Lupo a Bolzano, il Tribunale sospende l'abbattimento del terzo esemplare: "Danno irreversibile"

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha accolto il ricorso dell'associazione Lndc Animal Protection, bloccando in via cautelare il decreto provinciale che autorizzava la soppressione del terzo esemplare di lupo previsto dal piano del 2026.
La misura d'emergenza congelata dall'intervento del giudice riguardava uno specifico canide considerato responsabile degli attacchi registrati tra giugno e settembre nelle aree alpine di Ultimo e Castelbello-Ciardes, dove le aggressioni avevano provocato la perdita di 26 capi tra ovini e caprini.
Lupo in Alto Adige, il Tar sospende abbattimento
Un provvedimento d'urgenza emanato dal Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha momentaneamente neutralizzato l'ordine di soppressione firmato dal presidente Arno Kompatscher, garantendo la sopravvivenza del terzo lupo finito nel mirino della giunta provinciale.
La decisione scaturisce dall'immediata azione legale promossa dall'organizzazione Lndc Animal Protection, la cui istanza cautelare è stata accolta per scongiurare l'esecuzione imminente del decreto di abbattimento prima del pronunciamento nel merito.
Nel bloccare temporaneamente l'atto autorizzativo, il TAR ha ravvisato la fondata necessità di congelare ogni intervento letale in vista della futura udienza collegiale, evitando così il determinarsi di un danno irreparabile e irreversibile. Qualora le autorità locali avessero dato seguito al piano di rimozione, infatti, l'eventuale accoglimento delle tesi ambientaliste durante il giudizio di merito si sarebbe rivelato del tutto inutile a salvaguardare la vita dell'animale.
La sospensiva giudiziaria tutela dunque l'esemplare fino a una più scrupolosa disamina procedurale, riaprendo il dibattito legale sulla legittimità dei decreti di prelievo della fauna selvatica emanati dall'amministrazione altoatesina.
La vicenda spiegata punto per punto
L'origine della controversia risiede nel programma gestionale con cui l'amministrazione altoatesina ha programmato per l'anno 2026 l'eliminazione diretta di un massimo di tre canidi selvatici nella regione.
In un primo momento, l'associazione ambientalista Lndc Animal Protection aveva contestato l'intero piano provinciale dinanzi alla magistratura amministrativa; tuttavia, l'istanza cautelare era stata inizialmente rigettata poiché la semplice programmazione generale non configurava un pericolo imminente per gli animali. Nella medesima ordinanza, la presidenza del Tribunale aveva espressamente chiarito che soltanto un'ordinanza esecutiva specifica avrebbe giustificato un nuovo intervento di sospensione d'urgenza.
Dopo il via libera formale l'11 settembre per la soppressione del terzo esemplare, è arrivata la reazione dell'associazione di tutela animale, che il giorno seguente ha notificato un'ulteriore impugnazione al TAR.
Il 14 settembre il giudice ha infine accolto le tesi dell'associazione, argomentando che la rimozione dell'ultimo lupo consentito, a seguito dell'abbattimento dei primi due, avrebbe provocato un danno irreparabile prima della decisione definitiva.
Questa misura provvisoria congela le operazioni fino al 14 ottobre 2026, data stabilita per l'udienza collegiale in cui i magistrati esamineranno congiuntamente la legittimità sia della pianificazione generale sia del singolo decreto di prelievo.






