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Api e farfalle a rischio estinzione: sono sempre meno anche nei luoghi più remoti

Gli insetti impollinatori stanno sparendo anche nelle zone del mondo meno inquinate, perciò sono minacciati gli equilibri di tutti gli ecosistemi viventi
Ambiente10 Marzo 2023 - ore 13:31 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente10 Marzo 2023 - ore 13:31 - Redatto da Redazione Meteo.it

Gli insetti impollinatori, come api e farfalle, stanno progressivamente scomparendo: a preoccupare è soprattutto la riduzione del loro numero nei luoghi meno inquinati e più isolati del mondo. Ora lo afferma uno studio, durato ben 15 anni e pubblicato sulla rivista Current Biology, che mette in luce un trend alquanto preoccupante.

Gli insetti impollinatori stanno scomparendo

Secondo i dati diffusi dal WWF, sono ben il 40% del totale le specie di insetti impollinatori a rischio estinzione. E a quanto pare questa tendenza non riguarda solamente i luoghi più inquinati del pianeta, ma tutte le regioni del mondo.

Nello specifico, il recente studio si è focalizzato su 3 aree boschive nella foresta nazionale di Oconee, nel nord della Georgia (Stati Uniti): luoghi indisturbati dagli esseri umani, che quindi rappresentano il rifugio perfetto per gli insetti impollinatori e per la biodiversità. In realtà, il numero di specie di api dal 2007 al 2022 è diminuito del 39%, le popolazioni di api del 62,5% e quelle delle farfalle del 57,6%.

Questi numeri allarmanti rendono conto dei danni provocati dal cambiamento climatico e dall’innalzamento delle temperature medie globali. Tra i colpevoli potrebbero esserci anche insetti invasivi, che proprio a causa delle mutate condizioni climatiche entrano in competizione con quelli precedentemente presenti sul territorio.

Tutto questo ha conseguenze dirette sulla produzione agricola, sull’equilibrio degli ecosistemi viventi e sulla salute delle persone. È bene ricordare, infatti, che l’80% delle piante produttrici di cibo e dei prodotti per il consumo alimentare umano dipendono da questi insetti impollinatori. Dunque la loro progressiva scomparsa rappresenta anche un pericolo diretto per la nostra stessa capacità di procurarci cibo.

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