Tuffarsi con il caldo può essere pericoloso: ecco 5 regole per evitare rischi

Quando la temperatura esterna passa rapidamente dal freddo al caldo, o viceversa, il nostro corpo deve adattarsi per mantenere costante la temperatura di circa 37 °C. Con il freddo produce più calore grazie al metabolismo e all'attività muscolare, mentre con il caldo elimina il calore attraverso la sudorazione e la perdita di liquidi.
Se i cambiamenti sono troppo improvvisi, il sistema di termoregolazione può avere difficoltà, coinvolgendo cuore, polmoni, sistema nervoso e ormoni. Purtroppo, come abbiamo visto in questi giorni in Francia, il rischio può essere fatale. Per questo è importante evitare sbalzi termici e seguire le indicazioni della Sima, Società italiana di medicina ambientale, soprattutto quando si entra in acqua.
Caldo e sbalzo termico, i consigli per tuffarsi in acqua con il caldo evitando rischi
La Sima ha pubblicato cinque indicazioni fondamentali per ridurre i rischi quando si entra in acqua durante periodi di forte caldo. La prima è evitare di tuffarsi bruscamente dopo essere stati esposti al sole o al calore intenso, perché il passaggio improvviso tra temperature molto diverse può mettere in crisi la termoregolazione del corpo.
La seconda raccomanda di entrare gradualmente in acqua, bagnando poco alla volta piedi, gambe, braccia, torso e viso, per permettere un adattamento progressivo. Prima di immergersi è utile restare qualche minuto all’ombra, idratarsi bene e respirare con calma, eventualmente facendo una doccia tiepida.
È inoltre consigliato limitare l’attività fisica e l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata. Vanno evitati alcolici, pasti troppo abbondanti e sforzi intensi prima del bagno, poiché riducono la capacità di reazione e aumentano il rischio di malesseri. Condizioni come disidratazione, digestione impegnativa e stanchezza rendono l’organismo più vulnerabile.
Bambini, anziani e persone con patologie cardiache, respiratorie o neurologiche devono prestare particolare attenzione. Nei più piccoli la sorveglianza deve essere costante e ravvicinata, perché il pericolo di annegamento può essere rapido e silenzioso.
È preferibile nuotare in aree controllate e sicure, evitando luoghi isolati come fiumi, canali o zone con correnti e fondali irregolari. In caso di difficoltà in acqua è importante mantenere la calma, galleggiare sulla schiena e respirare lentamente, cercando aiuto. Se si assiste a una persona in pericolo non bisogna tuffarsi impulsivamente, ma allertare i soccorsi. Quando possibile è meglio lanciare un oggetto galleggiante per favorire il mantenimento a galla.
Colpo di calore, come evitarlo
Durante i mesi estivi, oltre ai rischi legati agli sbalzi di temperatura, può verificarsi anche il colpo di calore, una condizione pericolosa che si può prevenire adottando alcune precauzioni. È importante evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, quando l’irraggiamento è più intenso.
Allo stesso modo, è consigliato non svolgere attività fisica nelle ore centrali del giorno, soprattutto in presenza di caldo elevato e alta umidità, che rendono più difficile la dispersione del calore corporeo. Fondamentale è mantenere una corretta idratazione e seguire un’alimentazione equilibrata per compensare eventuali perdite di sali minerali come sodio, potassio e cloro, la cui carenza può accentuare i sintomi del colpo di calore nelle persone più fragili.
Tra le buone abitudini rientra anche l’uso di abiti chiari e leggeri, evitando colori scuri che assorbono maggiormente i raggi solari e favoriscono il surriscaldamento del corpo. È utile inoltre rinfrescare frequentemente la pelle, mantenendola umida per facilitare la dispersione del calore e aiutare la naturale termoregolazione dell’organismo. Queste misure, se applicate con costanza, riducono significativamente il rischio di ipertermia e malori legati al caldo intenso.






