Spiagge libere più belle d'Italia: The Guardian premia il Gargano e la Toscana

Oggi molte coste italiane risultano occupate da lidi attrezzati e strutture private in mete molto celebri come per esempio la Costiera Amalfitana e le Cinque Terre. In questi luoghi dal grande fascino paesaggistico, gli spazi davvero incontaminati stanno diventando sempre più difficili da trovare.
Nonostante ciò, l’Italia conserva ancora alcune porzioni di litorale rimaste selvagge e accessibili liberamente, senza vincoli o barriere. Si tratta di aree in cui la natura è rimasta protagonista e il mare può essere vissuto in modo più autentico. L'autorevole quotidiano britannico The Guardian ha individuato alcune delle spiagge libere più suggestive del Paese: ecco dove si trovano.
Spiagge libere più belle d'Italia, la top 6 per il The Guardian
Chi vuole evitare le spiagge troppo affollate e vivere il mare in modo più naturale può trovare in Italia diverse coste ancora poco alterate dal turismo di massa. Il The Guardian ha indicato alcune località balneari libere tra le più suggestive del Paese, scelte per la loro bellezza e autenticità.
Tra queste spicca la Riviera del Conero, nelle Marche, dove il paesaggio del Parco Regionale del Conero conserva tratti ancora selvaggi. In particolare l’area di Sirolo è nota per le sue spiagge raggiungibili solo a piedi attraverso sentieri immersi nella natura. Anche il promontorio del Gargano viene segnalato per la sua costa varia e poco urbanizzata, con insenature e tratti sabbiosi circondati dal verde.
Un’altra meta citata è l’isola di Ponza, dove calette nascoste e raggiungibili via mare offrono scenari molto tranquilli, tra cui Chiaia di Luna e Frontone. Spostandosi verso sud, l’isola di Pantelleria si distingue per le sue coste rocciose di origine vulcanica, prive di grandi spiagge sabbiose. Qui il paesaggio è dominato da natura aspra e mare limpido, come nella zona della Balata dei Turchi.
Nel Tirreno si trova anche l’Isola d’Elba, caratterizzata da numerose baie e insenature ancora poco urbanizzate, tra cui Nisporto. Infine la Maremma toscana, con la spiaggia di Marina di Alberese (nella foto in alto), offre lunghi tratti costieri inseriti in un parco naturale. Queste località rappresentano alcune delle ultime zone italiane dove il mare può ancora essere vissuto in modo più libero e a contatto diretto con la natura.
Quali sono le regioni con più spiagge libere?
La presenza di stabilimenti balneari lungo le coste italiane varia molto da regione a regione, con zone quasi interamente privatizzate e altre ancora accessibili liberamente a tutti. La Sardegna rappresenta uno dei casi più evidenti di litorali ancora in gran parte liberi, soprattutto lontano dai principali centri turistici, con spiagge come Cala Mariolu, Cala Goloritzé e le dune di Piscinas, per esempio, rimaste prive di strutture.
Anche la Puglia conserva numerosi tratti incontaminati, in particolare nel Salento e lungo il Gargano, dove aree come il percorso tra Torre dell’Orso e Otranto offrono calette raggiungibili senza stabilimenti.
In Sicilia, soprattutto nelle aree meridionali e occidentali, si trovano ancora lunghi tratti senza concessioni, spesso inseriti in riserve naturali. Esempi noti sono la Riserva dello Zingaro, Calamosche vicino a Noto e la spiaggia di Marinello presso Tindari, tutte zone protette e poco urbanizzate. Diversa è la situazione in regioni come la Liguria e parte della Emilia-Romagna, dove la percentuale di spiagge libere è molto ridotta e in alcuni comuni scende sotto il 30%.






