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Cop26 sul Clima, Johnson: "Apocalisse climatica ormai vicina"

Alla Cop26 sul clima, Boris Johnson ha lanciato l'allarme con un discorso dai toni piuttosto forti. Ecco le sue parole e le reazioni degli altri leader.
Tendenza2 Novembre 2021 - ore 11:43 - Redatto da Redazione Meteo.it
Tendenza2 Novembre 2021 - ore 11:43 - Redatto da Redazione Meteo.it

Alla Cop26 di Glasgow, Boris Johnson ha cercato di lanciare l'allarme sul clima usando toni forti. Il Primo Ministro del Regno Unito ha parlato di "Apocalisse climatica ormai vicina" iniziando così il suo intervento con un obiettivo ben preciso. Per spingere tutti ad agire in fretta Johnson ha detto: "Siamo a un minuto dalla mezzanotte dell'Apocalisse, agire ora o poi costerà molto di più". Il Premier britannico ha poi proseguito il suo discorso sottolineando: "Abbiamo i soldi, abbiamo la tecnologia per intervenire sulle emissioni, serve la volontà politica. Se falliamo i giovani non ce lo perdoneranno".

Sulla stessa linea di Johnson, ma con meno enfasi, in videomessaggio, la Regina Elisabetta II ha spronato tutti i politici a impegnarsi seriamente e a passare quanto prima dalle parole ai fatti. La Regina ha precisato per l'appunto come vi sia la necessità impellente di "superare le politica del momento" in quanto ormai è bene che "il tempo delle parole lasci il passo al tempo dell’azione".

Cop26 sul Clima: le parole di Biden e Macron

Al discorso di Johnson sono seguiti quelli degli altri leader politici di tutto il mondo. Il Presidente americano Joe Biden, ad esempio, si è dimostrato concorde con il Premier britannico sull'importanza di agire subito sia per l'imperativo morale, sia, soprattutto, per quello economico.  Biden ha poi posto l'accento sulla possibilità di un'azione comune perché: "Nella lotta ai cambiamenti climatici nessuno può farcela da solo, agire è nell'interesse di tutti". Il Presidente Usa ha preso un impegno ben preciso: "Dobbiamo investire nell'energia pulita, ed è quello che faremo negli Usa, ridurremo le emissioni entro il 2030".

Macron ha richiamato tutti all'ordine esortando "i Paesi che non stanno contribuendo quanto dovrebbero, a fronteggiare le loro responsabilità al più presto".

Più dura la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che vorrebbe porre un prezzo sulle emissioni di CO2. In questo modo i vari Paesi avrebbero un incentivo maggiore a spronare le proprie aziende ad adottare le migliori tecnologie per raggiungere la neutralità climatica. A cambiare deve essere, per Angela Merkel: "il nostro modo di fare affari, il nostro modo di lavorare", pur consapevole che si tratti di un cambio di rotta complesso e difficile da attuare in tempi ristretti.

L'intervento di Draghi: dal G20 alla Cop26

Mario Draghi, Presidente del Consiglio italiano ha invece esortato tutti a fare meglio rispetto a quanto accaduto ore prima al G20. "Ora, qui alla Cop26 dobbiamo andare oltre, molto più di quanto abbiamo fatto al G20. Dobbiamo accelerare il nostro impegno per contenere l'aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi. Dobbiamo basarci sull'accordo del G20 e agire in modo più rapido e deciso".

La richiesta concreta di Draghi di interrompere il finanziamento pubblico internazionale del carbone ha sollevato numerose polemiche e risposte da parte degli altri capi di Stato. Draghi ha detto: "Abbiamo deciso di intensificare le nostre azioni a partire da questo decennio, migliorare i nostri contributi nazionali determinati e interrompere il finanziamento pubblico internazionale del carbone entro la fine del 2021".

Sul tema della dipendenza da carbone, la delegazione della Russia presente alla Cop26, in quanto il Presidente Vladimir Putin era assente, ha detto di puntare alla neutralità carbonica entro il 2060.

Draghi ha voluto accendere i riflettori su un altro problema, quello legato alle energie rinnovabili. "Dobbiamo essere consapevoli che le energie rinnovabili possono avere dei limiti. La Commissione europea ci dice che potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo prefissati per il 2030 e il 2050. Quindi, dobbiamo iniziare a sviluppare alternative praticabili adesso, perché sarà possibile fruirne in pieno soltanto nel giro di alcuni anni". La soluzione più adatta? Secondo il Premier italiano: "Dobbiamo investire in tecnologie innovative per la cattura del carbonio".

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