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Crosta terrestre: scoperto un nuovo strato di roccia fusa

Dopo la scoperta delle macchie di fusione arriva quella su un nuovo strato di roccia fusa. I risultati della ricerca pubblicati su Nature Geoscience
Ambiente8 Febbraio 2023 - ore 10:50 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente8 Febbraio 2023 - ore 10:50 - Redatto da Redazione Meteo.it

Il nostro Pianeta non smette di stupirci. Dopo lo studio sul cambio di rotazione del suo nucleo e dopo aver svelato la presenza di "macchie di fusione" particolari in profondità scopriamo che racchiude - oltre 160 km sotto la crosta terrestre - un nuovo strato di roccia parzialmente fusa. A fare la nuova scoperta geologica è stato lo stesso team di scienziati. I risultati della scoperta fatta dai ricercatori dell'Università del Texas, ad Austin, sono stati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience.

Strato fuso nell'astenosfera, i dettagli

Il team di studiosi - guidato dal dottor Junlin Hua - ha scoperto che all'interno dell'asfenosfera, ovvero della regione interna del pianeta che forma un confine necessario alle placche per muoversi attraverso il mantello, vi è uno strato parzialmente fuso individuato a circa 160 km di profondità dalla superficie terrestre.

Il fatto che questo strato avesse una consistenza piuttosto morbida era già noto agli scienziati, che però non erano ancora riusciti a dare una risposta definitiva e certa sui meccanismi alla base del fenomeno che consentiva alle placche di muoversi. L'ipotesi fatta prevedeva che le rocce fuse potessero rappresentare un fattore, mentre le recenti scoperte hanno permesso di dimostrare che lo scioglimento delle rocce non influenza il flusso delle stesse nel mantello.

Gli autori dello studio hanno spiegato che - sebbene la parte interna della Terra contenga in gran parte materiale solido - le rocce possono spostarsi e scorrere tra loro lentamente e per lunghi periodi di tempo, e che lo strato di fusione non ha alcuna influenza sulla tettonica a placche.

Mappa globale dell'astenosfera

I ricercatori hanno raccolto immagini e rilevamenti dalle stazioni sismiche di tutto il mondo, e disegnato così una una mappa globale dell’astenosfera.

L'analisi dei dati raccolti - confrontati con le misurazioni dei movimenti tettonici - ha permesso di stabilire che non esiste una correlazione, nonostante il fatto che circa la metà del nostro Pianeta sia interessato dalla presenza di strato fuso.

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