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Siccità, a rischio anche l'acqua minerale in bottiglia

La mancanza di precipitazioni sta riducendo la quantità di acqua minerale a disposizione per le bottiglie nei supermercati. Legambiente propone di limitarne l'imbottigliamento
Ambiente27 Giugno 2022 - ore 18:53 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente27 Giugno 2022 - ore 18:53 - Redatto da Redazione Meteo.it

Il cambiamento climatico e la crisi idrica colpiscono anche le fonti da cui vengono prelevate le acque minali che troviamo imbottigliate negli scaffali dei supermercati. L’allarme su una possibile scarsità nella disponibilità in commercio è stato lanciato da alcune importanti aziende del settore, che parlano di una situazione per ora non  grave ma che deve essere monitorata con attenzione per evitare spiacevoli sorprese. E per scongiurare di farsi cogliere impreparati.

Siccità nelle sorgenti idriche: le possibili soluzioni

Soprattutto nelle regioni settentrionali del nostro paese, la siccità è sempre più grave e l’emergenza idrica rischia di aggravarsi con il progredire dell’estate. La mancanza di precipitazioni non causa danni solamente ai fiumi e ai corsi d’acqua - primo fra tutti il Po, che sta attraverso la peggiore ondata di siccità degli ultimi settant'anni - ma anche alle sorgenti da dove provengono le acque minerali che troviamo nei supermercati.

In parallelo, il quantitativo di bottiglie di acqua vendute nei supermercati ha subìto un deciso aumento nel corso del 2022, con un +4,7% nei primi mesi dell’anno rispetto al 2021. È bene sempre ricordare, in proposito, che l’Italia è il paese europeo con il maggior consumo di acqua in bottiglia. Un record che in termini di sostenibilità sarebbe meglio cercare di perdere, non solo per la questione della plastica e per l'impatto ambientale di tutta la filiera di trasporto, ma in quanto rende ancora più complicata la gestione di periodi di grande siccità come quello che stiamo affrontando in questo periodo.

Proprio per gestire al meglio le scarse risorse idriche di cui disponiamo in questo momento, un primo tentativo per una riduzione del quantitativo di acqua minale prelevata da falde e giacimenti sotterranei è arrivato da Legambiente, che ha chiesto di introdurre dei limiti più stringenti nei volumi di imbottigliamento delle acque. La conseguenza di una simile operazione sarebbe, ovviamente, la riduzione del numero di bottiglie disponibili negli scaffali dei supermercati. Se da un lato questo permetterebbe di tamponare la crisi idrica, o quantomeno di non prosciugare le falde, potrebbe dall'altro causare qualche disservizio e malumore nei consumatori.

Fermo restando che, al di là dell'emergenza idrica attuale, i movimenti ambientalisti auspicano un cambiamento culturale nel corso dei prossimi anni, verso un minore utilizzo in generale di acqua imbottigliata.

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