FacebookInstagramXWhatsApp

Riscaldamento globale: perché ci saranno sempre più fulmini durante i temporali? Lo studio

Gli scienziati stanno cercando di capire se esista un legame tra il riscaldamento globale e l’aumento dei fulmini, che sembrano diventare più frequenti durante i temporali più violenti
Sostenibilità21 Luglio 2025 - ore 13:02 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità21 Luglio 2025 - ore 13:02 - Redatto da Meteo.it

Il legame tra cambiamento climatico e aumento dei fulmini sta attirando sempre più l’attenzione, soprattutto in seguito agli episodi meteorologici estremi che stanno colpendo l’Italia e molte altre parti del mondo. Ma il riscaldamento globale è davvero responsabile di un incremento nella quantità di fulmini durante i temporali? Le evidenze scientifiche offrono alcune risposte interessanti, aiutandoci a capire meglio come questo fenomeno potrebbe incidere sulla nostra vita di tutti i giorni.

Fulmini in aumento con il riscaldamento globale: lo studio

L’innalzamento della temperatura media globale, causato dall’effetto serra e dalle emissioni di gas nocivi, sta rendendo l’atmosfera terrestre sempre più instabile e ricca di energia. Questo porta alla formazione di temporali più violenti e frequenti, alimentati dal calore in eccesso che si sprigiona dalla superficie terrestre. Di conseguenza, è ragionevole ipotizzare un aumento anche nel numero di fulmini. Alcune ricerche indicano che, rispetto ai livelli dell’epoca preindustriale, l’attività elettrica atmosferica a livello planetario potrebbe crescere del 7%, con un potenziale incremento fino al 18% entro la fine del secolo, qualora le emissioni non venissero ridotte.

Nonostante ciò, prevedere con esattezza l’andamento dei fulmini resta difficile. La loro presenza non è legata soltanto al riscaldamento, ma anche alla quantità di particelle inquinanti (aerosol) presenti nell’aria, che influenzano la formazione delle nuvole e dei fenomeni temporaleschi.

Come si formano i temporali?

I fulmini si formano all’interno dei cumulonembi, le grandi nuvole temporalesche che possono estendersi verticalmente per oltre 10 chilometri nell’atmosfera. All’interno di queste strutture, l’aria calda e umida proveniente dal suolo sale rapidamente, incontrando strati d’aria più freddi man mano che guadagna quota. Questo movimento dà origine alla formazione di goccioline d’acqua e minuscoli cristalli di ghiaccio, mescolati a particelle e polveri sospese.

L’intensa turbolenza che si sviluppa dentro la nube provoca una separazione delle cariche elettriche: le cariche positive tendono ad accumularsi nella parte superiore, mentre quelle negative si concentrano nella zona inferiore. Quando il divario tra le due cariche diventa sufficientemente elevato, l’aria perde la sua capacità di resistere e si genera una scarica elettrica: è il fulmine che osserviamo nel cielo.

Non tutti i fulmini si manifestano allo stesso modo. Quelli più frequenti sono i fulmini che si scaricano tra la nuvola e il suolo, noti come fulmini nube-suolo: pur rappresentando solo circa il 20% del totale, sono i più pericolosi, in quanto possono provocare gravi danni a infrastrutture come impianti elettrici, ferrovie e impianti fotovoltaici, oltre a costituire una minaccia diretta per la sicurezza delle persone.

Esistono anche i fulmini che restano confinati all'interno della stessa nube, chiamati fulmini intranube, e quelli che si spostano tra due nuvole diverse, i cosiddetti fulmini nube-nube. Questi ultimi spesso si manifestano sotto forma di ampi bagliori che illuminano l’atmosfera. Con l’aumento delle temperature e l’intensificarsi dei temporali, è probabile che cresca anche il numero di questi fenomeni elettrici, rendendo fondamentale potenziare le capacità di previsione meteorologica e di monitoraggio dell’attività dei fulmini.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Clima, entro il 2050 quasi metà della popolazione mondiale sarà esposta a caldo estremo. Lo studio
    Sostenibilità27 Gennaio 2026

    Clima, entro il 2050 quasi metà della popolazione mondiale sarà esposta a caldo estremo. Lo studio

    Repubblica Centrafricana, Nigeria, Sud Sudan, Laos e Brasile saranno tra i Paesi più colpiti. Ma non solo. La nuova ricerca a Oxford.
  • Cinque secoli di dati dagli alberi mostrano un aumento delle precipitazioni estreme nel Mediterraneo
    Sostenibilità27 Gennaio 2026

    Cinque secoli di dati dagli alberi mostrano un aumento delle precipitazioni estreme nel Mediterraneo

    Una ricerca spagnola pubblicata su Climate of the Past ha analizzato cinque secoli di piogge nel Mediterraneo attraverso gli anelli di accrescimento di alberi secolari: ecco cosa è emerso.
  • Plastica, svolta in arrivo: le bottiglie cambiano ancora
    Sostenibilità23 Gennaio 2026

    Plastica, svolta in arrivo: le bottiglie cambiano ancora

    Le bottiglie in plastica tradizionale sono tra le fonti di inquinamento, ma l’introduzione della bioplastica segna una svolta decisiva.
  • Cos'è la "bancarotta idrica globale", il nuovo concetto introdotto dalle Nazioni Unite?
    Sostenibilità22 Gennaio 2026

    Cos'è la "bancarotta idrica globale", il nuovo concetto introdotto dalle Nazioni Unite?

    Siamo nell'era della "bancarotta idrica globale": le Nazioni Unite utilizzano questo termine nel report sulle riserve idriche. Di cosa si tratta?
Ultime newsVedi tutte


Meteo, maltempo no-stop: la prossima settimana nuove perturbazioni
Tendenza30 Gennaio 2026
Meteo, maltempo no-stop: la prossima settimana nuove perturbazioni
Nuove fasi di maltempo nei prossimi giorni per il continuo arrivo di perturbazioni dall'Atlantico: piogge intense ma anche neve a quote basse e venti forti. La tendenza dal 3 febbraio
Meteo, febbraio al via nel segno del maltempo: la tendenza da domenica 1
Tendenza29 Gennaio 2026
Meteo, febbraio al via nel segno del maltempo: la tendenza da domenica 1
Non ci sono pause in vista: il via vai di perturbazioni segnerà anche l'inizio di febbraio, con una scena meteo segnata da piogge, neve e vento
Meteo: vortice ciclonico nel weekend? Rischio di forti piogge e mareggiate
Tendenza28 Gennaio 2026
Meteo: vortice ciclonico nel weekend? Rischio di forti piogge e mareggiate
Nel fine settimana il maltempo insiste sulle Isole e al Sud con forti venti e un possibile vortice ciclonico. Rischio criticità e mareggiate.
Mediaset

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Gennaio ore 12:56

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154