Caccia, dal 2 settembre le preaperture in 15 Regioni: allarme per la fauna dopo incendi e siccità

Da mercoledì 2 settembre 2026 prende il via in diverse zone d’Italia la fase di preapertura della stagione venatoria 2026-2027. Secondo la LIPU, il calendario delle giornate anticipate interessa complessivamente 15 Regioni nell’arco delle prime due settimane di settembre, con 14 specie coinvolte.
Non significa, però, che in tutte le Regioni interessate la caccia inizi contemporaneamente il 2 settembre. I calendari sono stabiliti a livello territoriale e prevedono giornate, specie e modalità differenti.
La partenza anticipata rispetto alla stagione ordinaria sta provocando le proteste delle associazioni ambientaliste e animaliste, che chiedono alle amministrazioni di rivedere i calendari alla luce delle condizioni ambientali registrate durante l'estate.
Preapertura della caccia 2026: quali Regioni sono interessate?
La LIPU indica 15 Regioni interessate dalle preaperture nell'arco delle prime due settimane a partire dal 2 settembre. Il WWF, in un comunicato pubblicato il 1° settembre, utilizza invece il numero di 16 territori, elencando:
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto.
La differenza nel conteggio sembra quindi dipendere dalla modalità con cui vengono considerate le realtà territoriali, mentre il dato centrale resta lo stesso: in gran parte d'Italia sono state autorizzate giornate venatorie anticipate nei primi giorni di settembre.
Per conoscere con precisione quando e per quali specie è consentita l'attività è comunque necessario consultare il calendario venatorio della propria Regione o Provincia autonoma.
Perché si parla di preapertura della caccia?
La stagione venatoria ordinaria segue un calendario nazionale, ma la normativa permette alle Regioni, entro determinati limiti, di prevedere anticipazioni per alcune specie.
La LIPU ricorda che le preaperture rientrano nelle possibilità previste dall'articolo 18, comma 2, della legge 157/1992.
Per il 2026 l'avvio ordinario della stagione cade nella terza domenica di settembre, il 20 settembre. Le giornate precedenti autorizzate dai calendari regionali costituiscono quindi la cosiddetta preapertura.
Incendi, caldo e siccità: l'allarme delle associazioni
La questione quest'anno assume particolare rilevanza per le condizioni climatiche registrate durante l'estate.
LIPU e LAV sostengono che caldo, siccità, incendi e riduzione degli habitat abbiano già sottoposto la fauna selvatica a una forte pressione e chiedono quindi di rinviare o cancellare le giornate di preapertura.
La LIPU parla di 14 specie interessate e segnala in particolare la situazione di alcune specie che considera in cattivo stato di conservazione, tra cui alzavola e quaglia.
Anche il WWF contesta le preaperture e richiama l'attenzione proprio sulla quaglia, specie migratrice interessata dalla caccia anticipata in alcune aree.
Si tratta, è importante precisarlo, della posizione delle associazioni ambientaliste, mentre i calendari venatori sono stati approvati dalle rispettive amministrazioni regionali secondo il quadro normativo vigente.
Caccia 2026-2027, il calendario cambia da Regione a Regione
Non esiste quindi un'unica data valida per tutta Italia. Il 2 settembre rappresenta l'inizio delle prime preaperture, ma giorni consentiti, specie cacciabili, limiti e modalità possono cambiare sensibilmente a seconda del territorio.
Lo stesso vale per eventuali modifiche dell'ultimo momento, sospensioni o provvedimenti dei tribunali amministrativi sui singoli calendari regionali.
Per chi vuole sapere quando apre la caccia nella propria Regione nel 2026, il riferimento resta dunque il calendario venatorio ufficiale pubblicato dall'amministrazione competente.






