Clima, l’Europa accelera nel riscaldamento globale. E il 2025 segna nuovi record di eventi estremi

Il volto climatico del Vecchio Continente sta cambiando rapidamente. Secondo i dati pubblicati nel rapporto "European State of the Climate 2025" l'Europa sarebbe l'avamposto del riscaldamento globale. Con un aumento delle temperature di 2,5 gradi rispetto all'era preindustriale, siccità e crisi energetica, il nostro Continente è quello che corre più veloce rispetto al resto del Pianeta.
Temperature più alte nel 95% d'Europa: i dati 2025
A puntare il dito contro il mancato rispetto dell'Accordo di Parigi sul riscaldamento globale ci aveva già pensato, a gennaio, il rapporto Copernicus. I dati contenuti nel report parlavano fin troppo chiaro: al ritmo attuale il limite medio di +1,5 gradi potrebbe essere raggiunto entro la fine di questo decennio, ovvero molto prima di quanto previsto nel momento della firma dell'accordo.
Il nuovo rapporto "European State of the Climate 2025" realizzato dal Centro Europeo per le previsioni metereologiche a medio termine e dall'Organizzazione Mondiale della Meteerologia e pubblicato nei giorni scorsi, non solo ha confermato questa pericolosa tendenza, ma ha anche mostrato che il Vecchio Continente corre più veloce di tutti verso il riscaldamento globale.
Il report, che ha analizzato i dati provenienti da 100 scienziati delle due organizzazioni, mostra chiaramente il triste primato dell'Europa rispetto al resto del mondo. Il nostro Continente corre più veloce di tutti verso un punto critico.
Negli ultimi 5 anni la temperatura media in almeno il 95% dell'Europa è cresciuta di 2.5 gradi rispetto all'epoca preindustriale, ovvero quasi il doppio rispetto agli altri Continenti che hanno mantenuto l'aumento entro 1.4°. Valori più alti a quelli europei si sono registrati solo nell'Artico, dove lo scioglimento dei ghiacciai e l'effetto albedo hanno portato a un aumento di 3.2 gradi.
Europa, gli effetti della corsa verso il baratro climatico
Il forte aumento delle temperature registrato nel Vecchio Continente ha provocato effetti più che tangibili sull'economia, sulla sicurezza delle persone, sulla disponibilità di risorse idriche e sulla salvaguardia degli ecosistemi.
Nel solo 2025 in Europa sono stati spesi 31 miliardi di euro per coprire le spese dovute a venti meteo estremi. Oltre al considerevole impatto economico, gli effetti delle ondate di calore, degli incendi e delle precipitazioni anomale hanno costituito un serio rischio per la sicurezza della popolazione.
Sono anche calate notevolmente le aree europee ricoperte di neve: solo a marzo 2025 l'area europea coperta da neve era di circa 1,32 milioni di km quadrati (31%) al di sotto della media, equivalente alla superficie complessiva di Francia, Germania, Italia, Austria e Svizzera.
L'assenza della neve ha portato a crisi di siccità, che sono state più evidenti nei Paesi Bassi e nell'Europa dell'Est. A peggiorare la crisi dell'oro blu hanno poi contribuito i lunghi periodi di siccità, che hanno svuotato i bacini delle centrali idroelettriche.
Non c'è solo l'atmosfera che si scalda, l'accelerazione del riscaldamento globale in Europa sta riscrivendo anche gli equilibri degli ecosistemi marini. L'86% delle acque europee ha dovuto fare i conti con le ondate di calore marine e nel Mar Mediterraneo si sono registrate, per il terzo anno consecutivo, temperature record.
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