Febbraio 2026 comincia con la “Luna della Neve”

Febbraio è il mese più corto dell'anno, ma non mancherà di regalarci molti eventi celesti. A dimostrazione di quanto sia speciale, il mese si apre con un plenilunio davvero speciale: la Luna della Neve 2026 è pronta a incantare migliaia di skywatcher il 1° febbraio.
Luna della Neve 2026, cos'avrà di speciale?
Come fanno sapere dall'Unione Astrofili Italiani il nostro satellite raggiungerà la fase di piena il 1° febbraio alle 22:09 GMT (23:09 ora italiana).
In presenza di cieli sereni sarà possibile vedere la Luna Piena a occhio nudo e ben alta sull'orizzonte, proprio nel momento in cui raggiungerà la sua fase massima, anche se (come sempre accade) i nostri occhi potranno ammirare il disco lunare completamente illuminato non solo quella notte, ma anche la sera precedente e quella successiva.
Raggiungerà la fase di piena quando si troverà nella costellazione del Cancro, un evento abbastanza insolito, considerando il fatto che più spesso il plenilunio di febbraio si verifica in quella del Leone.
La sua posizione speciale la collocherà quest'anno molto vicina all'ammasso stellare dell'alveare (o M44), un raggruppamento di astri bellissimi e facilmente visibili a occhio nudo, anche se il massimo bagliore lunare non sarà proprio il top per ammirarli.
Sarà una Superluna della Neve? No, visto che nel momento in cui tecnicamente raggiungerà la fase di piena si troverà a 371.386 km dal perigeo, ovvero troppo distante da noi per potersi fregiare di tale titolo, sia secondo la teoria di Richard Nolle che per quella di Espenak.

Perché Luna della Neve? Spiegazione e curiosità sul plenilunio di febbraio
Come spesso accade il nome deriva dalle usanze dei nativi americani, che erano soliti attribuire ai diversi pleniluni termini che rimandassero alle caratteristiche del periodo. Febbraio era considerato il più nevoso di tutti in Nord America, ed è per questo che le antiche tribù le avevano dato questo nome ispirato alla Dama bianca.
Sebbene il termine Luna della Neve (o Snow Moon per gli anglosassoni) sia quello più utilizzato per identificare il plenilunio di febbraio, non è l'unico. Per i Celti quella di febbraio era la Luna di Ghiaccio (Ice Moon), mentre altri popoli la definivano Luna di Tempesta o Luna dello Storione.
Le evidenti difficoltà negli approvvigionamenti, causate dalle temperature rigide che impedivano la caccia, hanno poi contribuito a dare a questo plenilunio un altro nome molto diffuso ancora oggi: Luna della Fame.






