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Perché la polvere del Sahara invade l'Europa sempre più spesso?

Tramonti dalle tonalità calde e patina sulle auto: la presenza di sabbia sahariana nei nostri cieli è un fenomeno sempre più frequente, perché?
Ambiente21 Luglio 2026 - ore 12:23 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente21 Luglio 2026 - ore 12:23 - Redatto da Redazione Meteo.it

I deserti del Nord Africa sono distanti migliaia di chilometri da noi, ma le sabbie sahariane raggiungono sempre più spesso l'Europa. Se da un lato l'insolito colore caldo che questa polvere riesce a dare ai tramonti può rappresentare fonte di ispirazione per gli animi più poetici, dall'altro solleva importanti questioni sulla qualità dell'aria che non dovremo trascurare. Ma perché la polvere del Sahara invade sempre più spesso i nostri cieli?

Aumentano le tempeste di sabbia del Sahara nei cieli europei, lo studio

Probabilmente non serviva uno studio per renderci conto che la presenza di sabbia del Sahara nei nostri cieli sta diventando un fenomeno sempre più frequente. Sarebbe bastato osservare i tramonti spesso colorati di tonalità calde o la patina che si deposita sulle auto con sempre maggiore frequenza per rendersi conto che la polvere sahariana è diventata una componente della nostra atmosfera.

Ma al di là dell'aspetto che questa da ai nostri tramonti, o al fastidio che provoca sulle nostre macchine, c'è un aspetto un po' più inquietante dietro questo fenomeno: gli effetti che ha sulla qualità dell'aria.

Mentre le emissioni di polveri sottili generate dal traffico, dall'industria e dal riscaldamento negli ultimi decenni sono diminuite, anche grazie a normative più stringenti, cresce invece l'impatto delle tempeste di sabbia del Sahara. Ecco quanto è emerso da uno studio, coordinato dall'Istituto Paul Scherrer, appena pubblicato dalla rivista Nature.

I dati dello studio

La ricerca decennale è stata effettuata analizzando i dati forniti da oltre 100 stazioni di monitoraggio europee, che sono stati successivamente integrati con modelli di IA.

L'analisi ha condotto i ricercatori a risultati che penalizzano l'Europa meridionale, dove la concentrazione media di polvere sahariana raggiunge 5.3 microgrammi per ogni metro cubo di aria. Più fortunati invece gli abitanti delle aree centrali e settentrionali del continente, dove la concentrazione si attesta su 2,1 microgrammi.

Nel complesso, la concentrazione è aumentata ovunque di circa mezzo microgrammo per metro cubo, facendo registrare nell'ultimo decennio una crescita compresa tra il 10 e il 25%.

Perché la polvere sahariana arriva nei cieli europei?

Il trasporto è legato a due fattori: da un lato la disponibilità di sedimenti leggeri (come minerali e organici asciutti) dei quali il deserto è fonte inesauribile, e dall'altro le condizioni del vento. Proprio quest'ultimo può rappresentare un "veicolo" perfetto per l'immissione di particolato nella troposfera e per il suo trasporto.

In passato si trattava di fenomeni meteo stagionali, mentre non era difficile imbattersi in cieli "colorati" dalla polvere sahariana ai Caraibi quasi tutto l'anno, in Europa il fenomeno era limitato alla primavera.

Ultimamente però stiamo assistendo alla presenza di particolato minerale nei nostri cieli anche in altri periodi dell'anno e dietro questa massiccia migrazione atmosferica ci sono due fattori legati all'attività umana e al cambiamento climatico.

Da un lato c'è la desertificazione accentuata dell'area del Sahara, che dopo aver visto la sua superficie estendersi del 10% nel corso del Novecento, continua a espandersi a causa del riscaldamento globale e della diminuzione di piogge.

Dall'altro c'è la dinamica dei trasporti metereologici, che hanno portato a una intensificazione dei venti, con tempeste più violente capaci di sollevare e trasportare quantità maggiori di polvere rispetto al passato.

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