Delfini a Ostia, spettacolo nel mare romano: oltre 400 esemplari alle Secche di Tor Paterno

Il mare vicino a Roma regala uno spettacolo straordinario. Nelle acque al largo di Ostia, nell’Area marina protetta delle Secche di Tor Paterno, la presenza dei delfini è diventata sempre più frequente.
Secondo i dati diffusi da RomaNatura e rilanciati nelle ultime ore, sono oltre 400 i delfini associati alle acque del litorale romano, tra cui diversi cuccioli. Le immagini mostrano gruppi di tursiopi mentre nuotano, saltano e compiono spettacolari evoluzioni a poche miglia dalla costa. Gli avvistamenti nella zona sarebbero aumentati soprattutto negli ultimi tre anni.
Il numero, però, non deve essere interpretato come la presenza contemporanea di un unico branco formato da oltre 400 animali. Si tratta delle presenze documentate attraverso osservazioni, attività di ricerca e monitoraggi effettuati nel tempo nelle acque comprese tra Ostia e Torvaianica.
Oltre 400 delfini nel mare di Ostia: cosa significa il dato
La notizia degli oltre 400 delfini ha attirato immediatamente l’attenzione, anche per la straordinarietà del numero. Il dato racconta soprattutto quanto il tratto di mare davanti alla Capitale sia frequentato dai cetacei.
Non significa, quindi, che 400 delfini siano comparsi tutti insieme davanti alle spiagge di Ostia. Gli avvistamenti riguardano gruppi di dimensioni differenti, riconosciuti e documentati nel corso delle attività svolte in mare.
Il progetto scientifico “Catturati in foto”, portato avanti dall’associazione Sotto al Mare, studia proprio il tursiope che vive nelle acque del litorale romano. Fotografie, video e osservazioni permettono ai ricercatori di raccogliere informazioni sulla popolazione, sulle abitudini e sullo stato degli animali.
La fotoidentificazione consente di distinguere i singoli esemplari osservando soprattutto la forma della pinna dorsale, che presenta segni, cicatrici e caratteristiche differenti in ogni animale.
I tursiopi protagonisti degli avvistamenti
La specie maggiormente osservata nel mare di Ostia è il tursiope, il delfino costiero noto scientificamente come Tursiops truncatus.
Si tratta di un cetaceo capace di adattarsi a diversi ambienti marini e di frequentare anche le acque relativamente vicine alla costa. I tursiopi possono muoversi in piccoli gruppi oppure riunirsi temporaneamente in formazioni più numerose, soprattutto quando trovano condizioni favorevoli per alimentarsi.
La presenza ripetuta di adulti e cuccioli mostra che il litorale romano rappresenta un’area importante per questi animali. È però più prudente parlare di una zona frequentata anche durante la riproduzione e la crescita dei piccoli, anziché affermare che tutti gli oltre 400 esemplari abbiano scelto le Secche esclusivamente per riprodursi.
Perché i delfini frequentano le Secche di Tor Paterno
Le Secche di Tor Paterno costituiscono un ambiente marino molto particolare. Al di sotto della superficie si trova una formazione rocciosa che emerge dal fondale sabbioso come una vera e propria montagna sommersa.
La sommità si trova a circa 18 metri sotto il livello del mare, mentre i punti più profondi raggiungono circa 60 metri. La vicinanza con la foce del Tevere contribuisce alla produttività ecologica della zona, favorendo la presenza di vegetazione marina, pesci e numerose altre forme di vita.
La disponibilità di prede rende queste acque interessanti anche per i delfini, che possono utilizzarle per alimentarsi, spostarsi e accompagnare i piccoli nelle prime fasi della crescita.
Sui fondali sono presenti praterie di Posidonia oceanica, gorgonie, alcionari e diverse specie animali, tra cui murene, gronghi, spigole, cefali e saraghi. L’area rappresenta quindi una sorta di oasi biologica circondata da fondali prevalentemente sabbiosi.
Dove si trovano le Secche di Tor Paterno
L’Area marina protetta delle Secche di Tor Paterno si trova al largo della costa laziale, tra Ostia e Torvaianica. La sua caratteristica più particolare è quella di essere completamente sommersa: non comprende spiagge, isole o porzioni di terra emersa. È l’unica area marina protetta italiana con questa conformazione.
Le Secche sono state dichiarate Area marina protetta il 29 novembre 2000 dal Ministero dell’Ambiente e la gestione è stata affidata all’Ente regionale RomaNatura.
Dalla superficie non è possibile vedere la formazione rocciosa. Il suo patrimonio naturale si trova interamente sott’acqua e può essere esplorato attraverso immersioni autorizzate e attività organizzate nel rispetto delle regole dell’area protetta.
La presenza dei cuccioli nel mare romano
Tra gli aspetti più significativi della notizia c’è la presenza di diversi cuccioli insieme agli esemplari adulti. Le immagini dei piccoli che seguono le madri e nuotano all’interno dei gruppi mostrano come le acque del litorale romano vengano utilizzate anche dalle famiglie di tursiopi. La presenza dei cuccioli non prova da sola che tutte le nascite avvengano esattamente all’interno delle Secche, ma conferma l’importanza dell’area per la vita e gli spostamenti della popolazione locale.
Gli avvistamenti ripetuti permettono inoltre ai ricercatori di seguire nel tempo la crescita dei piccoli e di comprendere se gli stessi animali tornino regolarmente nelle acque di Ostia.
I delfini sono un segnale della salute del mare?
Una presenza stabile e frequente di delfini può rappresentare un segnale positivo. Questi cetacei hanno bisogno di risorse alimentari sufficienti e di un ambiente capace di sostenere le specie di cui si nutrono.
Non sarebbe però corretto utilizzare soltanto il numero dei delfini per certificare lo stato di salute dell’intero mare romano. Per valutare un ecosistema devono essere considerati anche la qualità dell’acqua, la biodiversità dei fondali, la quantità di pesce disponibile, l’inquinamento e gli effetti delle attività umane.
L’aumento degli avvistamenti resta comunque una buona notizia e sottolinea il valore naturalistico di un’area situata a pochi chilometri da una delle più grandi città europee.
Le regole per osservare i delfini senza disturbarli
L’avvistamento di un gruppo di delfini può spingere le imbarcazioni ad avvicinarsi rapidamente, ma è importante evitare comportamenti che possano spaventare o separare gli animali.
Le barche non dovrebbero inseguire i cetacei, tagliare loro la strada o circondarli. È necessario mantenere una velocità ridotta, lasciare agli animali una via di fuga e prestare ancora più attenzione quando nel gruppo sono presenti dei piccoli.
All’interno delle Secche di Tor Paterno navigazione, pesca, immersioni e altre attività sono regolamentate dall’ente gestore per tutelare l’ambiente marino. Il disciplinare dell’Area protetta stabilisce le modalità con cui professionisti e visitatori possono frequentare la zona nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale.






