Come richiedere il bonus animali domestici 2026 per spese veterinarie fino a 300€?

Sono sempre di più le famiglie italiane che accolgono in famiglia un cane o un gatto. Per molte persone, soprattutto gli anziani, convivere con un animale domestico significa avere una fonte di conforto quotidiano e combattere la solitudine. Proprio pensando a questo legame davvero speciale, il Governo ha varato un Bonus animali domestici 2026, utile a coprire alcune spese per i propri pelosetti.
Bonus animali domestici, requisiti
Chi può beneficiare di questa misura? Il bonus pet è destinato agli over 65 che hanno in casa un animale domestico. Può trattarsi di un cane o un gatto, ma anche di un criceto o dei pesciolini all'interno di un acquario. La definizione di animale da compagnia include infatti una lunga lista di specie.
Nel caso di cani o gatti è obbligatorio che siano dotati di microchip e registrati al Sinac (Sistema Informativo Nazionale Animali da Compagnia). Vi sono anche alcuni requisiti che deve possedere il proprietario dell'animale, che oltre ad avere già compiuto 65 anni deve anche essere in grado di produrre un Isee in corso di validità inferiore a 16.215 euro.
Come presentare la domanda
Il Governo ha delegato le singole Regioni, per cui è importante controllare sul sito istituzionale della propria tempi e modalità di presentazione delle domande. Alcuni requisiti saranno comuni in tutto il Paese, e alla richiesta Bonus animali d'affezione dovrà in ogni caso essere allegato l'Isee 2026, i dati del proprietario e quelli dell'animale (codice del microchip), l'Iban per l'accredito sul conto corrente.
Alla domanda, che dovrà essere presentata online accedendo con Spid o Cie, sarà necessario anche allegare le ricevute delle spese veterinarie, visto che il bonus non coprirà tutte le spese, ma solo quelle relative alle visite di controllo, esami di laboratorio, medicinali e interventi chirurgici, pagati con modalità tracciabili. Sono invece esclusi i costi sostenuti per gli alimenti, gli accessori, le spese per l'addestramento, e l'acquisto dell'animale stesso.
Occorre precisare che le domande verranno evase in ordine cronologico di arrivo, e che il bonus sarà disponibile fino al 31 dicembre 2026, o comunque fino ad esaurimento fondi della propria Regione. Per questo motivo è importante monitorare costantemente il sito istituzionale, ed essere pronti a presentare la domanda non appena verrà pubblicato il "bando".
A quanto ammonta il Bonus sociale animali domestici 2026?
Introdotto dalla Legge di Bilancio 2024, permette di ottenere dalla propria Regione un contributo che copra (almeno in parte) le spese veterinarie. La Legge ha stanziato 750.000 euro per il triennio 2024–2026, pari a 250.000 euro annui. L'ammontare del Bonus può variare da 200 a 300 euro, e sono le Regioni a definire, con appositi bandi, i singoli importi spettanti a chi detiene un animale da compagnia.
Al termine del bando l'ente redigerà una graduatoria sulla base dell'Isee e provvederà ad effettuare gli accrediti ai beneficiari direttamente sul conto corrente.
Bonus animali domestici e detrazione spese veterinarie: due agevolazioni diverse
Il Bonus animali gestito dalle singole Regioni non deve essere confuso con la detrazione per le spese veterinarie. Sebbene entrambi rappresentino misure volte a recuperare parte di quanto speso per il proprio pet, il primo è legato ad alcuni "paletti" (Isee ed età anagrafica), mentre il secondo può essere richiesto da tutti utilizzando il Modello 730 o Unico.
La detrazione spese veterinarie spetta infatti a chiunque abbia affrontato dei costi per curare o sottoporre ai regolari controlli il proprio animale domestico (ovviamente certificati e pagati con mezzi tracciabili) e permette di recuperare il 19% dell'importo che eccede la franchigia di 129,11 euro.
Una delle domande che potrebbero sorgere è: "chi ha richiesto il bonus sociale animali da compagnia può beneficiare anche della detrazione Irpef?" Ebbene sì, anche chi ha già richiesto il primo potrà portare in detrazione le spese nel 730, avendo però cura di considerare solo la parte non rimborsata.






