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Legare bici o moto a pali o ringhiere potrebbe costare fino a 800 euro

Legare bici o moto a pali o ringhiere potrebbe costare a 800 euro. Le sanzioni variano dai 75 ai 500 euro con l'aggiunta che varia dai 100 ai 300 euro se l'infrazione viene commessa in zone di pregio.
Curiosità29 Ottobre 2025 - ore 13:46 - Redatto da Meteo.it
Curiosità29 Ottobre 2025 - ore 13:46 - Redatto da Meteo.it

Forse non tutti sanno che legare bici o moto a pali o ringhiere potrebbe costare fino a 800 euro di multa. Ebbene sì. Tutta "colpa" del decoro urbano. Ecco perché è importante pertanto perdere un'abitudine che molti hanno per evitare di incappare in sanzioni pecuniarie piuttosto salate dopo il via libera del Consiglio di Stato a tutti i Comuni.

Legare bici o moto a pali o ringhiere può andare contro il decoro urbano

Come dicevamo legare bici o moto a pali o ringhiere può costare fino a 800 euro di multa in quanto si mina il decoro urbano. A stabilirlo è stata la quinta sezione del Consiglio di Stato attraverso una sentenza sollecitata da un ricorso della Federazione italiana ambiente e bicicletta di Cagliari.

È stato deciso, infatti, che chi lega la bicicletta a qualcosa di diverso dalle rastrelliere, come è previsto dal regolamento cittadino di polizia e sicurezza urbana del capoluogo sardo, può vedersi inflitto multe che variano da 75 fino a 500 euro.

Se l'infrazione viene commessa in zone di particolare pregio storico o artistico, inoltre, scatta una sanzione aggiuntiva che può variare dai 100 ai 300 euro. Non solo, le bici legate a pali e ringhiere finiscano per ostruire il passaggio sui marciapiedi per chi si muove in carrozzina, ma vanno a mettere a rischio il decoro urbano.

Si è aperto però un dibattito importante. Le rastrelliere dove posizionare bici e motorini sono poche e in generale nel 2023 - secondo i dati raccolti dalla Federazione italiana ambiente e bicicletta -  in Italia sono state rubate 320 mila biciclette.  

I possessori di bici segnalano che in molte città non esistono punti ad hoc dove legare le proprie bici o i primi motorini in totale sicurezza senza mettere a rischio il decoro urbano. Le grandi città, nonostante favoriscano l'uso delle bici per contrastare l'inquinamento, finiscono per togliere gli spazi adibiti alle rastrelliere a favore di spazi per le fatidiche strisce blu ovvero per i parcheggi a pagamento per le auto.

Le sanzioni rischiano di minare le scelte più ecologiche?

Dopo tale decisione c'è chi ha paura che le sanzioni possano far desistere dallo spostarsi con mezzi meno inquinanti come le biciclette. Tutti concordano sul fatto che i cittadini devono sì essere educati al rispetto degli spazi pubblici, ma non si può nemmeno far cassa con sanzioni così ingenti perché si rischia di non incentivare la scelga di mezzi di trasporto ecologici.

Si ritiene, infatti, che una sanzione, per essere davvero efficace, debba avere una funzione educativa e deterrente, ma allo stesso tempo debba essere percepita come equa. Queste sanzioni sono invece state percepite subito come una vera e propria stangata.

Cosa potrà succedere ora? Ogni comune dovrà prendere le proprie decisioni. Nel mentre il presidente di Fiab Cagliari ha fatto sapere che: "Assieme ai nostri legali, valuteremo un ricorso alla Corte Europea. C’è stata un’audizione in Consiglio comunale a Cagliari e persino la polizia municipale ha detto che non farà mai una multa a meno che la bicicletta non ostruisca il passaggio o non costituisca un pericolo".

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