Abruzzo, l'orsa Gabbietta avvistata con due cuccioli: è la figlia di Amarena

L’orsa Gabbietta, identificata dagli studiosi con la sigla F25, è stata osservata nel Parco Regionale Sirente-Velino mentre si spostava insieme ai suoi due cuccioli, un avvistamento di grande valore per la tutela dell’orso bruno marsicano.
Questa rarissima sottospecie, presente solo nell’Italia centrale, conta oggi circa 81 esemplari. Gabbietta è inoltre l’unica figlia femmina di Amarena, l’orsa diventata simbolo dell’Abruzzo e uccisa con un colpo di fucile tra il 31 agosto e il 1° settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi (L'Aquila).
Abruzzo, l'orsa Gabbietta avvistata con due cuccioli
L’orsa Gabbietta, nata nel 2020, è oggi una giovane madre e rappresenta una speranza importante per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano.
Il suo nome deriva da un episodio avvenuto a Pescina, dove quando era ancora molto giovane rimase accidentalmente intrappolata in una gabbia utilizzata per gli ovini, attirata dal cibo presente all’interno. I Carabinieri Forestali la soccorsero, la liberarono e, durante l’intervento, la identificarono applicandole un microchip e i necessari contrassegni per il monitoraggio.
Crescendo, Gabbietta ha seguito un percorso diverso rispetto alle altre femmine della specie, spostandosi già a due anni verso il Parco Regionale Sirente-Velino, a circa trenta chilometri dall’area in cui era nata.
Oggi vive in questo territorio insieme ai suoi due cuccioli, contribuendo al rafforzamento di una popolazione ancora molto ridotta. I suoi fratelli maschi, invece, hanno occupato altre zone dell’Appennino tra il Giovenco e il Molise.
Negli ultimi giorni la femmina è stata vista attraversare, insieme ai piccoli, la strada che collega L’Aquila a Ovindoli, un tratto molto trafficato dove spesso i veicoli procedono ad alta velocità.
Per questo motivo cresce l’attenzione sulla necessità di adottare misure di sicurezza, come una segnaletica più efficace e una maggiore prudenza da parte degli automobilisti. La nascita dei due cuccioli rappresenta un segnale positivo per la conservazione dell’orso bruno marsicano e conferma l’importanza delle azioni di tutela messe in campo per garantire un futuro a questa preziosa specie simbolo dell’Appennino.
Chi era Amarena, l'orsa uccisa a fucilate
L’orsa Amarena è stata uno degli esemplari più conosciuti dell’orso bruno marsicano e per anni è diventata il simbolo della fauna selvatica dell’Abruzzo.
Amava muoversi tra boschi e piccoli centri abitati del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove cercava facilmente cibo senza mai mostrare atteggiamenti aggressivi verso le persone. La sua presenza era spesso documentata da residenti e visitatori, che la osservavano mentre si spostava insieme ai suoi cuccioli. Per proteggerli dai maschi adulti, che possono rappresentare un pericolo per i piccoli, Amarena frequentava anche le aree vicine ai paesi.
Nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2023 la sua vita si è tragicamente interrotta: l’orsa è stata uccisa con un colpo di fucile a San Benedetto dei Marsi, fuori dai confini del Parco. La sua morte ha suscitato grande commozione in tutta Italia e ha acceso il dibattito sull’importanza di rafforzare la tutela dell’orso bruno marsicano, presente solo nell’Appennino centrale.
Amarena ha lasciato un segno profondo nella storia della conservazione della natura e continua a essere ricordata come un simbolo della biodiversità italiana.






