Roma sempre più calda: temperature medie aumentate di 3 gradi negli ultimi 40 anni

Roma conosce bene le estati torride, ma oggi il caldo è diventato molto più intenso rispetto al passato. Una nuova analisi dell’Istat, basata sui dati delle storiche stazioni meteorologiche di Roma, Berlino, Madrid e Parigi, mostra che la Capitale italiana si è riscaldata di circa 3 gradi dagli anni Ottanta a oggi.
I grafici evidenziano una crescita costante delle temperature medie annue, con un’accelerazione particolarmente marcata negli ultimi quindici anni.
Roma sempre più torrida, temperature in aumento di 3 gradi negli ultimi 40 anni
I dati raccolti dalla storica stazione meteorologica del Collegio Romano raccontano con chiarezza come il clima della Capitale sia cambiato negli ultimi decenni. La serie storica, che arriva fino al 2024-2025 e conserva oltre 150 anni di osservazioni, mostra un aumento sempre più marcato delle temperature, con una forte accelerazione a partire dagli anni Ottanta.
Se tutte le principali capitali europee analizzate registrano un riscaldamento significativo, Roma evidenzia un incremento superiore, pari a circa un grado in più rispetto a città come Madrid, Parigi e Berlino.
Il fenomeno si inserisce in una tendenza che interessa tutta l'Italia: tra il 2006 e il 2023 i giorni con temperature massime oltre i 25 gradi nei capoluoghi di regione sono aumentati da 101 a 114, mentre le notti tropicali, con minime sopra i 20 gradi, sono passate da 38 a 49.
Questo significa estati più lunghe, caldo persistente anche dopo il tramonto e minori possibilità di recupero per l’organismo. Il 2024 conferma ulteriormente questa evoluzione, con temperature superiori di 0,7 gradi rispetto alla media globale, di 1,3 gradi in Italia e di 1,5 gradi in Europa rispetto al periodo 1991-2020.
Inoltre, il 2022 e il 2023 risultano gli anni più caldi mai registrati nel nostro Paese. In questo scenario, i circa 3 gradi guadagnati da Roma dagli anni Ottanta rappresentano un impatto concreto sulla vita quotidiana, con un maggiore utilizzo dei sistemi di raffrescamento, un aumento del disagio termico e rischi più elevati per le persone fragili.
A rendere ancora più delicata la situazione contribuisce il riscaldamento del Mar Tirreno e dell’Adriatico, che dal 1940 a oggi hanno visto crescere la loro temperatura media di oltre un grado, a una velocità doppia rispetto alla media mondiale.
Tevere, caldo e siccità si fanno sentire
Le analisi dell’Istat sui principali corsi d’acqua italiani evidenziano una progressiva diminuzione delle risorse idriche nel bacino del Tevere a partire dagli anni Ottanta, una tendenza condivisa anche dall’Arno.
I dati raccolti presso la stazione di Ripetta, nel cuore di Roma, mostrano una riduzione delle portate medie annue rispetto ai valori storici del secolo scorso. Diversa la situazione del Po, che beneficia della presenza dei laghi prealpini, capaci di attenuare in parte gli effetti della scarsità d’acqua, pur avendo registrato gravi periodi di siccità, come quello del 2022.
Per Roma il problema appare ancora più evidente: meno acqua disponibile e temperature sempre più elevate stanno rendendo le estati più lunghe e difficili da affrontare. Intanto, l’Italia ha ridotto le proprie emissioni di gas serra, scese di quasi il 30% rispetto ai livelli del 1990 dopo il picco raggiunto nel 2005.






