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Bolide in Liguria: cos'era la scia luminosa vista anche in Francia?

Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 2026, intorno alle 00:46, un bolide particolarmente brillante ha solcato i cieli della Liguria.
Spazio30 Aprile 2026 - ore 11:07 - Redatto da Meteo.it
Spazio30 Aprile 2026 - ore 11:07 - Redatto da Meteo.it
Credit: Sylvain Reybaut

Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 2026, verso le 00:46, un meteorite estremamente brillante ha solcato i cieli della Liguria, muovendosi lungo la costa da est verso ovest e attirando l’attenzione di moltissime persone. Il fenomeno, rapido ma intenso, è stato osservato anche a grande distanza, raggiungendo visibilità in Toscana, Piemonte e persino nel sud della Francia, fino alle aree di Marsiglia e Grenoble.

Bolide in Liguria, ecco cos'era la scia luminosa che è stata vista anche in Francia

Alle 00:46 della notte tra il 23 e il 24 aprile, un lampo intensissimo, paragonabile alla luce della Luna piena, ha illuminato improvvisamente il cielo sopra la Liguria, sorprendendo chiunque fosse all’aperto o affacciato alla finestra.

Si trattava di un bolide molto luminoso, con una magnitudine intorno a -13, che ha attraversato l’atmosfera terrestre in pochi istanti, lasciando una scia visibile lungo tutta la costa da levante a ponente e risultando osservabile anche da zone lontane come la Toscana, il Piemonte e il sud della Francia, fino a Marsiglia e Grenoble.

Le prime segnalazioni sono arrivate dagli astrofili Valeria Gnarini e Lorenzo Natali, che hanno individuato il fenomeno e contribuito ad avviare rapidamente le verifiche scientifiche. L’evento è stato poi analizzato grazie ai dati raccolti da diverse reti di monitoraggio, tra cui PRISMA, coordinata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, e la rete francese FRIPON, che insieme hanno permesso di ricostruire con precisione il passaggio dell’oggetto.

L’oggetto, di origine asteroidale, apparteneva alla famiglia degli asteroidi Apollo, corpi celesti che possono incrociare l’orbita terrestre. La sua velocità era di circa 30 chilometri al secondo, ovvero oltre 100mila chilometri orari, un dato che rende bene l’idea dell’energia in gioco durante l’ingresso in atmosfera.

Proprio questa velocità ha escluso un legame con lo sciame meteorico delle Liridi, attivo in questo periodo, le cui meteore entrano generalmente a velocità più elevate. Questo significa che il bolide osservato aveva un’origine diversa e indipendente. L’intensità della luce lo ha reso visibile su un’area molto ampia, attirando l’attenzione sia degli appassionati sia di chi si è trovato casualmente a osservare il cielo.

Che cos'è la Camera PRISMA del Parco Scientifico di Monte Viseggi

La camera della rete PRISMA installata al Parco Scientifico di Monte Viseggi fa parte di un sistema nazionale di strumenti “all-sky”, progettati per monitorare il cielo notturno in modo continuo e automatico.

A prima vista sembrano semplici telecamere rivolte verso l’alto, ma in realtà raccolgono informazioni fondamentali, registrando il passaggio dei bolidi e consentendo agli studiosi di ricostruirne la traiettoria, calcolare l’orbita di origine e, in alcuni casi, individuare le possibili zone di caduta di eventuali meteoriti.

PRISMA, che significa Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera, è coordinata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e comprende oggi più di ottanta camere distribuite sul territorio, grazie alla collaborazione tra centri di ricerca, università, scuole e associazioni di appassionati.

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