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Meteo, El Niño “di proporzioni gigantesche”: cosa rischia il mondo nei prossimi mesi

El Niño 2026 si intensifica: per l’ONU sta assumendo “proporzioni gigantesche”. Quanto durerà, quali sono i rischi e cosa può accadere nei prossimi mesi.
Sostenibilità4 Settembre 2026 - ore 09:31 - Redatto da Vito
Sostenibilità4 Settembre 2026 - ore 09:31 - Redatto da Vito
Immagine da Wikipedia.

El Niño sta assumendo “proporzioni gigantesche” e potrebbe diventare uno degli eventi più intensi mai osservati negli ultimi decenni. A lanciare l’allarme è il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, mentre l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM-WMO) conferma che il fenomeno climatico è ormai pienamente sviluppato e dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

Le previsioni indicano una probabilità vicina al 100% che El Niño continui almeno fino a febbraio 2027, influenzando temperature e precipitazioni in numerose aree del pianeta. Gli effetti, tuttavia, non saranno uguali ovunque e non è possibile attribuire automaticamente a El Niño ogni singolo evento meteorologico estremo.

El Niño 2026, l’allarme dell’ONU: “Proporzioni gigantesche”

A richiamare l’attenzione sulla situazione è stato Antonio Guterres. Il segretario generale dell’ONU ha dichiarato che “El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche”, sottolineando come l'aumento delle temperature degli oceani possa contribuire ad amplificare il rischio di condizioni meteorologiche estreme.

L'espressione “proporzioni gigantesche” non rappresenta quindi una classificazione scientifica ufficiale, ma è la formula utilizzata da Guterres per descrivere la portata del fenomeno.

Dal punto di vista scientifico, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale parla invece di un El Niño destinato a raggiungere un'intensità “molto forte” nei prossimi mesi.

Quanto sarà forte El Niño nei prossimi mesi?

Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, pubblicato il 3 settembre 2026, El Niño è ormai saldamente presente nel Pacifico tropicale e dovrebbe continuare a rafforzarsi, raggiungendo il proprio picco verso la fine dell'anno.

Le condizioni oceaniche sono particolarmente favorevoli a un'ulteriore intensificazione, con temperature delle acque del Pacifico tropicale eccezionalmente elevate.

L'OMM indica una probabilità vicina al 100% che El Niño persista nei trimestri settembre-novembre 2026 e dicembre 2026-febbraio 2027.

Anche la NOAA, l'agenzia statunitense che monitora oceani e atmosfera, descrive uno scenario particolarmente significativo. Nell'aggiornamento del 13 agosto 2026 ha indicato una probabilità superiore al 90% che El Niño raggiunga un'intensità molto forte durante l'autunno e l'inverno 2026-2027.

C'è inoltre un dato ancora più rilevante: secondo il Climate Prediction Center della NOAA esisteva, sulla base delle previsioni di agosto, una probabilità del 69% che tra ottobre e dicembre 2026 l'indice utilizzato dall'agenzia raggiunga livelli superiori a quelli dei precedenti eventi registrati dal 1950. Si tratta comunque di una previsione probabilistica e non della certezza che verrà stabilito un nuovo record.

Cos'è El Niño e perché può influenzare il clima mondiale

El Niño è un fenomeno climatico naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale.

Fa parte di un sistema chiamato ENSO, El Niño-Southern Oscillation, caratterizzato dall'alternanza tra El Niño, La Niña e condizioni neutrali.

Quando El Niño diventa particolarmente intenso, può modificare la circolazione atmosferica su scala globale e alterare la distribuzione delle precipitazioni e delle temperature in diverse parti del mondo.

Questo significa che alcune regioni possono andare incontro a periodi più secchi del normale, mentre altre possono registrare precipitazioni più abbondanti.

Cosa rischia il mondo con El Niño 2026-2027

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale indica diversi possibili effetti legati all'intensificazione di El Niño.

Tra i principali rischi ci sono:

  • temperature superiori alla media in numerose zone del pianeta;
  • maggiore probabilità di ondate di caldo in alcune regioni;
  • periodi di siccità più pronunciati in determinate aree;
  • precipitazioni particolarmente abbondanti e rischio di alluvioni in altre;
  • alterazioni delle normali stagioni delle piogge;
  • ripercussioni sull'agricoltura e sulla disponibilità delle risorse idriche.

La WMO sottolinea però un punto fondamentale: un El Niño molto forte non produce automaticamente conseguenze estreme in ogni regione. Gli effetti dipendono infatti dall'area geografica, dal periodo dell'anno e dall'interazione con numerosi altri fattori atmosferici e oceanici.

Quali zone del mondo potrebbero essere più interessate

Gli effetti di El Niño tendono a essere più evidenti nelle regioni direttamente collegate alla circolazione atmosferica del Pacifico.

In alcune parti del Sud America può aumentare la probabilità di precipitazioni superiori alla norma, mentre Indonesia, Australia e alcune zone dell'Asia possono essere esposte a condizioni più secche.

Il fenomeno può inoltre influenzare i monsoni, la stagione degli uragani e l'andamento delle temperature oceaniche. Non significa, però, che ogni siccità, alluvione, incendio o tempesta dei prossimi mesi sarà provocata direttamente da El Niño.

El Niño avrà conseguenze anche in Italia?

Una delle domande più frequenti riguarda le possibili ripercussioni di El Niño sull'Italia e sull'Europa. Il collegamento è molto meno diretto rispetto a quello osservato in altre regioni del mondo. El Niño può contribuire a modificare la circolazione atmosferica globale, ma in Europa entrano in gioco numerosi altri fattori.

Per questo non è scientificamente corretto sostenere oggi che El Niño provocherà necessariamente un determinato inverno in Italia oppure prevedere con mesi di anticipo specifiche ondate di caldo, piogge eccezionali o periodi di siccità nel nostro Paese.

Quanto durerà El Niño?

Le attuali previsioni indicano che El Niño continuerà con altissima probabilità durante tutto l'autunno 2026 e l'inverno 2026-2027.

Secondo la NOAA, la probabilità che El Niño sia ancora presente nel trimestre dicembre 2026-febbraio 2027 è praticamente del 100%. Anche successivamente il fenomeno potrebbe persistere: le stime pubblicate ad agosto attribuiscono ancora una probabilità del 97% alla presenza di El Niño tra febbraio e aprile 2027 e dell'82% tra marzo e maggio.

La sua intensità dovrebbe però raggiungere il massimo tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, per poi progressivamente diminuire.

Perché El Niño 2026 preoccupa gli scienziati

A rendere particolarmente importante l'evento attuale non è soltanto El Niño in sé, ma la combinazione con un pianeta che negli ultimi anni ha già registrato temperature globali molto elevate.

Un El Niño particolarmente intenso può infatti aggiungere ulteriore calore al sistema climatico e modificare in maniera significativa i normali schemi di temperatura e precipitazioni. L'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha quindi invitato i servizi meteorologici nazionali e i governi a rafforzare i sistemi di previsione e allerta preventiva.

Le prossime settimane saranno importanti per capire quanto potente diventerà realmente El Niño 2026-2027 e se raggiungerà i livelli eccezionali indicati dagli attuali modelli.

Una cosa, al momento, appare però molto probabile: El Niño accompagnerà il pianeta ancora per diversi mesi e la fase più intensa deve ancora arrivare.

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