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Dissesto idrogeologico in Italia: il 94,5% dei comuni a rischio

I dati dell'ultimo rapporto Ispra fotografano il territorio dell'Italia a rischio frane, alluvioni, valanghe ed erosione costiera.
Sostenibilità8 Aprile 2026 - ore 09:11 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità8 Aprile 2026 - ore 09:11 - Redatto da Meteo.it

L'Italia è sempre più fragile. La conferma arriva dall'ultimo rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico del territorio. Dati alla mano: il 94,5% dei comuni italiani è a rischio frane, alluvioni, valanghe ed erosione costiera.

Italia e dissesto idrogeologico, territori sempre più a rischio

La fragilità del territorio dell'Italia è racchiusa in un dato condiviso dall'ultimo rapporto ISPRA che fotografa un problema oramai diffuso in larga scala. Negli ultimi anni il dissesto idrogeologico si fa sempre più allarmante nei comuni italiani considerando che il 94,5% è esposto al rischio di alluvioni, frane, ma anche valanghe ed erosione dei tratti costieri. Una vulnerabilità che non riguarda più poche aeree isolate come le montagne, ma tutto il Paese.

Basti pensare che secondo ISPRA il pericolo di frana è cresciuto negli ultimi 5 anni del 15% al 23%. Oggi sono a rischio circa il 23% del territorio italiano. Non solo, le zone considerata a maggior rischio sono passate dall'8,7% al 9,5%.

Una situazione che riguarda tutti noi, visto che circa 6 milioni di persone vivono in aree ad alto rischio frane di cui 1,28 milioni di abitanti hanno la residenza in zone classificate a pericolosità elevata o molto elevata. Il dissesto idrogeologico non è più circoscritto a singoli eventi, ma coinvolge sistematicamente tutto il territorio.  

Maltempo in Italia: il caso della frana di Niscemi e di Silvi

Basti pensare alle recente frane di Niscemi in Sicilia e di Silvi, paese in provincia di Teramo. Due chiari esempi di come il territorio del nostro Paese sia sempre più sistematicamente a rischio a conferma dei dati condivisi dell'ISPRA.

Non ci troviamo più dinanzi ad un singolo evento, ma ad un fenomeno diffuso che colpisce le vite di tutti. Una frana non si crea all'improvviso dal nulla, ma è legata a deformazioni e trasformazioni del territorio la cui tempistica varia da alcuni mesi ad anni.

Oggi giorno, sulla scia di eventi sempre più diffusi, è importante non solo rispondere tempestivamente all'emergenza, ma utilizzare strumenti utili ad anticiparla in modo da studiare e comprendere l'evoluzione dei fenomeni prima che diventino tragedie.

La gestione del rischio idrogeologico richiede una serie di azioni mirate come la pianificazione territoriale, la manutenzione, la capacità di intervento e la raccolta continua di informazioni. Monitorare continuamente la situazione rappresenta il punto focale da cui partire in modo da studiare i fenomeni e comprenderne la loro evoluzione prima che diventino emergenze nazionali.

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Ultimo aggiornamento Domenica 30 Agosto ore 03:38

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