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Clima 2025: anomalie estreme ai poli e oceani a temperature record

Gli specialisti di ECMWF e del programma Copernicus hanno illustrato i risultati di un rapporto dedicato ai principali indicatori del clima globale del 2025.
Sostenibilità14 Gennaio 2026 - ore 14:08 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità14 Gennaio 2026 - ore 14:08 - Redatto da Meteo.it

Il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), responsabile per l’Unione europea del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici (C3S) e del Servizio di monitoraggio dell’atmosfera (CAMS), ha diffuso un nuovo rapporto dedicato ai principali indicatori del clima globale del 2025. I contenuti dello studio sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa online, alla quale hanno preso parte ricercatori ed esperti dei programmi Copernicus.

Clima 2025, anomalie ai poli: triennio 2023-2025 più caldo

Prima della presentazione ufficiale dei risultati, durante il briefing stampa, Carlo Buontempo, direttore del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici, ha parlato della forte ondata di freddo che ha colpito l’Europa a inizio gennaio, con temperature molto rigide e neve che ha interessato fino all’80% del territorio, un evento che sui social è stato usato erroneamente da alcuni per mettere in dubbio il riscaldamento globale.

Successivamente Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima di ECMWF, ha illustrato i principali dati del rapporto sul clima globale 2025, spiegando che l’anno si colloca come il terzo più caldo mai osservato a livello mondiale.

Gli ultimi tre anni, ha sottolineato, sono stati eccezionalmente caldi rispetto al passato, tanto che gli ultimi undici anni risultano i più caldi mai registrati. Il 2025 è stato solo leggermente meno caldo del 2023, mentre il 2024 mantiene il primato assoluto ed è stato il primo anno a superare la soglia di 1,5°C rispetto all’epoca preindustriale. La media del triennio 2023-2025 ha raggiunto per la prima volta la quota di +1,5°C.

Secondo Burgess, la causa principale di questi valori record è l’aumento continuo dei gas serra dovuto soprattutto all’uso dei combustibili fossili, con effetti evidenti sull’aumento delle temperature, sul riscaldamento degli oceani, sull’innalzamento del livello del mare e sulla fusione dei ghiacci.

Pur senza battere il record annuale, gennaio 2025 è risultato il mese di gennaio più caldo mai misurato. Nel corso dell’anno, sei mesi hanno superato la soglia di +1,5°C sopra i livelli preindustriali. Le temperature annuali sono state superiori alla media nel 91% della superficie terrestre, confermando una progressiva riduzione delle aree fredde.

Perché le temperature degli oceani sono eccezionalmente elevate?

Analizzando l’andamento delle temperature marine nel 2025, Samantha Burgess ha evidenziato che la temperatura media annuale della superficie degli oceani ha superato nuovamente i 20 gradi, raggiungendo 20,73°C, un valore che colloca il 2025 al terzo posto tra gli anni più caldi dopo il 2024 e il 2023. Questo dato rende il 2025 l’anno più caldo mai osservato in presenza di condizioni di La Niña, sia per la temperatura dell’aria sia per quella del mare.

Nell’area equatoriale del Pacifico, le acque superficiali sono risultate più fredde della norma, in linea con un episodio di La Niña debole e di breve durata tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Tra marzo e luglio hanno prevalso condizioni neutre, mentre da agosto si è registrato un nuovo raffreddamento che ha portato a una La Niña debole da ottobre fino alla fine dell’anno. Nonostante ciò, nel 2025 sono state osservate temperature marine record in diverse regioni del pianeta.

I valori più elevati si sono concentrati nel Pacifico occidentale e nord-occidentale, in ampie aree dell’Oceano Indiano, nell’Oceano Meridionale Antartico, nell’Atlantico nord-orientale e in alcune zone del Mediterraneo occidentale.

Burgess ha sottolineato come questi livelli eccezionalmente alti siano stati raggiunti anche senza l’influenza di un evento El Niño, che invece aveva contribuito in modo significativo al riscaldamento degli oceani nel 2023 e nel 2024.

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