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Come ottenere il bonus bici e mobilità 2020

Ci sarà un click day il 3 novembre: i fondi stanziati ammontano a 210 milioni di euro
Mobilità14 Ottobre 2020 - ore 08:02 - Redatto da Redazione Meteo.it
Mobilità14 Ottobre 2020 - ore 08:02 - Redatto da Redazione Meteo.it
(foto: LaPresse)

A poco meno di 6 mesi dall'avvio del Programma sperimentale buono mobilità 2020, finalmente ci siamo: è stata annunciata, infatti, la modalità con cui è possibile accedere al cosiddetto bonus bici, valido su tutti i tipi di biciclette (muscolari, a pedalata assistita ed elettriche), sui monopattini e su altri dispostivi per la micro-mobilità urbana come hoverboard e segway, oltre a servizi di mobilità condivisa a uso individuale diversi dalle automobili. Prende forma, quindi, l'iniziativa voluta dal governo per incentivare la mobilità sostenibile in tempo di pandemia, nonostante qualche incertezza di troppo tra rinvii e ripetuti annunci che non sembravano tradursi in atti concreti.

La data da segnare sul calendario è martedì 3 novembre, giorno in cui sarà attivata la piattaforma voluta dal Ministero per l'ambiente per la raccolta delle richieste e la gestione dei bonus. Ma attenzione: a fare fede per l'accesso al rimborso sarà l'ordine di immissione delle domande sulla piattaforma stessa, ossia il numero di protocollo con cui verrà registrata la richiesta. All'inizio ci si aspettava che il criterio di precedenza fosse in base alla data di scontrini e fatture, e invece si prevede un sostanziale click day con relativa corsa all'inserimento delle richieste. Meglio quindi essere pronti in anticipo.

Chi può chiedere il bonus mobilità

Sui veicoli urbani già citati, il contributo mobilità prevede un rimborso del 60% del costo di acquisto, fino a un massimo di 500 euro. La data di acquisto deve essere compresa tra il 4 maggio e il 2 novembre 2020, mentre tra il 3 novembre e il 31 dicembre 2020 è comunque possibile accedere al bonus, ma si consiglia una procedura diversa (descritta sotto). Il bonus è valido per tutti i i maggiorenni che risiedano - indipendentemente da dove hanno il domicilio - in comuni con una popolazione superiore ai 50mila abitanti (fanno da riferimento i dati Istat al 1° gennaio 2019), oppure nei capoluoghi di Regione, di Provincia e nelle Città metropolitane, indipendentemente dalla numerosità della popolazione.

Per ottenere il bonus è necessario possedere e trasmettere il giustificativo di spesa, ossia lo scontrino, la fattura o qualunque altro documento commerciale idoneo. Tutta la documentazione deve essere relativa alla stessa persona: residenza, intestazione del giustificativo di spesa e conto corrente dove far versare il bonus.

(foto: LaPresse)

I fondi stanziati

A fare da collo di bottiglia all'iniziativa, almeno in una prima fase, sarà la dimensione del fondo stanziato, pari a 210 milioni di euro. Ipotizzando spannometricamente un rimborso medio di 350 euro a richiesta (valutazione di Confindustria Ancma), ciò significa che potranno essere soddisfatte solo le prime 600mila richieste, presumibilmente molte meno degli effettivi aventi diritto. Le stime parlano infatti di oltre mezzo milione di acquisti nei soli primi 30 giorni dall'attivazione dell'iniziativa, pur nell'impossibilità di sapere con precisione quanti di questi soddisfino tutti i requisiti del buono.

Anche se al momento il governo ha garantito ulteriori fondi che saranno inseriti nella prossima Legge di bilancio, confermando il proprio impegno a soddisfare il 100% delle richieste, è comprensibile che ci possa essere una corsa ad accaparrarsi il bonus già nella prima tornata.

Il primo e più importante consiglio, dunque, è di mettersi avanti in anticipo. Anzitutto attivando il proprio account nel Sistema pubblico di identità digitale (lo Spid), unico modo per potersi registrare sulla piattaforma. Si tratta di uno strumento gratuito, ma che ha una sua procedura burocratica non immediata. Subito dopo, in ordine di priorità, viene il predisporre tutto l'occorrente per finalizzare la richiesta, ossia le coordinate bancarie per poter ricevere l'effettivo importo rimborsato tramite bonifico e una versione digitale del documento di acquisto. Per chi ha solo una versione cartacea, l'opzione più semplice è quella di fare una scansione del documento e poi convertirla in formato pdf.

L'ultimo consiglio, il più scontato di tutti, è di non tergiversare nell'invio della richiesta, ma organizzarsi per avere il tempo di fare il necessario non appena la piattaforma sarà attiva.

(foto: LaPresse)

La fase 2

Dal 3 novembre, anche se è possibile - ma sconsigliato - seguire la stessa procedura degli ultimi mesi con rimborso a posteriori, l'ideale è invece richiedere e ottenere in anticipo sulla piattaforma un buono di spesa digitale corrispondente al proprio desiderio di acquisto. In questo modo, si pagherà in negozio il solo 40% dell'importo che è a proprio carico, comunicando il codice corrispondente al proprio voucher. I commercianti e le aziende di mobilità condivisa aderenti all'iniziativa dovranno iscriversi alla stessa piattaforma già dal 19 ottobre, e saranno poi raccolti in un elenco messo a disposizione dal Ministero dell'ambiente sul proprio sito.

I requisiti di accesso e i tipi di veicolo acquistabili restano gli stessi. Naturalmente la procedura sarà possibile solo con i rivenditori che avranno accettato di aderire all'iniziativa. Il tutto entro la fine di quest'anno, perché il bonus bici terminerà il 31 dicembre 2020.

Nel 2021 per il momento non è prevista alcuna iniziativa analoga, ma esisterà un bonus rottamazione per autovetture o motocicli Euro3 o precedenti. Il buono è valido per le rottamazioni eseguite tra il 15 ottobre 2019 e il 18 maggio 2020 o in qualunque data del 2021, e dovrà essere richiesto di nuovo tramite una apposita piattaforma web. Il buono ottenuto sarà valido in questo caso fino alla fine del 2024.

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