Pesca in mare: serve il permesso?

Una vacanza al mare può essere l'occasione per riprendere in mano quella canna da pesca quasi dimenticata e concedersi qualche ora di relax sugli scogli o a bordo di un'imbarcazione. Ma, prima di dedicarsi a questo sport, è importante sapere qualcosa sulle regole che disciplinano la pesca in mare.
Licenza per la pesca in mare: un documento gratuito ma obbligatorio
Proprio come accade per la pesca in fiume, anche quella in acque salate necessita di un'autorizzazione preventiva. Entrato in vigore il 2 maggio 2022, il permesso per la pesca in mare è necessario sia al diportista occasionale con la canna, che a chi lancia il palamito, ma anche a coloro che vogliono cimentarsi con la pesca in apnea.
Non fa differenza neppure il fatto che il pescatore si trovi a riva, sugli scogli o su una barca: il documento è obbligatorio e deve sempre essere portato con sé durante l'attività.
La buona notizia è che per ottenere questa "licenza", a differenza di quanto accade per quella in acque dolci, non bisogna sborsare dei soldi. Si tratta infatti di una licenza gratuita, che chiunque può richiedere collegandosi al sito ufficiale Masaf (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste).
Dopo essersi autenticati tramite Cie, Spid o Cns è sufficiente indicare i propri dati anagrafici e un recapito mail per essere autorizzati a pescare in acque salate. Il documento viene utilizzato a fini statistici e può essere stampato o salvato sul telefono per evitare discussioni inutili in caso di verifiche da parte della Guardia Costiera.
Pesca in mare senza permesso: cosa si rischia?
L'autorizzazione per la pesca dilettantistica in mare è gratuita, ma omettere questo passaggio può comportare pene molto severe. Chi viene sorpreso a pescare in mare senza preventiva autorizzazione rischia una multa fino a 3.000 euro.






