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Allarme dissesto idrogeologico in Italia: non solo il caso di Niscemi, a rischio oltre 5,7 milioni di italiani

Crescono i fenomeni meteorologici estremi in Italia e scatta l'allarme dissesto idrogeologico dopo il caso di Niscemi. Le zone a rischio.
Ambiente6 Febbraio 2026 - ore 11:54 - Redatto da Meteo.it
Ambiente6 Febbraio 2026 - ore 11:54 - Redatto da Meteo.it

Il passaggio del ciclone Harry ha flagellato e devastato le regioni del Sud, in particolare Sicilia e Sardegna con danni importanti in diverse zone. In particolare Niscemi, il comune italiano del libero consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia, è diventato il simbolo di una triste storia legata al cambiamento climatico.  

Boom di eventi meteorologici estremi

L'Italia è sempre più scossa da eventi meteorologici estremi che mettono a dura prova territori ed infrastrutture. Le immagini delle ultime settimane sono sotto gli occhi di tutti con diverse regioni, in particolare la Sicilia e la Sardegna, travolte dalle piogge e forti raffiche di vento che hanno fatto registrare danni a conferma della vulnerabilità di certi territori.

Dati alla mano secondo il Centro Studi per il Cambiamento Climatico il 70% del territorio della Sicilia è a rischio desertificazione complice il cambiamento climatico e gli eventi estremi registrati negli ultimi anni.

Dissesto idrogeologico in Italia: le regioni a rischio

Si fa sempre più insistente l'allarme di dissesto idrogeologico in diverse zone d'Italia come evidenziato dal Quarto Rapporto ISPRA sul Dissesto Idrogeologico in Italia – Edizione 2024 che ha studiato ed analizzato gli eventi e fenomeni meteorologici estremi che hanno colpito il nostro Paese nel biennio 2022-2024. Tra i dati più preoccupanti ci sono quelli sulle frane che, tra il 2021 e 2024, sono aumentate del 15% passando da 55.400 km quadri a 69.500 km quadri, pari al 23% del territorio nazionale. Tra le regioni d'Italia maggiormente a rischio ci sono la Toscana con +52,8% seguita dalla Sardegna con +29,4%. Anche la Sicilia fa registrare un aumento del 20,2% ed infine la Provincia Autonoma di Bolzano con un +61,2%.

Va detto che dal 2022 al 2024 si sono registrati eventi idro-meteorologici estremi come le esondazioni nelle Marche del 2022, le colate di fango ad Ischia nel 2022 fino alla terribile alluvione del 2023 in Emilia Romagna. Una cosa è certa: tutti questi eventi estremi sono stati causati dal cambiamento climatico.

Il rischio frane resta uno dei più alti in Italia stando ai dati condivisi dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI) dell’ISPRA. Ad oggi sono 636.000 le frane censite nel Paese con un 28% innescate rapidamente con conseguenze disastrose. Un impatto diretto che riguarda 5,7 milioni di italiani di cui circa 1,28 milioni risiedono nelle zone potenzialmente ad alto rischio, circa il 2,2% della popolazione. I numeri sono davvero preoccupanti visto che l'ISPRA parla di 582.000 famiglie, 742.000 edifici, 75.000 unità locali di impresa e 14.000 beni culturali a rischio. I dati ISPRA confermano una crescita del rischio di dissesto idrogeologico in Italia; una problematica che riguarda la sicurezza di tutti noi e la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale del nostro Paese.

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