Italia, otto nuovi siti marini sotto tutela: dalle tartarughe ai monti sommersi

L’Italia espande la salvaguardia dei propri bacini marittimi grazie all'entrata in vigore di otto nuove aree protette inserite nella rete Natura 2000 che vuole preservare la flora e la fauna acquatiche. La misura istituzionale, resa nota tramite la pubblicazione ufficiale a fine settembre, definisce sei zone di rilevanza comunitaria e due bacini di tutela speciale situati al di fuori delle acque costiere nazionali, ma pienamente compresi nella fascia di protezione ecologica statale.
I territori interessati si estendono attraverso vari snodi del Tirreno, del Mar Ligure e dei tratti marini adiacenti alle isole maggiori e alla penisola calabrese, puntando a schermare i fondali abissali e le relative forme di vita a rischio.
Italia, quali sono i nuovi siti marini sotto tutela
Attraverso il provvedimento ministeriale numero 269 firmato a inizio settembre 2026, si amplia la tutela ambientale su un reticolo di ambienti marittimi dalle spiccate peculiarità geomorfologiche e biologiche. Nel tratto antistante il litorale livornese viene integrato il rilievo del Banco di Santa Lucia, affiancato tra Ligure e Tirreno dal sistema abissale dei rilievi Ulisse-Doria-Janua.
L'area sarda vede l'inclusione della sezione settentrionale del rilievo subacqueo delle Baronie lungo il versante orientale, a cui si sommano la fascia marina del Sinis Iglesiente ad ovest e la zona di mare del Nurra ad esteso raggio a nord-ovest. Sul versante siciliano si stabiliscono vincoli sul complesso montuoso sommerso Sisifo-Tiro-Enarete, mentre la Calabria protegge l'importante dorsale di Paola lungo la costa tirrenica.
La tutela della specie Caretta caretta viene rafforzata con l'istituzione di un vasto bacino di protezione nel Tirreno centrale compreso tra la Campania, le coste siciliane e l'isola sarda. L'insieme di questi vincoli permette di schermare preziosi ambienti di profondità da attività antropiche dannose per l'equilibrio della flora e fauna marina.
L'adozione garantisce una gestione sinergica della biodiversità in zone d'alto mare precedentemente prive di tali coperture normative. La strategia nazionale consolida così la conservazione degli habitat sottomarini e delle specie migratrici su larga scala. Con quest'opera di perimetrazione, l'Italia fa un decisivo passo in avanti nel rispetto delle direttive europee di salvaguardia naturalistica.
Italia e biodiversità: si espande la rete di tutela del patrimonio sommerso
Grazie alla designazione di queste otto nuove riserve, la Zona di Protezione Ecologica del nostro Paese estende la propria copertura fino al 31% delle sue acque, tagliando con anticipo il traguardo fissato dall'Unione Europea per la salvaguardia marina.
Il traguardo rappresenta un tassello fondamentale nel piano d'azione promosso dalla Strategia Europea per la Biodiversità, che mira a sottoporre a vincolo ambientale almeno un terzo dei territori entro il 2030. La scelta di perimetrare tali porzioni d'alto mare nasce dall'esigenza di schermare ecosistemi e specie pelagiche situati lontano dalla riva, storicamente più vulnerabili e privi di tutele mirate.
Gli interventi si concentrano sulla difesa di rettili marini come le tartarughe, diverse colonie di volatili acquatici e fondali abissali arricchiti da biocostruzioni coralligene e rilagamenti gassosi naturali.






