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Mare italiano bollente, cosi come ai Tropici. E’ allarme per il rischio di uragani

Ondate di calore e assenza di piogge si ripercuotono anche nei nostri mari. Acque bollenti nel Tirreno e molto più calde nel Mediterraneo fanno temere uragani tropicali
Eventi estremi4 Agosto 2022 - ore 14:28 - Redatto da Redazione Meteo.it
Eventi estremi4 Agosto 2022 - ore 14:28 - Redatto da Redazione Meteo.it

La temperatura dei nostri mari continua a salire e ha ormai raggiunto valori tropicali, e con l'innalzamento delle temperature aumenta il rischio uragani. Gli effetti del cambiamento climatico sul Tirreno preoccupano gli esperti, che temono la formazione di uragani tropicali con temporali marittimi più forti all'arrivo delle perturbazioni

Mar Tirreno "bollente" come ai Tropici

Le temperature dei mari italiani sono in costante ascesa, e l'esempio più lampante di questo cambiamento climatico in atto è dato dal Tirreno, che si presenta oggi come una immensa piscina bollente con acqua a 30°, come quella dei mari tropicali.

La registrazione delle temperature record riguarda in particolare il Sud - e più precisamente le Isole Eolie - anche se è doveroso precisare che il riscaldamento delle acque interessa anche tutte le altre località balneari bagnate dal Tirreno, e non solo.

Dagli effetti del cambiamento climatico non si salvano infatti neppure Adriatico e Mar Ligure, che sebbene presentino un innalzamento temperature registrate più lieve, destano molta preoccupazione negli esperti.

Adriatico e Mar Ligure, temperature anomale

Le acque dell'Adriatico e del Mar Ligure non scendono al di sotto di 27/28°, rendendo impossibile trovare refrigerio anche al largo. Anche i turisti che scelgono di immergersi di solo qualche metro possono notare che la temperatura dell'acqua è molto diversa rispetto a qualche anno fa.

A causare temperature così alte sono le continue ondate di calore e l'assenza di piogge - che bloccano il rimescolamento delle acque e non favoriscono il raffreddamento superficiale del mare.

Mar Mediterraneo, temperature + 0.5° in 20 anni

Sebbene quest'anno stiamo assistendo a un'estate eccezionale sotto il profilo climatico - con ondate di calore che si susseguono e assenza di precipitazioni - l'Agenzia Europea dell'Ambiente certifica che stiamo assistendo ad un aumento della temperatura dei mari da più di un secolo: in particolare il Mar Mediterraneo, solo negli ultimi 20 anni, ha fatto registrare un aumento medio di oltre 0,5 gradi, un valore molto alto a dispetto di quello che sembra, e che desta molta preoccupazione.

Al di la dei problemi legati alle migrazioni di specie ittiche, che portano nel Mediterraneo pesci alieni potenzialmente pericolosi, l'innalzamento delle acque desta preoccupazione anche per i rischi legati alla formazione di uragani tropicali.

Temporali marittimi più forti, effetto del cambiamento climatico

Il periodo che stiamo attraversando è caratterizzato da termometri alle stelle e grande siccità. Non piove e le carenze idriche hanno portato molte Regioni a decretare lo stato d'emergenza. Ma cosa accadrà quando le precipitazioni torneranno a imperversare? Il calore del mare si trasformerà in energia che alimenterà nubifragi e altri fenomeni violenti.

Quando le acque marine raggiungono temperature intorno ai 26.5° diventa molto più probabile la formazione di TLC - Tropical Lije Cyclones - anche nel Mar Mediterraneo.

Il costante aumento delle temperature delle sue acque ha già portato in passato alla formazione di questi cicloni simil-tropicali, conosciuti anche come Uragani Mediterranei o Medicane: DetLef, a ovest della Sardegna, l'11 novembre 2019, Ianos in Grecia il 17 settembre 2020 e Apollo, il 28 ottobre 2021, sono solo alcuni degli ultimi uragani mediterranei, registrati con una frequenza resa più ravvicinata dalla presenza di mari sempre più caldi.

Mari italiani tra i più caldi del mondo

In quale posizione si trovano i mari italiani se li analizziamo sotto il profilo delle temperature?  Per trovare acque leggermente più calde delle nostre dobbiamo andare nel Mar Rosso, nel Golfo Persico, nel Golfo del Bengala e nel Mar Cinese Meridionale, dove i mari fanno registrare valori oltre i 30°.

Sulle coste del Pacifico orientale invece, i valori sono più bassi anche di 10° rispetto a quelli registrati nei mari italiani, anche a causa del fenomeno La Nina.

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