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Il 3 gennaio 2026 arriva lo sciame meteorico delle Quadrantidi: dove e come vedere lo spettacolo

Il 2026 inizia con il picco delle Quadrantidi, uno degli sciami di meteore più suggestivi dell’anno: ecco come ammirare lo spettacolo celeste.
Spazio31 Dicembre 2025 - ore 08:37 - Redatto da Meteo.it
Spazio31 Dicembre 2025 - ore 08:37 - Redatto da Meteo.it

Il nuovo anno si apre con un affascinante evento astronomico già in corso: a partire dal 28 dicembre la Terra ha iniziato a attraversare una scia di frammenti spaziali che dà origine allo sciame meteorico delle Quadrantidi, tra i più spettacolari e luminosi dell’anno.

Sebbene il momento di massima attività sia previsto tra la notte del 3 e del 4 gennaio 2026, il fenomeno è osservabile già in questi giorni. Le prime stelle cadenti stanno infatti solcando il cielo notturno anche sopra l’Italia. Le condizioni migliori per avvistarle si registrano nelle ore che precedono l’alba.

Quadrantididi 2026, dove e come vedere lo spettacolo

Lo sciame meteorico delle Quadrantidi è attivo dal 28 dicembre e accompagnerà gli appassionati di astronomia fino al 12 gennaio, mostrando in questi giorni un’attività in costante crescita. Il momento di massima intensità è atteso tra la notte del 3 e quella del 4 gennaio, con una finestra di circa sei ore particolarmente favorevole all’osservazione.

In uno scenario ideale il numero di meteore potrebbe arrivare anche a 120 all’ora, ma in condizioni reali e con cieli bui il valore medio si aggira intorno alle 25. La presenza della Luna piena limiterà però la visibilità a circa dieci scie luminose all’ora. Nonostante ciò, la comparsa frequente di bolidi molto brillanti rende lo spettacolo interessante anche prima del picco.

L’origine delle Quadrantidi è legata ai frammenti dell’asteroide 2003 EH, scoperto nel 2003 e con un diametro di circa tre chilometri. Quando questi detriti penetrano nell’atmosfera terrestre a velocità elevatissime, si consumano generando tracce luminose intense.

Per osservare meglio il fenomeno è consigliabile scegliere zone poco illuminate e schermare la luce lunare con ostacoli naturali o artificiali. Non sono necessari strumenti ottici: basta lo sguardo rivolto al cielo.

Perché si chiamano Quadrantidi?

Come accade spesso per gli sciami meteorici, anche le Quadrantidi devono il loro nome alla costellazione da cui sembrano originarsi, anche se in questo caso si tratta di una figura celeste oggi scomparsa. La costellazione era chiamata Quadrans Muralis e venne introdotta nel 1795 dall’astronomo francese Jérôme Lalande.

Essa era collocata tra le attuali costellazioni del Boote e del Drago. Il punto del cielo da cui le meteore appaiono irradiarsi, noto come radiante, si trova oggi nelle vicinanze del Boote, poco sotto l’Orsa Maggiore.

Durante il momento di massima attività dello sciame, questo radiante risulta inizialmente molto basso sull’orizzonte settentrionale. Per questo motivo l’osservazione risulta poco favorevole nelle prime ore della sera. È necessario attendere almeno la mezzanotte affinché il punto di origine delle meteore salga sufficientemente nel cielo.

Solo a quel punto le condizioni diventano più adatte per l’osservazione. Questo fattore riduce sensibilmente l’intervallo di tempo in cui è possibile godere al meglio del picco delle Quadrantidi.

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