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Spirale luminosa in cielo: le polemiche sull'inquinamento nei cieli

Mentre fenomeni come la spirale luminosa affascinano e catturano l'immaginazione collettiva, è essenziale considerare le conseguenze ambientali delle attività che li generano. Solo attraverso un approccio consapevole e responsabile sarà possibile coniugare progresso e tutela dell'ambiente.
Ambiente27 Marzo 2025 - ore 12:02 - Redatto da Meteo.it
Ambiente27 Marzo 2025 - ore 12:02 - Redatto da Meteo.it

Il 24 marzo 2025, una spettacolare spirale luminosa ha solcato i cieli di gran parte dell'Europa, Italia inclusa, suscitando stupore e curiosità tra gli osservatori. Questo fenomeno, sebbene affascinante, pone l'attenzione su questioni legate all'inquinamento atmosferico e alle attività spaziali.​

L'origine della spirale luminosa del 24 marzo

La spirale osservata è stata generata dal razzo Falcon 9 di SpaceX di Elon Musk, lanciato dalla base di Cape Canaveral alle 18.48 ora italiana, con l'obiettivo di trasportare in orbita un satellite militare statunitense. Durante il rientro controllato nell'atmosfera terrestre, il secondo stadio del razzo ha espulso il carburante residuo. A quelle altitudini, i gas di scarico si sono congelati rapidamente, riflettendo la luce solare e creando la caratteristica forma a spirale visibile dalla Terra.

Spirale luminosa: impatti sull'inquinamento atmosferico

L'aumento delle attività spaziali, se da un lato rappresenta un progresso tecnologico, dall'altro solleva preoccupazioni riguardo all'inquinamento atmosferico. Ogni lancio spaziale comporta l'emissione di gas e particolati nell'atmosfera superiore. Nel caso dei razzi Falcon 9, lo sfiato del carburante residuo durante il rientro può introdurre vapori di alluminio, litio e altri metalli tossici nella stratosfera, a quote comprese tra 10 e 50 chilometri dalla superficie terrestre.

Crescita dei satelliti e rischi connessi

La costellazione di satelliti Starlink, progettata per fornire connessione internet globale, prevede il lancio di decine di migliaia di satelliti. Attualmente, sono già operativi circa 8.000 satelliti, con l'obiettivo di raggiungere quota 40.000 nei prossimi anni. Ogni satellite ha una vita operativa di circa cinque anni, dopo i quali è previsto un rientro controllato nell'atmosfera. Tuttavia, durante questo processo, la combustione dei satelliti rilascia sostanze potenzialmente nocive nella stratosfera, contribuendo all'inquinamento atmosferico.

Necessità di regolamentazione e soluzioni sostenibili

L'espansione delle attività spaziali richiede una riflessione approfondita sulle loro implicazioni ambientali. È fondamentale sviluppare regolamentazioni internazionali che limitino l'inquinamento atmosferico derivante dai lanci spaziali e promuovano l'adozione di tecnologie più sostenibili. Per esempio, la ricerca su propellenti meno inquinanti e su materiali satellitari che si decompongano senza rilasciare sostanze tossiche potrebbe ridurre l'impatto ambientale delle missioni spaziali future.

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