Riscaldamento globale: aumentano i rischi per le donne in gravidanza, lo studio

Gli effetti del riscaldamento globale rappresentano una minaccia per ognuno di noi, ma stando a uno studio recente sarebbero le donne in gravidanza a correre i rischi maggiori.
Cambiamenti climatici e gravidanza: il legame pericoloso in uno studio
Quanto incide la prolungata esposizione alle ondate di calore nella gestazione di una donna? A rispondere a questa domanda sono arrivati, nel corso degli anni numerosi studi. Sono infatti oltre 200 i report che, dal 1939 ad oggi, hanno studiato le conseguenze che gli eventi legati ai cambiamenti climatici hanno sulle donne in attesa, portando alla luce che anche l'aumento di calore di un solo grado si traduca in un incremento del 4% di parti pretermine e morti fetali.
Stando a quanto riportato su ben 198 studi scientifici pubblicati sulla rivista Nature, le grandi ondate degli ultimi anni avrebbero contribuito ad aumentare i rischi del 26%.
Ma se fino a qualche anno fa si pensava che il legame tra ondate di calore ed esiti avversi della gestazione fosse limitato ad aree con temperature sopra i 40 gradi, un recente studio portato avanti da un team in prevalenza femminile ha mostrato come i cambiamenti climatici possano rappresentare un serio pericolo anche per quei Paesi in cui i termometri segnano temperature più moderate.
Studio MAGENTA: una ricerca tutta al femminile
Lo studio MAGENTA è stato finanziato con 2,2 milioni di sterline, e ha visto impegnati geografi, matematici, epidemiologi e immunologi. Potremmo definirla "una ricerca tutta la femminile", visto che sono ben sei su sette le ricercatrici donne che hanno cercato di fare chiarezza sui possibili rischi che gli effetti del cambiamento climatico potrebbero avere sulla gestazione.
La ricerca ha esaminato gli effetti che un'esposizione al calore elevato o prolungato hanno avuto sulle donne del Galles. Tra le città finite nel mirino delle ricercatrici c'è Swansea, una località costiera in cui i termometri superano raramente i 20°. Lo studio ha fatto emergere che anche un'esposizione per periodi brevi può avere effetti indesiderati, e che tutto dipende dalle temperature a cui le persone sono abituate.
Un'emergenza sanitaria in un mondo sempre più "bollente"
Il problema dei rischi legati al cambiamento climatico in gravidanza assume una particolare importanza, considerando il fatto che il mondo sta diventando sempre più "bollente". Negli ultimi anni abbiamo registrato valori sempre più alti, arrivando a superare in media gli 1,5 gradi rispetto all'era preindustriale. Questa soglia critica è stata superata per la prima volta nel triennio 2023-2025, facendoci capire quanto siamo ancora lontani dagli obiettivi prefissati con l'Accordo di Parigi.
Il 2025 è stato il terzo anno più caldo di sempre, dopo il 2023 e il 2024, che detiene il primato. Questi sono i dati che arrivano da Copernicus e che impongono una riflessione profonda sui possibili rischi, tra i quali ci sono quelli legati alle future mamme. Eppure sembra che, sempre stando alle parole dei ricercatori dello Studio MAGENTA, questo problema sia spesso ignorato anche dalle gestanti.
Barry-Richards, una delle ostetriche del team Magenta, ha spiegato al Financial Times che molto spesso neppure il personale sanitario è preparato su tutti i possibili rischi, mentre Jane Hirst (ostetrica e docente della School of Public Health) ha fatto presente che, sebbene il suo Paese natale veda spesso temperature sopra i 40 gradi, i suoi colleghi impegnati in ostetricia e ginecologia ignorano completamente i possibili effetti sulle gestanti.






