Caldo record in Italia: "Aumenti del 15% degli accessi al Pronto Soccorso"

Il caldo intenso continua a mettere sotto pressione gli ospedali italiani. Durante le fasi caratterizzate da temperature particolarmente elevate, gli accessi ai Pronto Soccorso delle grandi città possono aumentare mediamente di circa il 15%.
La stima è stata fornita dalla Società italiana di medicina di emergenza-urgenza, SIMEU, e riguarda soprattutto anziani, persone affette da patologie croniche e cittadini che vivono in condizioni di particolare fragilità.
Il dato non rappresenta un conteggio definitivo riferito a tutti gli ospedali italiani, ma una valutazione dell’impatto che le ondate di calore stanno producendo sui dipartimenti di emergenza-urgenza, soprattutto nei centri urbani più grandi.
Caldo e Pronto Soccorso: "Accessi in aumento di circa il 15%"
Secondo le indicazioni diffuse dagli specialisti della SIMEU, nei periodi di caldo estremo gli accessi ai Pronto Soccorso aumentano mediamente del 10-15% nelle grandi città.
L’incremento non è dovuto soltanto ai colpi di calore. Nella maggior parte dei casi, infatti, le temperature elevate provocano un peggioramento improvviso di problemi di salute già presenti.
Tra le condizioni che possono aggravarsi figurano lo scompenso cardiaco, l’insufficienza renale, il diabete, le malattie respiratorie e alcuni disturbi neurologici o psichiatrici.
Il caldo può inoltre causare disidratazione, pressione bassa, debolezza, vertigini, confusione, svenimenti e alterazioni dell’equilibrio dei sali minerali.
Perché il caldo aggrava le malattie croniche
Quando la temperatura resta elevata per diversi giorni, soprattutto in presenza di forte umidità e scarsa ventilazione, l’organismo deve compiere uno sforzo maggiore per mantenere stabile la propria temperatura.
La sudorazione determina una perdita di acqua e sali minerali. Se i liquidi non vengono reintegrati correttamente, possono comparire disidratazione, affaticamento e cali di pressione.
Per le persone affette da patologie croniche, queste alterazioni possono favorire uno scompenso delle condizioni già esistenti. Alcuni farmaci possono inoltre interferire con la termoregolazione o influenzare la quantità di liquidi presente nell’organismo.
Le terapie non devono essere modificate o sospese autonomamente. In presenza di dubbi o sintomi è necessario rivolgersi al proprio medico.
Non aumentano soltanto i colpi di calore
L’aumento degli accessi al Pronto Soccorso non corrisponde necessariamente a un incremento equivalente dei colpi di calore. Gli specialisti spiegano che molti pazienti arrivano in ospedale per disidratazione, difficoltà respiratorie, peggioramento di patologie cardiovascolari, insufficienza renale o alterazioni dello stato di coscienza.
Il colpo di calore in senso stretto è una condizione più grave, caratterizzata da un rapido aumento della temperatura corporea e da possibili disturbi neurologici. Può manifestarsi con confusione, disorientamento, pelle molto calda, forte debolezza, convulsioni o perdita di coscienza. In presenza di sintomi gravi è necessario richiedere immediatamente assistenza sanitaria.
Come proteggersi durante le giornate più calde
Il Ministero della Salute invita a limitare l’esposizione alle alte temperature e ad adottare alcune semplici precauzioni. È consigliabile evitare di uscire e svolgere attività fisica nelle ore centrali della giornata, bere regolarmente anche senza avvertire sete e preferire pasti leggeri ricchi di frutta e verdura.
È utile indossare abiti leggeri e traspiranti, proteggere la testa dal sole e mantenere freschi gli ambienti domestici, schermando le finestre esposte durante le ore più calde.
Le bevande alcoliche devono essere limitate perché possono favorire la disidratazione. Chi segue una terapia o deve controllare l’assunzione di liquidi dovrebbe rivolgersi al medico per ricevere indicazioni personalizzate.






