Strage di cozze nell’Adriatico, con il caldo record a rischio oltre il 90% dei mitili

Il caldo record delle ultime settimane ha messo in ginocchio la produzione di cozze nell'Adriatico. A lanciare l'allarme è il monitoraggio di Confcooperative Agroalimentare e Pesca che ha sottolineato come è a rischio il 90% del prodotto.
Allarme cozze nell'Adriatico: a rischio il 90% della produzione
La temperatura sempre più calda del mare per via delle continue e prolungate ondate di calore ha messo ko la produzione delle cozze nell'Adriatico. Una situazione allarmante registratasi in particolare in Emilia Romagna nella zona tra Goro e Porto Garibaldi in provincia di Ferrara, il principale polo produttivo per l'allevamento in mare e la pesca di mitili.
Nelle ultime settimane, infatti, il caldo record e il mare bollente hanno fatto una vera e propria strage di cozze con il 90% del prodotto, circa 20-25mila tonnellate, andato perso.
Una vera e propria emergenza come precisato dal monitoraggio di Confcooperative Agroalimentare e Pesca che arriva a distanza di pochi mesi dall'allarme registrato anche nella laguna veneta. Ad oggi il bilancio è davvero preoccupante stando a quanto comunicato dal Confcooperative Agroalimentare e Pesca che parla di "oltre 50 milioni di euro di danni diretti destinato a salire".
Dopo le vongole scatta l'emergenza cozze: "In sofferenza è il mare aperto"
La combo tra la temperature dell'acqua del mare e l’anossia, ossia la mancanza di ossigeno nei fondali, ha causato la moria di circa 20 mila e le 25 mila tonnellate di cozze, ma anche la distruzione del seme indispensabile per l'avvio del nuovo ciclo produttivo.
La strage di cozze nell'Adriatico arriva a poche settimane di distanza da quello registrato nel Veneto dove, la temperature dei mari ha toccato i 32°C, provocando la perdita di mille quintali di prodotto proprio nel momento clou della sua richieste.
Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca dell’Emilia-Romagna, sostiene: "Dopo il duro colpo avuto a fine luglio per le vongole a causa delle alghe ora dobbiamo affrontare un’altra emergenza. Siamo molto preoccupati, ma questa volta ad essere in sofferenza non è solo la laguna ma il mare aperto. Stiamo lavorando per il riconoscimento della calamità naturale".






