nel quartiere Monteverde.

L’animale aveva un carapace di circa 65 centimetri. Una dimensione tale da renderlo potenzialmente capace di provocare lesioni con un solo morso. Proprio per questo motivo, istituzioni e associazioni invitano i cittadini a mantenere le distanze.

Il rischio della riproduzione

Secondo i ricercatori, l’aspetto più allarmante riguarda la presenza di esemplari di diverse dimensioni nella stessa zona, un elemento che fa ipotizzare nascite avvenute direttamente in natura.

Nell’area della Riserva Naturale di Torre Flavia, gli esperti ritengono che i nuovi individui possano derivare da una grande femmina recuperata anni fa nello stesso territorio. Se questa teoria venisse confermata, non si tratterebbe più soltanto di animali abbandonati illegalmente, ma di una vera e propria presenza stabile.

Questo le permette di diffondersi facilmente e competere con le specie locali, mettendo a rischio l’equilibrio ambientale. Per limitarne l’espansione, sono già in fase di test sistemi di cattura specifici.

Tra questi ci sono le cosiddette basking trap, piattaforme galleggianti che consentono di intercettare gli animali quando escono dall’acqua per esporsi al sole. Allo stesso tempo verranno avviate analisi genetiche e controlli mirati per capire l’origine degli esemplari.

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