Puglia, torna l'alga tossica: bollino rosso in queste spiagge. La mappa delle aree a rischio e i sintomi

Vacanze estive in Puglia a rischio per il ritorno dell’alga tossica Ostreopsis ovata, rilevata dai monitoraggi di Arpa in alcune aree costiere della regione. Le concentrazioni della microalga sono risultate molto elevate in quattro zone considerate critiche: Molfetta, Giovinazzo, Torre Canne e Porto Badisco.
I controlli hanno evidenziato la necessità di prestare attenzione soprattutto nei tratti interessati da maggiore proliferazione. La presenza dell’alga può provocare disturbi respiratori e irritazioni, soprattutto in condizioni favorevoli alla diffusione della tossina.
Puglia, torna l'alga tossica: la mappa delle aree a rischio
Le aree marine della Puglia dove la presenza dell’alga tossica Ostreopsis ovata ha superato la soglia di attenzione sono state inserite tra le cosiddette zone rosse. In questi tratti sono state rilevate più di 30.000 cellule della microalga per ogni litro d’acqua, un livello considerato critico dalle indicazioni sanitarie. Non è stato imposto il divieto di balneazione, ma le autorità invitano a evitare il contatto con queste acque per possibili effetti sulla salute.
Il dato più elevato è stato registrato vicino al faro di Torre Canne, con oltre 100.000 cellule per litro. Valori molto alti sono emersi anche a Prima Cala di Molfetta, con circa 42.000 cellule per litro. Altri punti interessati sono Giovinazzo e Porto Badisco, lungo la costa salentina, dove la concentrazione ha superato i 24.000 e 25.000 elementi per litro.
Tra le zone considerate a rischio moderato, indicate come arancioni, figurano il Lido Trullo di Bari, Mola di Bari e altre località del Barese e del Gargano. La situazione resta monitorata dagli enti ambientali, che raccomandano prudenza ai bagnanti nelle aree con maggiore presenza dell’alga.
Alga tossica in Puglia, i sintomi
L’Ostreopsis ovata, conosciuta come alga tossica, è comparsa lungo le coste pugliesi nei primi anni Duemila. Si tratta di una microalga proveniente da zone tropicali e subtropicali, che tende a svilupparsi soprattutto vicino a fondali rocciosi e alla presenza di altre alghe marine.
La sua crescita è favorita da condizioni ambientali specifiche, come mare calmo, temperature elevate e forte esposizione alla luce solare. Durante i mesi estivi, infatti, il caldo può contribuire a un aumento della sua diffusione. Il contatto con l’acqua contaminata o la respirazione delle particelle disperse nell’aria dal mare agitato possono causare alcuni disturbi temporanei.
Tra i possibili sintomi ci sono irritazioni alla gola, problemi respiratori, arrossamenti della pelle e fastidi agli occhi. Arpa Puglia ha comunque sottolineato che è fondamentale distinguere tra la presenza dell’alga sul fondale e quella presente nella colonna d’acqua.
Il materiale presente sul fondo rappresenta una sorta di riserva che può disperdersi in mare soprattutto con vento intenso e mareggiate. Al momento non è stata dichiarata alcuna emergenza, ma i controlli proseguiranno per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei bagnanti.






